Paint It Black: Tante Belle Parole

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Sapete a volte stupidamente mi chiedo perché il mondo è dei furbi.

E la realtà ritorna sotto gli occhi: i furbi sono dei bravi comunicatori, in grado di saper innescare un punto di vista spesso e volentieri falso o sbagliato a chi li ascolta.

A questo servono le campagne di marketing di cui mi lamento appena posso.

Innescare un’idea; soprattutto di cambiamento per quanto riguarda determinati titoli ad uscita biennale, far credere che sia la volta buona.

Convincerlo o perlomeno lasciarlo dubbioso riguardo ad una possibile svolta, costringerlo a comprare il titolo pur di placare la sua insanabile e dolorosa sete di curiosità e dargli la speranza di credere che quel gioco sia davvero migliore del capitolo prima.

Quando si crea un prodotto per poterlo vendere è importantissimo saperlo pubblicizzare a dovere, non credo che ci sia bisogno di grandi dottori per poter affermare quanto detto.

Molti di noi si fanno venire le isterie, doglie, visioni mistiche, nella attesa della prossima conferenza Sony, Microsoft, Nintendo o quello che vi pare, il motivo è semplice.

Attraverso questo metodo di comunicazione le aziende possono mostrarci maggiormente il gioco, dimostrandoci direttamente e spesso in anteprima il nuovo titolo che hanno pensato per noi.

Difatti se nel guardare un semplice spot televisivo lo spettatore è portato per natura a dire:” Si va beh, quella è la pubblicità è normale che fanno credere che si tratta di un titolone”.

Durante una conferenza il pubblico è più portato a credere che quello che sta vedendo sia un sorta di mezzo di informazione sul titolo e quindi siamo tutti, o quasi, a pendere dalle labbra del CEO di turno che, attraverso fasi di gameplay, ci dimostra quanto la sua ultima creatura sia perfetta tecnicamente, innovativa e emozionante.

Così che crea delle aspettative nella nostra mente più “vere” rispetto a quelle che un normale spot potrebbe trasmetterci, ed ogni anno che passa Ubisoft ci conferma che questa tattica funziona…e anche alla grande.

La cosiddetta stampa specializzata, insieme al marketing costituisce una parte integrante di quelle belle parole che spesso spingono i videogiocatori a comprare titoli che non li soddisfano in pieno.

Mi sono sentito dire:”si sa, la stampa specializzata non è veritiera”, e spesso viene ribattuto:” se qualcuno va li e li paga è illegale”, cari lettori; come ogni cosa la verità è nel mezzo.

Non credo che un publisher si presenti davanti alla sede del colosso della stampa vestito elegante dicendo :”Ti farò un offerta che non potai rifiutare”, ma pensateci, avete mai notato le Home page invase di pubblicità riguardanti il gioco da loro appena recensito, o i vari spezzoni pubblicitari posti all’inizio di un qualunque loro video che sfrutta il player interno al sito?.

La pubblicità genera profitto, perciò, se i publisher pagano i giornalisti per pubblicizzare il loro gioco sulla home page, allora perchè la stampa non dovrebbe guardare di buon occhio quel gioco che gli genera molti profitti sul sito?

Perciò diffidate dalle recensioni della stampa specializzata, perchè talvolta sono fatte di fretta o sono il risultato di tante belle parole messe li per un motivo ben preciso.

valecant

valecant

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