Momenti Epici dei giochi di ruolo giapponesi – Parte 1 –

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Di miracoli, la prima Playstation ne ha fatti tanti, tra ottime conversioni di titoli Arcade (titoli che solitamente su Super Nintendo soffrivano di qualche taglio) ed essendo la piattaforma sulla quale sono nate alcune saghe che, ancora oggi, stravendono mantenendo la propria popolarità, come Resident Evil e Metal Gear Solid (ok, quest’ultimo c’era anche sul Nes e sull’MSX, ma il boom è scoppiato con il capitolo sulla Playstation).

 

Personalmente ricordo con piacere la prima PSX non solo per questi motivi, ma perchè ha avvicinato gran parte dell’utenza appassionata di videogames a un genere che, fino ad allora, era considerato di nicchia. Molti neanche sapevano dell’esistenza, ma grazie a titoli come Final Fantasy VII e Suikoden, il genere dei JRPG ha visto un’espansione gigantesca.

 

Di JRPG ne sono usciti anche prima della PSX e si tratta di capolavori, come il curatissimo Secret of Mana e il fantastico Final Fantasy VI, ma anche qualcosa di meno conosciuto come il mitico Breath of Fire e il commovente Chrono Trigger.

Oggi andrò contro corrente. Mi sono accorto che questo genere, forse per via della sua complessità, sta tornando a essere di nicchia e persino i titoli più blasonati come Final Fantasy hanno subito un cambiamento che può non piacere o può essere ritenuto necessario.

 

Oggi, in questo articolo, ricorderò quelli che per me sono stati i momenti più epici dei JRPG che ho giocato in tutta la mia vita. Per cui SPOILER ALERT!! Se non volete rovinarvi la sorpresa, chiudete gli occhi! Altrimenti, mi farebbe piacere sapere se condividete le mie idee.

 

FINAL FANTASY VI

 

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Final Fantasy VI è stato un episodio importante nella saga di Final Fantasy. Ha venduto circa 4 milioni di copie in tutto il mondo in un periodo in cui i JRPG erano di nicchia. FFVI aveva 14 personaggi giocabili, ognuno con una splendida caratterizzazione e una classe, una trama ricca di colpi di scena che si svolgeva sui personaggi principali, instaurando rapporti umani e ponendo al centro dell’attenzione sentimenti come la vendetta, la riconoscenza e un desiderio di giustizia che pervade l’intera avventura.

Non solo, la protagonista di FFVI, una donna dai poteri magici straordinari, è spesso soggetta a parti ricche di emotività, fino a quando non scopre di essere lei stessa un Esper, ovvero un’evocazione.

L’intera trama, poi, si discosta dai tanto (personalmente odiati) cristalli tipici dei precedenti episodi della saga, ma assume una storia tutta sua. In un mondo in cui la magia è stata bandita e la tecnologia è avanti anni luce rispetto al medioevo, l’Impero intende perseguire il proprio obiettivo rievocando una storica evocazione e ottenenedo il potere della magia, scomparso in seguito alla Guerra dei Magi circa mille anni fà.

Tutto ciò è splendidamente narrato da una serie di eventi che vedranno i protagonisti porsi dinanzi a scelte importanti, fino allo scontro finale.

 

MOMENTO EPICO

 

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Il momento che mi ha lasciato a bocca aperto è stato quando, a un certo punto, Terra si avvicina a un Esper congelato che la richiama mentalmente. Lei si avvicina sempre più, finchè non si trasforma e vola via, lasciando tutti i suoi amici immobili dallo stupore.

E tra loro, c’ero anche io 😉

 

 

NB: non per niente, Nobuo Uematsu lo definì il miglior videogioco del mondo!

NB2: non sapete chi sia Nobuo Uematsu?? Ma dove vivete?? E’ il compositore delle colonne sonore dei FF!

 

 

SUIKODEN 2

 

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Suikoden 2 è stato un gioco di ruolo giapponese rilasciato sulla prima Playstation da Konami durante il suo primo ciclo vitale. In seguito al successo del primo episodio, Konami decise di rilasciare una seconda storia ambientata nel Giappone Feudale, mantenendo le basi del capitolo precedente.

Suikoden 2 si distingueva dalla concorrenza per diverse caratteristiche: la prima, senza dubbio, le 108 stelle del destino, ovvero 108 personaggi da reclutare nel corso dell’avventura, di cui una piccola parte obbligatoria per il proseguire della trama, e una larga fetta di eroi impossibili da reclutare senza una guida!

Questo obiettivo, apparentemente secondario, era fondamentale per la scelta del finale e, quindi, per motivi di trama. Suikoden 2 racconta le vicende di due giovani ragazzi arruolati nella brigata Unicorno dell’Impero, di cui il comandante Luca Blight era il sovrano assoluto.

