Unravel: essenziale recensione di un gioco estetico

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Unravel, gioco per esteti

 

Recensione scritta da: Vezz Classicunravel-yarny-hanging-header

E3 2015: una gran bella notte passata tra grandi annunci, drink e amici, ma durante la conferenza di EA mi capitò di assistere ad una presentazione senza precedenti di un titolo che non aveva niente a che vedere con la politica stessa di EA Games, intesa come spudorato guadagno senza alcuna sostanza morale negando l’espressività artistica degli studios a favore dei dollaroni. Il videogioco presentato fu Unravel di Coldwood Interactive, un platform veramente originale sia nella sua estetica, che nelle sue meccaniche di gioco.l creatore di Unravel ha suscitato in me tanta gioia ed emozione nel momento in cui presentò il gioco sul palco dell’E3. Notavo in lui una forte emozione nel poter divulgare la sua visione di gioco artistico. Obiettivamente è stato uno dei tanti giochi che mi ha lasciato il segno durante l’E3 e anche se le possibilità che EA potesse rovinare tutto erano altissime, tutto è andato per il meglio. Perfino lo stesso sviluppatore ha comunicato di non aver subito pressioni di alcun genere da parte del colosso americano e anzi è rimasto colpito dal supporto tecnico e monetario fornitogli. Probabilmente EA intendeva rifarsi una buona reputazione per sviare l’idea per cui EA sappia solo creare e finanziare titoli mainstream multiplayer con microtransazioni. Arriviamo finalmente a Febbraio 2016, esattamente al giorno nove, giorno in cui mi sono cimentato nel videogioco che tanto aspettavo. Unravel è un opera estetica veramente curata nei minimi dettagli; la meccanica del filo è originale e di grande impatto; il gioco si ispira a paesaggi del Nordeuropa e ne risalta le stagioni dell’anno con i loro tipici colori.

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Inoltre il comparto sonoro che ci accompagna per tutta l’avventura é di primissima qualità e ispirato alla cultura scandinava. Unravel è quindi un’opera che sorprende, anche se non emoziona come avrei sperato. Il gioco punta infatti per tutta la durata sulle fasi platform, abbastanza semplici da superare, le quali si dimostrano funzionali a livello ludico, ma non emotivo. Può ritenersi comunque un titolo che dà il meglio di sé nel suo lato tecnico il quale risulta davvero notevole e curato in tutti i suoi aspetti, cosa che sicuramente felici tutti coloroche sono alla ricerca di un videogioco puramente estetico. Non parlo di chi vuole il massimo del dettaglio grafico, bensì di coloro che ricercano una estetica che sola possa esprimere qualcosa. Non riesco quasi a credere che EA si sia presa carico di un’ opera di tal genere. Sarà la volta buona che il colosso americano si sia svegliato e che voglia investire di più nella creatività di piccioli studi di sviluppo: io lo spero vivamente e Unravel è la prova che grossi publisher possono credere in questi progetti. Alla fine, questo è il momento giusto per investire in società come Coldwood, piccoli gruppi di persone capace di realizzare tutti i nostri sogni.

Ricordiamo che Unravel è venduto al prezzo budget di 19,99 euro su Origin e nei migliori negozi di videogames.

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Yarni è il soffice protagonista di UnRavel, un vero gomitolo vivente

 

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Il senso estetico di UnRavel è impareggiabile

 

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Evviva l’arte videoludica!

 

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.