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Se ne parla spesso e molte volte con un certo riguardo. E’ la realtà virtuale, tecnologia non certo nuova al pubblico e che negli anni è diventata sempre più concreta e possibile, grazie alla grande espansione mobile e all’incredibile miniaturizzazione dei processori Pc e Console che permettono potenze sempre più alte a prezzi e consumi sempre più bassi. Effettivamente è da tempo che l’umanità sogna e teorizza dispositivi in grado di proiettarci in realtà virtuali ove intrattenersi e addirittura vivere. La fantascienza da tempo discute di questa incredibile tecnologia che nel tempo ha impegnato numerose aziende con altrettanti tentativi falliti. Negli ultimi cinque anni sono però state varie le aziende ad investire grandi capitali nella tecnologia Vr, in primi Oculus con il suo prodotto di punta Oculus Rift.

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Oculus Rift di Palmer Luckey è stato il primo dispositivo Vr a concretizzare davvero l’idea di Realtà Virtuale

Con la intuizione di Palmer Luckey la tecnologia Vr è stata eccezionalmente associata all’industria videoludica, ma sarebbe un errore pensare che i visori possano servire all’esclusivo intrattenimento ludico domestico tradizionale. Tuttavia è anche vero che tutti i videogiocatori del mondo non attendevano altro che l’arrivo di questi visori sul mercato, forse perché la cultura degli anni ‘80 e ‘90 prevedeva videogiochi capaci di proiettarci direttamente dentro il software.

Tremendamente affascinante.

In ogni caso il videoludo non è l’unica applicazione della Vr.

Vediamone alcune.

FAMMI ENTRARE NEL MIO MONDO

In ambito videoludico l’intera comunità di gamer attendeva da tempo l’arrivo di visori quali Oculus, VIVE e Ps Vr. A tutti piace l’idea di entrare letteralmente a far parte del proprio mondo preferito e questa tecnologia in parte aiuta a coronare questo desiderio. Sostanzialmente esistono due tecnologie differenti: la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata. Non sono molto differenti per quanto concerne l’idea di fondo, ma a cambiare è l’approccio all’esperienza virtuale. Entrambe le tecnologie permettono infatti di vedere cose che non esistono. Nel caso dei Visori Vr, l’idea è quella di ingannare i propri sensi affinché ci si senta parte di quello che si sta vivendo, motivo per cui un visore ben fatto è capace di oscurare totalmente la nostra capacità visiva lasciandoci concentrare unicamente su quanto avviene a schermo (possibilmente senza giramenti di testa).

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La Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata sono due modi diversi di intendere uno stesso scopo: immergerci in un mondo virtuale che non esiste

La realtà aumentata è invece una sorta di step successivo poiché i sensi non vengono ingannati e anzi: noi osserviamo il mondo circostante come realmente ci appare, semplicemente possiamo vedere figure che in quell’istante non sono nel luogo in cui le vediamo. Celebri sono i Google Glass e i Microsoft Hololens, due dispositivi di realtà aumentata che hanno fatto molto discutere. Il dibattito tra le differenze tra Vr e Ar è in realtà ancora in corso, io però sono nella posizione di affermare che facciano parte entrambe del grande calderone delle realtà virtuali, ecco perché in questo articolo le considererò come equivalenti.

VIDEOLUDICAMI QUESTO

Sarebbe folle non parlare dei videogiochi e dell’applicazione della Vr e Ar. Nel caso dei videogames è molto più suggestivo utilizzare un visore, piuttosto che dei Google Glass. Molti non sanno che al momento i visori Vr per intrattenimento videoludico sono in realtà a decine, ma se escludiamo i prodotti dedicati al gaming per smartphone, possiamo trovare tre visori in particolare già citati precedentemente: VIVE di HTC/Valve, Oculus Rift di Oculus e Playstation Vr di Sony. Questi tre prodotti sono accomunati da una tecnologia molto simile che permette di usufruire della Realtà Virtuale senza troppi problemi di fondo. Tuttavia al momento risultano essere relativamente costosi, mentre le esperienze proposte sono ancora limitate a un concetto di inganno dei sensi, piuttosto che di immersione in un mondo circostante. Tutti i videogiochi al momento sviluppati per Vr non sono altri che delle Tech Demo che dimostrano le grandi potenzialità della tecnologia ed esemplare in questo caso è The Climb di Crytek, esperienza che permette di emulare le gesta di uno scalatore professionista grazie alla potenza del Cryengine e alle funzionalità di Oculus Rift.