 

Una sera, il destino li porta a scoprire le malvagie intenzioni di Luca Blight e il suo desiderio di provocare una guerra con il mondo conosciuto per diventare il nuovo Sovrano. A questo punto, Ryu e Joey, scoperti dall’esercito, tentano di fuggire lanciandosi da un dirupo in una cascata, ma prima fanno due segni su una roccia promettendo l’un l’altro di ritrovarsi qui qualsiasi cosa accada.

Così comincia una lunghissima avventura che porterà i due giovani eroi a intraprendere scelte che li porteranno a maturare le proprie personalità fino alla grande, battaglia finale.

 

Suikoden 2 aveva un gameplay molto diverso dagli altri JRPG. Consentiva la creazione di gruppi da sei personaggi in squadra e la combinazione dei rispettivi attacchi/abilità. Inoltre poneva un grande numero di scelte al giocatore che influenzavano la trama. Suikoden 2 è un gioco che non parla solo di guerre ma soprattutto di “cose giuste e cose non giuste”, scelte morali e una lunghissima serie di momenti epici.

 

MOMENTO EPICO

 

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Qui è davvero dura sceglierne soltanto uno. Suikoden 2 è un gioco talmente ricco di momenti epici che preferirne uno diventa un’impresa ardua! Personalmente sarei indeciso tra la morte della sorella e lo scontro finale tra Ryu e Joey, un combattimento davvero toccante vicino alla roccia sulla quale avevano fatto dei segni per tornarci. Ma come potevano immaginare che il destino li avrebbe messi uno contro l’altro?

 

In ogni caso, il momento che mi ha scioccato è stata la morte della sorella del protagonista. Chiariamo, si tratta di un evento evitabile (come tanti altri), ma quando accade e, soprattutto, il come, è impossibile restare impassibili.

Il nemico lancia dei pugnali verso la squadra. A questo punto, Nanami si pone fra il nemico e i suoi amici e sfrutta la sua abilità con le lame per deviare i pugnali. Li devia tutti tranne l’ultimo, che la colpisce a morte.

E’ stato un momento tristissimo in cui l’odio verso Luca Blight è salito alle stelle. Non serve aggiungere altro.

 

 

 

CHRONO TRIGGER

 

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E se Final Fantasy ha lasciato un’impronta nella storia dei videogiochi, Chrono Trigger ne ha lasciata una ben più grande nel cuore di ogni giocatore che l’ha giocato.

 

Chrono Trigger è un JRPG sviluppato da Squaresoft (quando era SOFT e non ENIX) e ha goduto della collaborazione del Maestro Akira Toriyama (l’autore di Dragon Ball! Se non sapevate neanche questa, non siete degni di essere chiamati NERD!), il quale ha disegnato i vari personaggi e creato le rispettive caratterizzazioni. E il risultato si vede.

I personaggi somigliano a Goku, Bulma e compagni, persino i capelli del protagonista ricordano quelli di Goku, tranne per il rosso di cui sono fatti. Così gli occhi e lo sguardo.

Oggi potrebbe essere un dettaglio da poco, ma per l’epoca era qualcosa di straordinario!

 

Chrono Trigger è famoso anche per altri due aspetti. Il primo è sicuramente la trama, che si basa su viaggi nel tempo, tra epoche diverse che mostrano com’era la Terra in quattro epoche diverse (Preistoria, Medioevo, Presente e Futuro apocalittico). Una trama ben narrata, ricca di personaggi perfettamente caratterizzati e una colonna sonora memorabile. Questo è Chrono Trigger.

 

MOMENTO EPICO

 

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Stavolta non si discute. Non ci sono dilemmi. Il momento più epico di Chrono Trigger è, sembra alcuna ombra di dubbio, lo scontro contro il perfido Magus, personaggio ricco di carisma e senza scrupoli ma con le idee chiare!

 

Magus non solo è un personaggio memorabile per i suoi discorsi sulla vita e sul tempo che scorre inesorabile, ma si rivela anche un eccellente combattente se, in caso di vittoria, riusciamo a portarcelo in squadra.

 

Per cui il momento epico di Chrono Trigger è la battaglia contro quel figlio di putt*** di Magus!

 

 

 

 

FINE PRIMA PARTE

 

E qui finisce la prima parte di una lunga serie di momenti epici dei più bei JRPG che ho avuto la fortuna di giocare. In attesa della seconda parte, quali sono stati i vostri? Ditecelo sulla nostra pagina Facebook Ufficiale o tra i commenti!

 

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Daniel Mars

Daniel Mars

Tanti anni sui videogiochi lo hanno convinto che non esiste niente di più importante del GAMEPLAY quando si parla di Gaming. Nonostante illustri capolavori moderni come Fallout 3 o il primo Dead Space, resta ancorato al passato con giochi come Earthworm Jim, Killer Istinct e Megaman X. E' anche fissato con gli X-Men, Donnie Darko e il Monopoly.