Ticino Gamesweek: tanta strada per migliorare

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Ticino Gamesweek è stato un esperimento che ha gettato le basi per un futuro probabilmente positivo


 

Sicuramente è stata una fiera interessante anche se un poco controversa e con grandi problemi alle spalle. E’ stata la prima volta in svizzera per Projectnerd e nonostante avessi messo piede nel Cantone Italiano più volte, devo dire che scontrarmi con la cultura ticinese non è stato comunque facile o immediato. Anche se non sembra, una manciata di chilometri può cambiare letteralmente la concezione di una idea, motivo per cui io, Valecant, il critico videoludico di fiducia di PjN e Lone, fotografo ufficiale, ci siamo inizialmente sentiti sperduti all’idea di affrontare una fiera che parlasse la nostra stessa lingua, con usi e costumi completamente differenti. Proprio per questo è stata per noi incredibilmente interessante e credetemi: la Francia, la Germania e la Spagna sono molto più simili all’Italia di quanto crediate, ma la Svizzera è davvero tutta un’altra cosa.

TANTA VOLONTA’, POCA CONCRETEZZA
Ideato da Nadir Tiguarfa, che si è davvero fatto un mazzo tanto per realizzare la prima fiera dedicata al videoludo in Ticino, grazie all’aiuto di Marco Leonardi e Manolito Lucchini è riuscito tgw-12a concretizzare un evento piuttosto eterogeneo, votato soprattutto all’idea che ci si dovesse divertire prima di affondare seriose radici alla ricerca di una professionalità troppo spesso ostentata. Facile da raggiungere, grazie alla realtiva vicinanza con la stazione di Lugano, l’impianto fieristico scelto, ovvero il Centro Esposizioni Lugano, è stato sicuramente azzeccato e capace di accogliere al meglio il flusso di persone che incuriosite hanno voluto partecipare alla festa. Perché alla fine di festa si trattava. Il Ticino Gamesweek ci è apparso ai nostri occhi come una sorta di raduno, dove trovare vecchie conoscenze e nuovi amici con cui condividere la stessa passione e fa nulla se non ci sono stand con publisher da capogiro: l’obiettivo dell’intrattenimento divertente è stato sicuramente centrato, grazie a una atmosfera leggera e a una configurazione espositiva non invasiva. Tuttavia con il mio articolo, vorrei sottolineare gli aspetti positivi e negativi che hanno caratterizzato la prima fiera videoludica ticinese in assoluto, ma è meglio mettere in chiaro una questione molto importante. Parlare di “fiera” nel caso di Ticino Gamesweek non è effettivamente corretto. E’ stato un esperimento messo in pratica da un gruppo di persone le quali, a parer mio, nonostante ci abbiano messo l’anima per assemblare il tutto, devono migliorare in tutti gli aspetti la loro capacità di organizzare al meglio le risorse utilizzate. Una grande porzione del pubblico ha bocciato l’evento, ritenendolo mal gestito e molto disordinato, ed è vero: le carenze sono state tante, alcune anche disarmanti.
Noi di Projectnerd non vogliamo bocciare la prima opera di Nadir & Co., poichè sappiamo benissimo quanto sia difficile organizzare un evento simile. Tuttavia, a mio dire, se gli organizzatori non prenderanno in seria considerazione il feedback del pubblico puntando su una qualità più concreta e appetibile per la futura seconda edizione, non potremo che bocciare l’intero progetto, ritenendolo come impossibile. Detto sinceramente però, la capacità dell’evento di far discutere di sè è stata sicuramente positiva e una vera opportunità per migliorare e migliorarsi pertanto, al momento, noi di PjN crediamo in una seconda edizione ben fatta e organizzata.

 

ASPETTI POSITIVI
tgw-11Come già descritto, la sensazione che fosse più una festa che una esposizione di un parco titoli limitato era più forte che in altre manifestazioni dello stesso genere, rendendo piacevole ogni passo e ogni incontro promosso in fiera. Per quanto riguarda gli stand, seppur limitati hanno offerto una varietà interessante dando l’impressione che l’organizzazione abbia pensato di invitare persone diametralmente opposte nell’ottica di variare l’offerta proposta al pubblico. La maggior parte erano comunque negozi che hanno portato la loro merce in esposizione e nonostante noi poveri italiani ci sogniamo di spendere migliaia di euro per una scheda madre fatta come Dio comanda, ci ha fatto un enorme piacere scoprire come il Pc gaming in Svizzera vada davvero così forte, ove gli stipendi da capogiro vengono spesso impiegati per l’acquisto di Hardware di alta qualità che farebbe sciogliere qualsiasi appassionato europeo. Tutti gli standisti si sono dimostrati simpatici e disponibili e siamo riusciti anche a recuperare qualche intervista, segno che chi ha partecipato come espositore lo ha fatto davvero con entusiasmo e alla fine non ci voleva molto a capirlo date le facce sorridenti dei proprietari degli spazi in fiera.
Simpatica la presenza di Nintendo, a cui è stato concesso un piccolo spazio in cui introdurre i suoi titoli più recenti per Nintendo 3DS e Wii U. Nintendo è stato media partner per Ticino Gamesweek e data la filosofia dell’azienda, siamo felici che la direzione di Kyoto abbia approvato un progetto umile e lungimirante come l’evento ticinese. Bella l’area tornei con megaschermo centrale: le macchine da gioco impiegate per il torneo di CS: Go erano da paura, mentre i sedili da gaming, probabilmente della DXRacer serie King a giudicare dal design, hanno aggiunto quel tocco di stile professionale e competitivo che spesso manca nei tornei delle fiere più piccole. Da questo punto di vista, per una filosofia votata al voler creare qualcosa di più carino, Ticino Gamesweek ha convinto.

