the quest vol 1

The Quest Vol 1 – Recensione

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The Quest Vol 1 è un fumetto con stile da vendere!

The Quest Vol 1 è un brossurato di 72 pagine a colori, formato 17×24, al prezzo di 7,50€. Per maggiori informazioni consultate il sito di Noise Press.

STORIA

the quest vol 1

Il celeberrimo ladro gentiluomo “Due di Picche”, racconta ad un’avvenente forestiera come il Guerriero divenne la più grande leggenda che questo mondo di bari, cavalieri e draghi ricordi. Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna, ma questa volta dietro il Guerriero e le sue epiche gesta ci fu solo “Due di Picche”…

Lorenzo Maglianesi scrive uno spaghetti-fantasy degno della vostra attenzione. Il Guerriero e il baro “Due di Picche” sono figli illegittimi di Bud Spencer e Terence Hill, aggiornati al nuovo millennio, quindi molto più violenti e interessati a recuperare passere come se non ci fosse un domani.

Il soggetto segue il classico canovaccio del racconto nel racconto e anche la sceneggiatura risulta essenziale e dritta al punto, proprio come uno spaghetti-western (quando si spara si spara non si parla), tuttavia il mondo rimane di sfondo e segue tutti i cliché tipici di questo genere risultando insapore e grezzo e sarebbe interessante approfondirlo e ritrovarlo nella linea comico-demenziale del fumetto.

Un primo volume che si tinge di sesso, soldi e sangue e riesce a strappare qualche sorriso anche ai fanatici duri e puri di questo genere ormai presente in ogni genere di narrativa.

Forse alcuni elementi (tette e culi come se piovesse), potrebbero essere asciugati in favore di soluzioni grafiche e narrative più divertenti ed esilaranti…però non c’è bisogno di spaccarsi la testa, anche perché sono “argomenti” che piacciono sempre e a tutte le età.

DISEGNI

the quest vol 1

Lorenzo Maglianesi però non si limita a scrivere ma disegna anche e lo fa nel migliore dei modi possibili: il suo stile è caricaturale e grottesco, ma allo stesso tempo ricco nelle forme e influenze (giapponesi nel dinamismo delle scene d’azione, europee nell’essenzialità del tratto, americane nella scomposizione della griglia e l’utilizzo a finestre delle vignette).

Il colore poi caratterizza al meglio ogni scena, come questa tutto sangue e budella, ma stupisce con semplicità anche come luce soffusa nelle taverne.

Riccardo Maggi

Un giullare alla corte di Internet...