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Crazy Dreamz: Best Of recensione: il gioco gattoso sviluppato da 15’000 persone Il videogioco sviluppato in "Crowd-Developing" è un esperimento riuscito e gradevole, senza pretendere troppo

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Quando mi hanno proposto di scrivere una recensione riguardo a Crazy Dreamz, subito sono stato rapito dal fascino gattoso del gioco. Il titolo è stato “sviluppato” da Dreamz Studio, un team di appassionati di videogiochi che a quanto pare hanno voluto cimentarsi in un nuovo esperimento sociale. Già perché Dreamz Studio è formato da migliaia di persone, nonostante a tutti gli effetti non abbia una base legale in un qualche grosso grattacielo di New York. Crazy Dreamz è infatti stato creato interamente dalla sua community di gattosi fans i quali, contenuto dopo contenuto, hanno assemblato assieme un videogioco interessante e divertente.

Ecco come è andata la mia avventura gattosa nei reami di Crazy Dreamz.

 

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Let’s Start

 

PER UN PELO DI GATTO

Lo sviluppo di Crazy Dreamz è stato in realtà diretto da un core di sviluppatori che tempo addietro hanno fondato Dreamz Studio. Costoro hanno però avuto una grande intuizione: perché non far lavorare gratuitamente i videogiocatori appassionati allo sviluppo del nostro gioco invece che dedicare loro stessi allo sviluppo del medesimo? La risposta è stata chiara: sono oltre 15’000 i videogiocatori che hanno contribuito allo sviluppo e all’ingrandimento del gioco postando, giorno dopo giorno, una sfilza di nuovi livelli che, alla fine, hanno creato quello che oggi è il “Best Of” di Crazy Dreamz. Parlare di sfruttamento di risorse in modo gratuito è però sbagliato: Crazy Dreamz è effettivamente da intendere come una sorta di Mario Maker, un prodotto videoludico in cui poter creare contenuti da condividere felicemente con altri utenti. Se non ne siete convinti, sappiate che la stessa retorica è stata applicata a giochi quali Little Big Planet e l’ancor più celebre Minecraft.

 

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In Crazy Dreamz si possono creare a piacimento i propri livelli

 

Al proposito si può effettivamente intuire come il vero gameplay di Crazy Dreamz non sia la sua proposta classic platform, bensì la sua capacità di dimostrarsi un ottimo editor di livelli rigorosamente in due dimensioni. A garantire tale esperienza ci pensa un editor discretamente potente, ma dannatamente semplice da utilizzare. La facilità d’utilizzo è davvero disarmante e vien davvero facile divertirsi con esso. Diversamente da altri Game Editor come i prima citati Mario Maker e Little Big Planet, in Crazy Dreamz si gioca prettamente con l’idea di un platform a scorrimento laterale il che, a conti fatti, semplifica decisamente le cose ai videogiocatori contribuenti. Non dover fare strani calcoli di fisica quantista come in Little Big Planet o non dover fare i conti con la raccolta di materiali iper-rari come in Minecraft aiuta di certo a concentrarsi su quello che conta davvero in Crazy Dreamz: il game design.

 

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Mi ricorda qualcosa

UN SALTO TIRA L’ALTRO

Considerando che il gioco è stato effettivamente creato da una florida e felice community di videogiocatori, sarebbe antietico dover giudicare con canoni stilistici complessi il risultato offerto dal gioco. Dovete infatti sapere che Crazy Dreamz: Best Of è una simpatica raccolta dei migliori livelli creati dai videogiocatori appartenenti alla community di Dreamz Studio pubblicati nella “Magicatz Edition” del gioco la quale, sorprendentemente, è totalmente gratuita. Esiste però un motivo se gli sviluppatori di questa gattosa idea hanno deciso di rendere a pagamento i livelli più quotati, una ragione che probabilmente vi sorprenderà. Infatti, l’idea principale della Best Of edition è quella di ripagare l’impegno dei giocatori che hanno maggiormente contribuito allo sviluppo contenutistico del gioco. Pertanto, ogni copia di Crazy Dreamz: Best Of venduta, produce ricchezza per ogni utente che ha partecipato al progetto. Geniale vero? Il tutto è spiegato nella tesi proposta dallo studios stesso in cui spiega come sia giusto remunerare i creatori di contenuti di un videogioco.

 

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Il titolo ha ottenuto vari riconoscimenti

 

Preso atto di tutta questa fantastica iniziativa che Dreamz Studio identifica con il nome di “Crowd-Developed Game“, posso affermare che la selezione svolta per l’edizione “Best Of” è coerente con lo spirito del gioco e valida nella sua offerta ludica. Gli oltre cento livelli proposti (a cui si devono poi affiancare tutti quelli non selezionati per l’edizione in questione, ma pur sempre disponibili), propongono un livello di sfida progressivo e discretamente stimolante. Il core gameplay è basato principalmente sul saltare fossi nel modo corretto esattamente come accadeva nei migliori giochi di trent’anni fa, con l’aggiunta della possibilità di combattere altri pelosi nemici (ovviamente roditori), mediante l’utilizzo di un’arma magica. Non pensate però di essere davanti a qualcosa di davvero fantasmagorico: Crazy Dreamz è sicuramente divertente da giocare, ma è evidente che i livelli sono stati creati da giocatori e non da professionisti del settore. In ogni livello si trovano sempre quelle sbavature nel level design che talvolta possono diventare dei frustranti incubi da cui è difficile uscirne. Complice sia un sistema di comandi leggermente impreciso e afflitto da input lag, sia una gestione degli spazi spesso peccaminosa e poco precisa. La probabilità di rimanere incastrati in qualche impossibile antro in un loop senza fine di salti e miagolii è sempre fin troppo concreto.

