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L’esplosione di download avvenuta l’estate scorsa fu tale che le azioni di Nintendo raggiunsero valori simili a quando l’azienda di Kyoto rilasciò sul mercato il Nintendo Entertainment System assieme a Super Mario Bros. All’epoca dei fatti, parliamo dell’estate 2016, furono molti a chiedersi se l’uscita di Pokémon Go fosse effettivamente l’inizio dell’imposizione del gaming mobile rispetto al gaming tradizionale e tutti temettero che le grandi società iniziassero a creare giochi per smartphone, ma alla fine dei conti le cose non sono molto cambiate.

Pensare che i giochi console e Pc siano in realtà la principale fonte di guadagno per gli sviluppatori di videogames è però sbagliato. In un recente articolo ho pubblicato i dati relativi al mercato videoludico 2016, evidenziando una situazione di netto vantaggio da parte del fatturato dei soli giochi mobile (oltre 40 miliardi il giro d’affari), rispetto alle piattaforme tradizionali (poco più di 20 miliardi di fatturato).

Con dati simili ci si aspetterebbe che Pokémon GO sia stato ampiamente partecipe nei grandi numeri registrati dall’universo di gioco per smartphone, ma in realtà le cose non sono così floride come ci si potrebbe aspettare. Pokémon GO è stata infatti una moda e come tale è stata passeggera. Non è un caso che il gioco di Niantic sia sprofondato al 34° posto nei giochi più scaricati, ricoprendo una posizione simile anche per quanto riguarda i guadagni totali.

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Pokèmon Go è sprofondato nel mare di App disponibili per smartphone

Il motivo che sta alla base del grande abbandono da parte dei giocatori sta soprattutto nella politica molto dura di Nintendo nei confronti delle troppe libertà concesse inizialmente ai giocatori. Man mano che il titolo si riempiva di contenuti, giocatori di tutto il mondo iniziarono a impegnarsi per aggirare le regole del titolo Niantic cercando in tutti i modi di catturare più pokèmon possibili con il minor sforzo possibile. Può sembrare un dato incredibile, ma la gran parte dei giocatori di Pokémon Go erano cheaters, il che impose a Nintendo di prendere forti provvedimenti.

Tra un aggiornamento e l’altro l’applicazione più scaricata della scorsa estate è riuscita a trovare la sua stabilità economica nelle ultime settimane del 2016. Nel frattempo però, nonostante il titolo si stia ampliando a dismisura, la reputazione di Pokémon Go si è letteralmente inabissata, tant’è che oggi risulta difficile trovare i numerosi gruppi di ragazzini a caccia di mostriciattoli che soltanto qualche mese fa inondavano le nostre strade.

Contrariamente a come si potrebbe pensare, Nintendo sta continuando a supportare l’applicazione migliorandola in ogni suo aspetto, sebbene siano molti a denunciare la pesantezza dell’applicazione (per molti fin troppo energivora). Il nuovo aggiornamento inserisce all’interno ben 80 Pokémon provenienti dalle versioni Oro e Argento, nonché l’introduzione delle differenze tra i sessi dei Pokèmon e ottimizzazioni varie riguardo al codice sorgente.

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I giocatori ritorneranno a giocare a Pokèmon Go? E’ difficile dirlo. Come già detto la base d’utenza è diminuita sensibilmente e non sono pochi coloro che affermano di avere continui problemi al login (con impossibilità di giocarci), o l’impossibilità di trovare Pokéstop o addirittura Pokémon nei paesi più periferici. Con una media di 4.0 punti 5.0 di stelle nel Google Play Store tecnicamente farebbe supporre che i giocatori stanno man mano apprezzando le nuove manovre di Nintendo, ma tutto potrebbe cambiare con l’introduzione sul mercato di Nintendo Switch e la conseguente rivalutazione di Pokémon Go con probabili applicazioni dedicate per la nuova console Nintendo.

In ogni caso qual è il vostro pensiero? Giocate ancora a Pokémon Go o lo avete da tempo abbandonato? Continuate ad avere problemi? Qualsiasi sia il vostro pensiero vi invito a esprimerlo qui sotto nei commenti.

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