Cinafonino

Cinafonino, scelta economica o reale antagonista di Apple e Samsung?

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Dagli albori della telefonia mobile, la guerra per essere la compagnia leader del mercato è sempre stata presente. Se quando si parlava di cellulari i leader di mercato erano Nokia e Motorola, nell’epoca degli smartphone a contendersi lo scettro del vincitore sono Samsung ed Apple, ma un nuovo attore si è aggiunto, il Cinafonino.
Altre case produttrici cercano di affacciarsi come terzo incomodo, solitamente portando novità prima dei 2 colossi, per esempio Sony ha prodotto per prima uno smartphone resistente all’acqua con una fotocamera da 20mp, o HTC che strizzando l’occhio ai fotografi ha introdotto il formato RAW nelle foto degli smartphone portandoli ad essere delle piccole reflex (con tutti i limiti del caso).

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Ma la domanda principale è: abbiamo bisogno di smartphone da quasi 1.000 euro, di cui il 90% dei possessori sfrutta meno del 20% del loro potenziale?
Perché parliamoci chiaro, ho visto persone il cui l’unico utilizzo di “Siri” è dargli della puttana per ridere insieme agli amici per le sue risposte.
Negli ultimi anni si sta allargando a vista d’occhio il bacino di utenza di una tipologia di smartphone definita “Cinafonini” tanto da portare grosse catene di elettronica (come Mediaworld o Expert) a mettere in catalogo questi prodotti, che prima era possibile acquistare solo tramite siti cinesi, ma vediamo un po’ di cosa si tratta.

Agli albori il termine “Cinafonino” era dato ai cloni cinesi di cellulari di marca, i più bersagliati i Samsung, visivamente perfetti ma con prestazioni abbastanza scadenti e molto spesso difettosi; infatti sono stati molti i casi di esplosione della batteria (che il Samsung Galaxy Note 7 sia in realtà un cinafonino???).

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Col passare degli anni dai cloni a tutti gli effetti si è passati ai cloni “sgrammaticati” tipo i “Famsung” gli “Lc” o gli “Ifone” (se cercate troverete dei veri e propri lampi di genio) fino a che i cinesi hanno iniziato a fare le cose sul serio.

Basta cloni o giochi di parole.
Il termine “Cinafonino” ora ingloba tutti quegli smartphone prodotti da Aziende Elettroniche Cinesi, a partire da Lenovo (che qualcuno erroneamente definisce una sottomarca IBM, ma che invece è diventata leader del mercato PC negli ultimi anni), THL, Dooge fino ad arrivare a Xiaomi che da 3 anni a questa parte produce i cellulari con il più alto risultato nelle prove di benchmark arrivando a scalzare Samsung e Apple.

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Ma perché questi “Cinafonini” stanno conquistando una così grossa fetta di mercato?
La risposta per molti di loro è semplice, il costo.
Confrontando le caratteristiche tecniche con i prodotti attualmente in mercato noteremo che con caratteristiche simili un cinafonino costa mediamente la metà di un modello di marca internazionale, anzi molto spesso risultano essere molto più performanti. In più molti di loro stanno puntando su innovazioni tecniche non ancora presentate da altre marche, addirittura son presenti smartphone con display olografico e 3d (l’olografico funziona con un accessorio venduto a parte ndr) o su batterie immense, in questo campo la THL la fa decisamente da padrona con i suoi THL 4000, 5000 ect, dove il numero nel nome fa riferimento ai mAh della batteria.

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Solitamente, parliamo di uno smartphone con dimensioni tra i 5″ e i 6″ con risoluzioni anche Full HD che montano processori quad o octa core (con alcuni nuovi modelli addirittura deca core ma sempre Mediatek e non Snapdragon) con almeno 2 gb di ram e 8 gb di rom. Il 95% di questi sono dual sim (altro fattore per cui hanno molto mercato). Arrivano con Android pre-installato già in italiano ma in alcuni casi rimangono App cinesi di contorno, infatti è consigliabile “ararli” e montare un firmware tradotto e pulito adatto al vostro smartphone, facilmente reperibile sui principali siti tematici.

Proprio per questo motivo stanno avendo molto successo soprattutto sugli smanettoni di Android in quanto è molto semplice ottenere i permessi di “root” e giocare con il firmware, anche perché una cosa è smanettare su un Samsung da 700 euro, un’altra cosa è farlo su un Dooge da 60… se lo si manda in brick irrecuperabile… pazienza (per brick si intende bloccare il sistema operativo al punto tale da poter usare lo smartphone soltanto come mattone, in inglese “brick” appunto).

Quindi perché il prezzo è cosi basso?
Principalmente i costi inferiori son in parte dati dai materiali usati, solitamente son realizzati in plastica e non son molto rifiniti (a volte si nota anche a occhio nudo, ma va’ anche detto che i produttori più famosi come Lenovo e Xiaomi stanno puntando a materiali migliori) ma soprattutto la differenza è data dalla mancanza quasi totale di garanzia (a meno che non lo compriate a Mediaworld o altri fornitori nostrani, ma in quel caso la differenza di prezzi è inferiore) infatti i siti cinesi forniscono una garanzia di soli 6 mesi per lo smartphone e di soli 3 per la batteria.

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Quindi convengono?
Dipende, ci sono vari fattori che possono far propendere o meno la scelta a favore di un cinafonino, francamente il prezzo così basso con ottime prestazioni li rendono molto appetibili, i materiali un po’ di seconda scelta però non ci danno la stessa sicurezza di un altro smartphone più conosciuto.

Il consiglio che posso darvi da utilizzatore e fiero possessore di un Lenovo è: scegliere con cura il vostro smartphone non pensando solo ed esclusivamente al prezzo, infatti è preferibile spendere qualche euro in più e puntare ad una marca cinese importante (Lenovo, THL, Xiaomi) piuttosto che prendere il primo che capita solo perché ha delle ottime caratteristi e costa poco. Informarvi su siti di settore o semplicemente su Youtube dove spesso e volentieri troverete test e unboxing. Se poi non siete sicuri al 100% di questa vi consiglio di non imbarcarvi in questa avventura.

Ignazio Piras

Ignazio Piras

Da che ha ricordi... ricorda di essere un NERD

There are 3 comments

  1. Agos

    E poi io prendo un One Plus 2 che dovrebbe spaccare il sedere a tutti, ma si spegne alle 9 del mattino quindi quello che può spaccare è la tasca del giubbotto appesantita da quasi 200 grammi di telefono

    1. Ambrogio Zaccaro |

      Si spegne alle 9 del mattino ma a che ora lo accendi ?Quante ore dura la batteria ?

      1. Agos

        Lo accendo alle 7 del mattino. Nonostante i suoi oltre 3000 mah, non riesce a coprirmi la giornata. Certo: il processore che One Plus ha scelto per la sua seconda versione del suo “miracoloso” telefono è lo Snapdragon 810, celebre per consumare tantissimo e scaldare altrettanto.
        In ogni caso, le ottimizzazioni di One Plus a livello di sistema operativo, per quanto riguarda il suo secondo modello, sono scarse e nulle mentre le Custom Rom, da sempre osservate come la soluzione a tutti i mali, peggiorano la situazione (come sempre del resto).
        Attualmente sono passato a un Meizu m3 Note: lo sto adorando.

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