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Lo stile grafico mi ricorda molto da vicino quello proposto dalle produzioni UbiArt di Ubisoft

 

Il tutto è sorretto da un Unity Engine nel pieno della sua forma in due dimensioni. Graficamente parlando Crazy Dreamz è molto gradevole e supportato da un set di animazioni vario e umoristico. Le risorse da impiegare per la riproduzione del gioco sono ovviamente minime, mentre l’editor di livelli risulta anch’esso sempre leggero e mai esoso di risorse. Tuttavia si sente la mancanza di una ricercatezza tecnica più approfondita: gli effetti sonori sono risicati e col tempo stufano presto, la colonna sonora è minimale e si fonda su pochissime tracce audio, mentre gli attacchi magici godono soltanto di una rappresentazione grafica abbozzata. Nonostante tutto, Crazy Dreamz si dimostra essere gradevole e peloso abbastanza da esaltare i fanatici di gatti come me, considerata anche una direzione artistica azzeccata e decisamente miciosa nello stile (nelle immagini utilizzate avrete sicuramente notato gomitoli di lana e pelosità varie sparse per lo scenario di gioco).

 

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Adorabile

 

UN’ETICA PRODUTTIVA

L’idea di creare un videogioco con etica “Crowd-Developing” ha creato le supposizioni per un nuovo modo di intendere i videogiochi. Secondo gli sviluppatori, vi è la necessità di iniziare a remunerare i creatori di contenuti poiché ormai fondamentali per la sussistenza di un videogioco. Tale pensiero si dimostra però valido soltanto nei videogiochi che propongono un editor in-game o che quanto meno offrono una modalità sandbox corredata di editor annesso. Tuttavia, esperimenti nel passato hanno sottolineato come la community di videogiocatori non apprezzi particolarmente questo tipo di filosofia. Esperimenti comem quello di Steam, che per un piccolo periodo di tempo ha provato a inserire le mod a pagamento, ha provato come i videogiocatori vedano come un’affronto etico l’idea di pagare i contenuti creati dagli utenti.

 

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Gli sviluppatori sono chiari: il 50% dei proventi va a loro stessi per finanziare altri progetti, il 50% viene diviso fra tutti i giocatori contribuenti della versione “Best Of” di Crazy Dreamz

 

La base di questo pensiero risiede nel fatto che i giocatori che creano contenuti dovrebbero in primo luogo crearli per una propria passione e necessità e di conseguenza per personalizzare la propria esperienza di gioco. Considerando le risorse stirminzite, è logico aspettarsi che il contenuto creato dai giocatori sia di qualità inferiore rispetto al gioco originale, o comunque di qualità inferiore rispetto al lavoro di professionisti salariati. Il caso di Crazy Dreamz mi ha fatto capire come per entrare in un’era di Crowd-Developing Game, è necessario fare uno sforzo comune per sorvolare su quelli che sarebbero i problemi comuni di questo tipo di produzioni. Questi problemi si manifestano in videogiochi poco precisi, sempliciotti e poco revisionati, capaci si di essere divertenti, ma che difficilmente eguaglierebbero mai il prodotto di una software house competente e adeguatamente salariata. Al proposito la community è pronta per abbracciare una filosofia di questo tipo?

 

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Agli sviluppatori piace prendersi gioco di sè. A ecco: nel gioco si può personalizzare anche il proprio micio

 

IN THE CONCLUSION (si è scritto sbagliato, ma a me piace scriverlo così)

Crazy Dreamz: Best Of è forse l’esempio meglio riuscito di “Crowd-Developed Game”. Non si tratta soltanto della qualità finale del gioco, bensì nella sua capacità di rappresentare un’idea e una filosofia di sviluppo. Ludicamente parlando si tratta di un platform game semplice e divertente, ma che si pesta le zampe sui problemi tipici delle produzioni a basso budget, ma dall’alta carica idealistico/filosofica. I livelli infatti sono stati creati dagli utenti che nel tempo hanno continuato a supportare la produzione di Dreamz Games i quali, selezionati, sono stati raccolti nell’intelligente edizione “Best Of” (ricordo che la Magicatz Edition è completamente gratuita). Venduta a un prezzo di 14,99 euro, Dreamz Games ha cura di dividere i profitti al 50% con tutti i creatori del gioco, perseguendo un’etica morale interessante e perspicace. Tendenzialmente consiglierei l’acquisto di Crazy Dreamz: Best Of soltanto per l’idea morale che porta avanti ma, semmai siete appassionati dei platform 2D o adorate semplicemente i gatti, Crazy Dreamz potrebbe facilmente soddisfare le vostre aspettative.

Miagolalmente approvato.

 

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Ogni isola contiene una selezione di livelli creati dagli utenti tutti da scoprire

 

 

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.