Ghost Recon Wildlands recensione Fallen Ghosts

Ghost Recon Wildlands recensione Fallen Ghosts Il secondo DLC del Season Pass

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Ghost Recon Wildlands

Recensione Fallen Ghosts

Fallen Ghosts è praticamente l’opposto di quel che avevamo potuto osservare in Narco Road. Perché se in Narco Road ci si divertiva con auto modificate con nitro, spoiler, Monster Trucks, arcobazie, derapate, ed irrorare campi di coca, in Fallen Ghosts ritorniamo al classico gameplay a cui il gioco base ci aveva abituati. Il DLC si piazza dopo aver sconfitto il Cartello, una organizzazione detta “Los Extranjeros” si impone come una specie di organizzazione criminale pericolosa pari al Cartello di El Sueno. L’unica differenza è che, l’esercito di Los Extranjeros possiede una potenza e tecnologia ben più avanti di quanto si era visto in tutto il gioco. Parliamo infatti di fanteria con armature imbottite e placche d’oro che possono esser colpiti solo alla testa per essere uccisi, praticamente dei Juggernaut; soldati con ghillie che si rendono invisibili i quali usano balestre che bastano due colpi per essere uccisi; cecchini letali con una mira incredibile e dal colpo quasi one shot; il tutto condito da tempi di reazione veramente sorprendenti.

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A partire da sinistra: cecchino; fanteria di prima linea; invisibili con la balestra; Jammer.

Questi, arrivati dopo la sconfitta del Cartello, cominciano a mettere a soqquadro Bolivia con lo stesso modo, in maniere però più militari. Il DLC inizia molto story driven, ci sarà un filmato con una regia che mostra accuratamente la situazione dei Ghost come fossimo in un film, dopodiché si inizierà con una serie di obiettivi guidati senza che noi dobbiamo selezionarne. Finita l’introduzione, ritorneremo al classico mondo aperto di Wildlands. Come avevo detto, essendo tutto l’opposto di Narco Road, si procede al massimo col gioco di squadra, coordinazioni estreme, poiché i Los Extranjeros è gente veramente tosta, una breve ma intensa avventura che ci porterà ad applicare quanto avevamo visto nel gioco base e farlo alla perfezione, come veri Ghost. Pellaccia dura, strategie che riescano a sconfiggere soldati armati fino ai denti, noi muniti di normale equipaggiamento da guerra moderna, loro con tute ed armi ad alta tecnologia.

Ghost Recon Wildlands recensione Fallen Ghosts
Nemici invisibili e cecchini letali: tempi duri per i Ghost

Sapete, non ho mai sopportato che un gioco ti debba mettere alle strette in questo modo, è come se mettessi un tizio armato di clava contro uno armato di mitra. Il nemico così altamente avvantaggiato, mentre noi il massimo che possiamo fare è tirar fuori una strategia efficace e con grande coordinazione. Per carità, ottima cosa, non c’è niente di bello del gioco di squadra, ma alla lunga non è il massimo. Ci sono state situazioni ove, nonostante il massimo impegno nel fronteggiare eserciti, venivamo fregati dai soldati invisibili con ghillie e balestre. Ci siamo detti, allora: pensiamo prima a loro, ma per poterli vedere occorre per forza la visione termica, che però viene messa fuori uso se nelle vicinanze ci sono soldati con Jammer. E credetemi, sono praticamente ovunque. Il tutto si è risolto con grande soddisfazione nell’aver completato le varie missioni, ma anche con un senso di frustrazione, a causa degli innumerevoli tentativi nel trovare prima i Jammer, poi i soldati invisibili con ghillie e balestra, ed infine le truppe che sparano ad armi spianate. Innumerevoli tentativi più che altro perché il nemico non reagisce quasi mai alla stessa maniera. Le ambientazioni fanno parte di un’altra frazione della Bolivia anche se comunque le piane, colline e montagnole rimandano tutte alla mappa standard. Per dire, è un posto piccolo e “diverso” ma niente di nuovo. Il finale non è stato altrettanto soddisfacente, con un semplice filmato dove riepiloga quel che è successo durante le nostre performance nell’esecuzione dell’obiettivo finale. Ci sarebbe piaciuto stiloso come successo per Narco Road, ma così non è stato.

Ghost Recon Wildlands recensione Fallen Ghosts

Manuele Musso

Manuele Musso

Scrittore improvvisato tra romanzi, sceneggiature e testi brevi. Ama i videogiochi, sarebbe capace di scrivere qualsiasi cosa su questi. Tende a guardare di più all'interfaccia di un videogioco piuttosto che al gameplay in sé, senza contare che pensa solo a quanto è smussato un poligono.