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INTERVISTA FULVIO RISULEO-Domande al regista vincitore a Cannes!

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Vi è mai successo di addormentarvi, immergervi completamente nel mondo dei sogni e risvegliarvi scossi e frastornati, ancora a metà tra il mondo reale e quello della vostra immaginazione?

Tutto ciò che è onirico solletica la nostra curiosità e ci fa avvicinare a dimensioni parallele angoscianti e piene di pensieri distorti che ci risucchiano in un vortice che non dà scampo.

Ma tutto questo terrore ci affascina e bramiamo segretamente di averne sempre di più.

Per questo esistono le montagne russe, l’arte e il teatro, ma soprattutto il cinema!

La settima arte offre ottimi spunti per provare ogni emozione, da quelle più piacevoli e delicate a quelle più forti ed elettrizzanti.

Oggi ci parla di sé il regista Fulvio Risuleo, ideatore e direttore di cortometraggi di successo e per due volte vincitore a Cannes.

Appena ventiseienne ha già dimostrato enorme talento e tanta ironia, che non guasta mai.

Per cui, in attesa del suo primo lungometraggio, lo abbiamo intervistato per voi!

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– Sei un regista molto particolare, direi a metà tra lo stile del teatro dell’assurdo, la pittura onirica e il cinema realista, da dove prendi spunto per unire tanti generi in un mix così ben calibrato?

Gli spunti principali li prendo dalla vita. Sopratutto dai racconti degli amici o da ciò che leggo in giro. Spesso sono curiosità apparentemente insignificanti che innescano nella mia testa un processo creativo che le fa evolvere.

– Ho notato che ti piace la parola “Bizzarro” è così che definiresti il tuo lavoro fin’ora? Hai mai pensato di cambiare genere?

Bizzarro è per me qualcosa di strano, quasi magico, che però no diventa troppo surreale. O meglio il surreale c’è, ma è nascosto in profondità. Mai simbolico. Non direi che sia un genere. A me piacciono tutti i generi, l’importante che abbiano idee originali che sorprendano.

– Dopo aver visto i tuoi corti mi aspetto molto da ‘Guarda in Alto’, tu, invece, come ti aspetti che reagisca il pubblico al tuo nuovo film? Che riscopra il mondo della fantasia?

Mi auguro che si facciano catturare, appunto, dal bizzarro. Il protagonista è un curioso esploratore dei tetti di Roma. Anche lo spettatore mi aspetto guardi il film con occhi curiosi e predisposti alla scoperta.

Varicella
Varicella

– Prendi sempre spunto dalla vita reale per scrivere e girare i tuoi film? Da dove viene lo spunto per ‘Guarda in Alto’?

Guarda in alto è l’insieme ti tanti pensieri fatti in questi anni. Ho quindi capito che i tetti erano una sorta di “sistema” in cui tutto quei pensieri potessero perfettamente convivere e incastrarsi.

– Spesso tendi a criticare il cinema italiano, pensi di averlo arricchito con i tuoi lavori oppure non ti senti parte di esso?

No so dire. Lo spero. Vedremo come lo prenderà il pubblico.

– Sei anche un fumettista, sei solito utilizzare storyboard? In caso, li disegni tu?

I miei fumetti sono assai stilizzati, puntano su un disegno minimale e un dialogo più complesso. Nel cinema mi aiuto moltissimo con dei disegni e faccio io lo storyboard, sebbene si tratti di un disegno molto tecnico e veloce.

Lievito Madre
Lievito Madre

– Le tue storie partono sempre da un mondo reale e tangibile, nel quale ognuno di noi si identifica facilmente, per poi evolversi in qualcosa fuori dagli schemi (anche un po’ inquietante), è un espediente che ti piace particolarmente o lo usi solo per sentirti più vicino al pubblico?

Mi viene naturale! Certe scelte sono irrazionali, seguo solo la mia sensibilità che mi fa capire quale sia la strada da intraprendere.

– Ma soprattutto… il padre poi contrae la varicella?

Non sarò certo io a svelare un finale lasciato aperto!

 

TRAILER VARICELLA:

TRAILER LIEVITO MADRE:

vittoriaborghese

vittoriaborghese

E' una studentessa di architettura presso Università degli studi Roma3 e le sue passioni sono il cinema, i fumetti e la scrittura. Nel 2013, dopo anni di giornalismo presso il suo liceo, vince il concorso di scrittura creativa in inglese ItalyWrites indetto dalla John Cabot University e viene premiata da Jhumpa Lahiri (premio Pulitzer nel 2000). Nel 2016 partecipa alla realizzazione di una serie TV, prossimamente in uscita, realizzandone lo storyboard e l'anno dopo inizia a lavorare nella segreteria universitaria vincendo la borsa di collaborazione. Altre passioni sono la vela (ha partecipato ai nazionali giovanili under 18 e ha fatto l'istruttrice per diversi anni), il calcetto, la pittura, la recitazione e il volontariato. Parla italiano, inglese e meno fluentemente lo spagnolo.