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Con Playstation Vr Sony vuole democratizzare l’uso della tecnologia Vr in ambito videoludico

I titoli Vr si assomigliano però un po’ tutti e ancora non è stato risolto quell’odioso problema che regala un “bellissimo” effetto nausea durante il gioco, motivo per cui gli sviluppatori preferiscono esperienze più lente e pensate dato che, come nel caso di Driveclub Vr, risulta praticamente impossibile giocarci senza andare giù di corpo. A far parte delle esperienze più lente e ragionate vi sono sicuramente gli sviluppatori di videogiochi per gli appassionati di giochi d’azzardo. Ad esempio la nuova frontiera del VR in questo campo sono le nuove roulette 3D che a differenza di tutte le altre roulette online permettono una esperienza più immersiva e diversificata e la loro natura meno dinamica rispetto a un gioco di corse si sposa molto bene con gli attuali visori di Realtà Virtuale.

E’ comunque impossibile non citare anche le migliaia applicazioni ludiche per Smartphone, tantissimi giochini per lo più molto semplici che giustificano la massiccia presenza di visori per telefoni. La maggior parte di questi device sono però di scarsa qualità e non è facile scegliere un visore adatto alle proprie esigenze, ma al momento risultano essere vendutissimi, conseguenza di un desiderio molto alto di Realtà Virtuale.

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Creato in collaborazione con Oculus, Samsung Gear Vr è l’esempio di come la tecnologia Vr può essere poco costosa e molto versatile

DOTTORE: NON GIOCHI A MINECRAFT

La Realtà Virtuale e la Realltà Aumentata sembrano avere un futuro molto più roseo in ambito professionale. Gli Hololens di Microsoft permettono a scultori 3D e disegnatori di creare i loro oggetti virtuali con una precisione mai prima immaginata, con designer che possono finalmente sbizzarrirsi a creare oggetti senza doversi sforzare di utilizzare l’immaginazione per comprendere come il prodotto creato possa legarsi con l’ambiente circostante. Immaginiamo per esempio un designer di mobili: grazie alla realtà virtuale e aumentata, tal designer potrà in tempo reale osservare come la sua nuova sedia può includersi in un probabile ambiente circostante senza ricorrere a strani e difficoltosi studi.

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La realtà aumentata e la realtà virtuale possono davvero migliorare la nostra percezione della realtà

Non solo: la realtà virtuale può essere utile anche per il commercio. Grazie ai visori si può infatti “assaporare” un prodotto prima di acquistarlo, magari visionandolo in tre dimensioni per scrutarne ogni dettaglio come se ce lo avessimo davanti o ancora una volta per osservare come un oggetto da arredo da acquistare potrebbe stare dentro casa nostra. Microsoft ne aveva mostrato le potenzialità con una demo dedicata a Minecraft nel corso dell’E3 2015, con un evento che ipnotizzò letteralmente il pubblico ed entusiasmò gli animi, ma al momento è ancora tutto in fase di sviluppo.

La realtà virtuale è anche utile per apprendere nozioni altresì difficili se assimilate da un libro. Grazie a tale tecnologia è possibile osservare l’oggetto di studio in modo tale da osservarne tutti gli aspetti con facilità naturale. Immaginate che in un’aula di università, un gruppo di studenti riesca a studiare gli organi del corpo umano e il loro funzionamento studiando il loro comportamento in tempo reale, come se avessero davanti ai loro occhi un vero corpo senza ricorrere ai medievali metodi tra cui la riesumazione di cadaveri. Questo concetto può essere applicato in qualsiasi ambito accademico, dalla medicina, alla meccanica, all’astrofisica.. Insomma: la realtà virtuale e la realtà aumentata possono dare una grandissima mano per studiare al meglio e apprendere di più.

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Questo è il futuro dell’apprendimento, ragazzi!

MA OGGI?

Quanto descritto è al momento ipotetico e ancora in fase sperimentale.. L’unica certezza al momento è il settore Gaming che continua a sperimentare la tecnologia con prodotti all’avanguardia e tentativi più o meno di successo. Per quanto riguarda gli altri settori, è da notare che Hololens di Microsoft sono già disponibili all’acquisto, ma esiste solo la “Development Edition” venduta al prezzo di 3’000 dollari e quindi adeguata soltanto agli sviluppatori del futuro, mentre i Google Glass, benché già commercializzati in passato, hanno subito un cambio di rotta a causa di controversie legali per via delle leggi sulla Privacy che ne vietano la commercializzazione. E’ quindi giusto definire la Vr come tecnologia a solo scopo di intrattenimento? No, è fondamentalmente errato in quanto il suo futuro sembra esser destinato ad applicazioni soprattutto professionali piuttosto che al gaming tradizionale, tuttavia al momento la miglior esperienza Vr e Ar è disponibile soltanto coi videogames e se volete assaggiarne almeno un pochino consiglio l’acquisto di un visore dedicato.

Ne vale davvero la pena provare.

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La miglior esperienza Vr al momento è esclusiva ai soli videogames, ma nei prossimi cinque anni potremmo sperimentare molto di più con questa nuova tecnologia
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