20 anni di Lara Croft: il vero pollame videoludico

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Definirsi appassionati di videogiochi e non sapere chi sia Lara Croft, è come definirsi cuochi senza saper fare un buon Ragù. L’icona videoludica femminile per antonomasia, è diventata ora quasi adulta, pronta per affrontare le sfide post-adolescenziali e fidanzati non troppo intelligenti:

 

“Fin dalla sua introduzione, Tomb Raider ha avuto un posto significativo nella storia dei videogiochi e altri riconoscimenti che hanno cementato questo traguardo. Non vediamo l’ora di festeggiare con i fan e onorare l’iconica Lara Croft con eventi speciali, retrospettive, omaggi e altre sorprese nel corso di quest’ anno.”  ha dichiarato Ron Rosenberg di Crystal Dynamics

 

L’archeologa dalle forme prorompenti è nata nel 1996, in concomitanza ovviamente con l’uscita del primo Tomb Raider, titolo per Ps1 che riuscì effettivamente a soppiantare la concorrenza e a stregare così tanto i possessori della prima console di Sony da segnare per sempre il mondo videoludico. Sono oltre 30 i titoli in cui compare l’intelligente tettona (cosa assai rara avere tette grandi e un cervello fino), ma non si può dire che tutte le sue incarnazioni sono state felici.

Tra grandi titoloni e tonfi nel vuoto, Lara Croft è diventata comunque una icona pop, tant’è che una scostumata interpretazione ha fatto felici tutti i fan degli U2 comparendo all’improvviso in un loro concerto. Sta di fatto che Core Design, lo studios responsabile della ideazione dell’intero brand, fu lasciato morire da EIDOS, società che ai tempi faceva da publisher a Core Design che dovette per forza di cose smettere di finanziare la serie a causa di forti problemi finanziari. Per qualche ragione a noi oscura, Square-Enix si è fatta avanti per acquisire l’intera divisione EIDOS, diventandone proprietaria. Nonostante molti si dimostrarono scettici, proprio grazie alle grandi finanze della società nipponica, EIDOS riuscì a finanziare tutti i progetti lasciati in sospeso, tra cui Deus Ex: Human Revolution e Tomb Raider, il reboot del 2013 che nonostante inizialmente non riuscì a convincere i più tradizionalisti, si dimostrò così ben fatto da entusiasmare anche uno come me.

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Rise of Tomb Raider è la miglior celebrazione di Lara Croft mai apparsa nel mondo videoludico

Secondo l’altra capoccia di Crystal Dynamics, l’attuale studios di sviluppo della saga di Tomb Raider (tra l’altro formato da alcune delle menti di Core Design), Tomb Raider è una serie che rimarrà nella leggenda, sia come serie videoludica di successo, ma anche come uno degli adattamenti cinematografici migliori di sempre (e chi si scorda il sederone di Angelina Jolie?). Nonostante il film non sia tra le migliori produzioni cinematografiche, fu pur sempre la mia trasposizione ben fatta di un videogioco sul grande schermo, contribuendo a rendere Tomb Raider, tra le altre cose in pochissimo tempo, un best seller.

Per celebrare i 20 anni della serie, Square-Enix assieme a GameCharger, associazione a scopo di beneficienza che promette di donare denaro a nobili cause con in cambio un videogioco, hanno indetto una campagna di raccolta fondi offrendo sul piatto d’argento Tomb Raider 2013 e un sacco di numerosi extra. Se vi sentite nobili di cuore, non dovete fare altro che cliccare qui e finanziare la nobile raccolta fondi.

 

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Lara Croft

 

I 20 anni di Lara non sono stati facili, come non lo sono per nessuno d’altronde. Tra grandi successi e grossi flop, la vita della serie sembra effettivamente rievocare la maturazione di un essere umano e forse è proprio così. Tomb Raider, proprio come un essere vivente, è nato, cresciuto e maturato, pronto ora per spaccare di nuovo il mondo. Auguriamo a Crystal Dynamics tanto successo e tante creazioni ben fatte. Alla fine noi fan ce lo meritiamo, giusto?

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.