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Nella storia del cinema ci sono stati molti movimenti e correnti che sono diventati epocali. Ricordiamo la Nouvelle Vague e la New Hollywood tra i più famosi e recenti. Ma a circa trent’anni dalla nascita del cinema, in una Germania sconfitta dalla prima guerra mondiale, nasce il movimento espressionista. Il gabinetto del Dottor Caligari è il film simbolo dell’espressionismo tedesco degli anni 20. Una pellicola molto moderna per l’epoca dove la dualità tra sanità mentale e pazzia, tra la realtà e il sogno hanno impressionato e spaventato generazioni di spettatori. Per alcuni non è solo il film che rappresenta un movimento artistico bensì il primo horror della storia del cinema.

10 cose che non sapevi su Il gabinetto del dottor Caligari

  1. La scenografia sono di Walter Reimann, Walter Roehring, Hermann Warm.
  2. Gli Suede omaggiò il film proponendo una specie di remake per il loro video Heroine.
  3. Un remake è stato girato nel 2005 da David Lee Fisher con una fotografia fedele all’originale.
  4. Roger Kay nel 1962 girò un film dallo stesso titolo ma che non ha niente a che fare con l’originale.
  5. La scenografia era fatta di carta, le ombre erano dipinte sui muri.
  6. Alla proiezione di New York nel Capitol Theatre nel 1921 alcuni spettatori se ne andarono chiedendo la restituzione dei soldi del biglietto.
  7. La censura tedesca dell’epoca (1920) lo ha etichettato come un film “vitato ai minori”.
  8. In un cinema di Parigi il film è stato presente in cartellone per sette anni.
  9. Hans Janowitz, sceneggiatore del film, afferma che l’idea per il film gli venne quando un giorno durante una fiera vide un uomo strano in agguato nell’ombra. Il giorno dopo lesse la notizia di una ragazza brutalmente assassinata. Andò al funerale della ragazza dove vide lo stesso uomo di qualche giorno prima. Non ebbe prove che l’uomo fosse l’assassino ma l’idea la sviluppo nel film.
  10. L’aspetto finale del film è una unione tra due aspetti: il low badget e le caratteristiche espressive dell’espressionismo tedesco. Robert Wiene, il regista, era costretto a lavorare con la corrente elettrica razionata e gli angusti set lo obbligarono a riprendere le scene con angoli poco usuali.

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