Troppa attesa tra uno Zelda e l’altro? Meglio così

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Ci sono saghe videoludiche che escono a cadenza annuale, rendendo insoddisfatti milioni di videogiocatori e scadendo come una ricotta fresca lasciata al sole alla successiva pubblicazione. E poi ci sono saghe videoludiche che escono davvero ogni morte di papa, rendendo felici altrettanti milioni di giocatori perdurando nel tempo (se non nell’eternità).

Tra questi franchise, anche se è riduttivo definirlo tale, ve ne è uno che solo potrebbe soddisfare un gamer a vita. Sto parlando di The Legend of Zelda che dal 1986 a oggi conta un bel numero di capitoli pubblicati, nonostante in realtà quelli “ufficiali”, ovvero gli Zelda creati per sistemi di intrattenimento casalinghi, si contano sulle dita di una mano. In realtà ogni capitolo si è dimostrato all’altezza dei precedenti e non vi è serie così rispettata e soprattutto così piena di fiducia come TLoZ.

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Ogni volta che realizziamo uno Zelda, vogliamo creare qualcosa di nuovo. È difficile prevedere quanto tempo impiegherai, ed è altrettanto difficile capire a che punto puoi considerarti soddisfatto del lavoro.

Le parole poco sopra sono state espresse dal Game Director di “Breath to the Wild“, il nuovo capitolo atteso per Wii U ed NX. La sua posizione è assolutamente condivisibile, soprattutto nel caso di un nuovo Zelda. Il fatto è che ogni capitolo è una vera opera d’arte videoludica e come tale deve durare ne tempo. Per far durare nel tempo un videogioco, deve essere creato in modo da rimanere sempre attuale, con un gameplay semplice e uno stile artistico ricercato.

Fortunatamente la direzione di Nintendo ha sempre dato carta bianca ai creatori della serie ideata da Minamoto e non ci sorprendiamo che ogni capitolo sia atteso tanto quanto l’avvenuta del Messia. Per quanto mi riguarda, affermo con certezza quanto ogni Zelda sia qualitativamente inarrivabile e anche se tal pensiero possa essere percepito quasi come un luogo comune, è altrettanto vero che la “scuola giapponese” prevede gameplay stilizzati al servizio di trame affascinanti, ma altrettanto semplici. Per ricercare tutto questo serve ovviamente tempo, perché se un lavoro deve durare, tanto tempo deve necessitare.

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Phantom Hourglass dimostrò a tutti che anche le console portatili potevano offrire esperienze da urlo

 

Per quanto riguarda Breath to the Wild, mia spetto qualcosa di ricercato e nuovo. Secondo le ultime indiscrezioni, gli sviluppatori stanno creando un preciso motore fisico per rendere il nuovo capitolo più moderno e appetibile, il che significa che ci troveremo davanti a tantissimi enigmi a tema fisico (Half Life 2 insegna).

Nutro molta fiducia per le sorti della serie e per quanto mi riguarda spero che non smettano mai di produrre nuove Leggende di Zelda.

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.