 

COSA NON CI HA CONVINTO?
L’atmosfera leggera è stata conseguenza di una organizzazione interna piuttosto approssimativa. Non parlo di come è stata organizzata la fiera, bensì di come è stata gestita una volta che le porte tgw-3sono state aperte. Nel caso nostro, i Pass Stampa non sono stati consegnati nell’immediato e si percepiva una sorta di caos organizzativo nel mentre la simpatica impiegata cercava l’ubicazione dei nostri cartoncini nominativi. Un po’ straniante il fatto che abbiano commissionato solo un migliaio di collane a fascio utili per mettere al collo i pass stessi, segno che gli organizzatori probabilmente non si aspettavano una ricezione così forte da parte del pubblico. Per quanto fossero stati vari, abbiamo avuto la sensazione che negli stand non ci fosse la convinzione di essere in una fiera. Lo staff non era preparato e alcune nostre domande incalzanti sono cadute nel freddo imbarazzo, cosa che ci ha piuttosto dispiaciuto. L’invitare youtubers di tutta Italia e Ticino si è dimostrata una mossa positiva per attirare i giovanissimi al mondo dei videogames, ma noi un po’ più grandicelli ci siamo ritrovati spaesati, come se l’intera manifestazione fosse votata a un target di pubblico di ragazzi di 12-14 anni. Positivo che i giovanissimi delle più tenere età hanno visitato Ticino Gamesweek, ma l’aver pubblicizzato l’intera fiera agli adolescenti meno maturi ha avuto come diretta conseguenza una impossibilità di dialogare di videogiochi, trasformando la fiera da esposizione videoludica a ritrovo di Youtubers. Youtubers che si sono fatti sentire molto, segno che anche in terra Helvetica il Social Network rosso di Google ha iniziato a fiorire, ma forse si è data troppa enfasi ai vari ragazzini che hanno inondanto il Palco Tornei a metà giornata e sapete benissimo quanto noi di PjN consideriamo irritante la presenza di Youtubers in fiere di settore.
Dal nostro punto di vista, la fiera potrebbe diventare ancor più concreta e variegata cercando di attirare publisher e produttori di console e videogiochi internazionali, come Microsoft, Sony o CD Project RED, che molto probabilmente accetterebbe di buon grado un invito in Svizzera (sono degli scrocconi, assicurato). Gli spazi vuoti potevano essere utilizzati per creare una sala stampa e una sala interviste dedicata, mentre il palco potrebbe in futuro essere utile per l’annuncio di videogiochi indipendenti e la dimostrazione di Tech Demo e gameplay dei futuri prodotti videoludici Svizzeri ed Europei. Il palco però deve assolutamente essere meglio coordinato e organizzato. Nonostante le postazioni da sogno infatti, il discorrere del torneo di Counter Strike: Global Offensive e di Rocket League è stato di pessima fattura, ove partite casuali e di durata non specificata hanno messo i giocatori nella condizione di non poter dare il meglio di se, in un totale status di caos simile ai tornei che solitamente si organizzano alle feste di compleanno di persone che non gradiamo.
In ultimo luogo, improntare lo staff della fiera verso una visione videoludica più solida, preparando i collaboratori stessi con nozioni videoludiche o semplicemente portare in fiera appassionati di videogames che possano essere d’aiuto nel caso qualcuno come noi chieda informazioni, porterebbe la percezione a un livello sicuramente superiore e gradevole, eliminando di netto le spiacevoli situazioni in cui una domanda tecnica cada davvero nel vuoto.

 

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Anche Stelex Software ha partecipato all’evento: ve li ricordate? Li abbiamo incontrati a Retrofuturo

 

LA PRIMA VOLTA SI HA SEMPRE PAURA
Osservazioni positive o negative che siano, mi sento di dare sicuramente fiducia all’intero progetto. Gli organizzatori si sono dimostrati assolutamente disponibili ai nostri microfoni e qui sotto potrete ascoltare l’intervista integrale fatta a Manolito Lucchini e Nadir Tiguarfa, il cui entusiasmo ci ha davvero contagiato. Per quanto relativamente impreparato in tema videoludico potesse essere lo staff, tutti si sono dimostrati estremamente gentili e cordiali con noi, facendoci ricordare come la gentilezza sia un biglietto da visita ineguagliabile, il miglior modo per presentarsi. Sappiamo benissimo quanto sia difficile organizzare un evento del genere e dato che io non riuscirei nemmeno a coordinare un gruppo di 10 persone per una festa di laurea, giudico titanica l’impresa di Nadir &Co, che grazie a una grande squadra di collaboratori volontari (e questo è davvero fantastico), sono riusciti ad assemblare una prima edizione che nonostante faccia acqua un po’ da tutte le parti, si è dimostrata positiva per gettare le fondamenta per un futuro più florido. Fantastico il fatto che parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza: le gamesweek devono essere motivo di incontro da diverse idee, culture e passioni e da un tale mix non può che uscirne positività.
Noi siamo molto fiduciosi per l’edizione 2017, che Nadir ci ha confermato direttamente in sede: noi ci saremo e siamo sicuri che Ticino Gamesweek, nella sua seconda edizione, farà già tesoro di tutte le potenzialità già scorte in questa prima a tratti timida edizione. O almeno questo è quello che ci auguriamo.

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.