Una Possibile Presentazione

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Ordunque voi viandanti di Internet, cosa vi porta qui a leggere quella che dovrebbe essere soltanto una presentazione?.

No seriamente perchè siete ancora qui?.

Come il protocollo di ogni buona presentazione prevede, se vi può interessare all’anagrafe sono registrato come Valerio.

La mia biografia videoludica è sempre stata caratterizzata da piccoli anzi, grandi spostamenti da PC a Console e vice versa, ho giocato praticamente di tutto dai grandi classici fino ai giochi puramente di nicchia, per non disdegnare le serie più commerciali che ultimamente sto apprezzando sempre meno con il passare del tempo.

Parlarvi di quale sia ed è il mio gioco preferito sarebbe superfluo ed inutile, perciò quello che dovete sapere di me come videogiocatore è solo che ho un passato composto principalmente da RTS ed un presente costellato di piccoli videogames di nicchia pesantemente story driven.

Credo nel media videogioco come una tavola perfetta su cui dipingere, per me il videogames è ciò che concilia le mie altre due grandi passioni, L’informatica e la lettura, sono infatti tra quelli che sostiene che il nostro medium preferito vada considerato arte e non mi stancherò mai di dirlo, il videogioco è si un opera di intrattenimento ma è prima di tutto un possibile incontro tra arte e scienza, un tema che discutevo spesso anni fa anche con chi di videogiochi non se ne intende.

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Bioshock una delle mie serie preferite, un concentrato di idee che mi ha sempre lasciato stupito.

Cominciai a scrivere di videogames quando avevo ben tredici anni insieme ad alcuni amici con i quali condividevo un minuscolo sito dove si postavano dalle news ai vari articoli più disparati, la cosa era per me fantastica, finalmente potevo esprimere le mie opinioni al di fuori delle mie cerchie di conoscenti, ma ahimè, mettete il tempo e l’età ma pochi mesi dopo nessuno era più attivo ed il progetto fallì.

Continuai a pubblicare i miei piccoli lavori in altrettante piccole realtà che popolano Internet collaborando con quattro diversi siti contemporaneamente, ed accumulando un sacco di scritti sul mio computer molti dei quali mai pubblicati poichè incompleti.

Con il passare del tempo perfezionai il mio stile e le piccole realtà divennero piccole nicchie o community composte da qualche migliaio di persone.

Dall’inizio della mia modesta carriera di scrittore a tempo perso (perchè mi piace considerarmi così) sono passati diversi anni e diversi siti, ho scritto davvero di tutto prima di arrivare qui su project Nerd, ove voi che state leggendo questa pseudo-presentazione.

Non mi reputo un bravo scrittore o giornalista, ne voglio avere la presunzione di esserlo, tendo molto a sbagliare la punteggiatura e a cadere in errori piuttosto banali e grossolani, ma adoro farlo, scrivo per esprimere un concetto o una mia idea e punto sempre a renderla semplice e facile da capire per chiunque, in modo che io stesso quando la andrò a rileggere ricorderò esattamente quale fosse la mia opinione al momento della stesura.

Da quando cominciai oramai otto anni fa una delle domande ho sentito e mi sento rivolgere più spesso soprattutto dagli amici è:”Ma chi te lo fa fare di tornare a casa dopo il lavoro o dopo scuola e metterti davanti al pc a scrivere?”.

Sapete cari lettori  è un quesito che io stesso mi sono posto più volte in questi anni.

Scrivere è davvero talvolta difficile; trovare un argomento che sia sufficientemente interessante sia da trattare che da discutere, è un’impresa che molte volta lascia senza energie in particolar modo quando il blocco dello scrittore fa capolino portandoti in un tornado di idee che non riescono a prendere forma.

A volte ho pensato di lasciar stare questa attività ammetto, ma la sensazione che mi ha preso, era tutt’altro che positiva è vero avrei avuto più tempo rispetto a prima, ma come potevo finire quel gioco e non dire nulla? Come potevo lasciar perdere la mia opinione su un mercato quello dei videogiochi in pesante cambiamento?.

Scrivere almeno per me è una sorta di bisogno, a differenza di un discorso, con le lettere è possibile costruire uno schema stratificato e complesso o un’attenta analisi su un determinato argomento, e solo chi condivide con me questa passione conosce la soddisfazione che sale una volta finito il proprio duro lavoro e riletto i propri scritti.

Dal sottoscritto aspettatevi oltre alle news nelle quali vorrei esser felice di innescare quel minimo di riflessione, lunghi articoli a tema e recensioni senza voto.

Si può infatti ridurre mesi se non anni di lavoro ad un mero numero?.

Vorrei concludere utilizzando le parole di Asimov uno dei miei autori preferiti nonché, una delle poche persone che ha espresso cosa voglia dire battere sulla tastiera:

Scrivere, è semplicemente pensare attraverso le mie dita

valecant

valecant

404 Ottimismo Not Found.