Ecco perché Ps4 e Xbox One sono Ps3 NEO e Xbox 360 Scorpio

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Erano in molti a non crederci e sappiatelo: io stesso ho ricevuto molti feedback negativi successivamente alla pubblicazione dei primi articoli dedicati a Ps4 NEO e a Xbox One Scorpio. I primi Rumors riguardo alle nuove console infra-generazionali furono divulgati nei primi mesi di questo strano 2016 e non feci fatica a identificare come “affidabili” tali voci di corridorio.

Non è mai facile discernere la realtà tra l’ipotizzato e l’impossibile, soprattutto in un settore come quello videoludico sempre così in costante mutazione e movimento, ma talvolta i rumors sono così dettagliati e supportati da informazioni accessorie così approfondite che difficilmente si discostano dalla realtà. E’ il caso di Ps4 NEO e Xbox One Scorpio, due console presentate mesi prima rispetto al recentissimo E3 2016 mediante rumors provienenti da moltissime fonti diverse e che hanno gettato nel completo caos l’intero mercato videoludico all’urlo della domanda:

 

MA CHE DIAVOLO STA SUCCEDENDO?

 

Le risposte in realtà sono molto semplici per chi ha seguito l’intera vicenda sin dall’inizio, e quando affermo sin dall’inizio intendo dall’introduzione nel mercato di Xbox 360 e Playstation 3. Siete ancora più confusi? Poco importa, a breve avrete le idee chiare.

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Potenza maggiorata, riproduzione in 4K, grafica migliore..Ps4K sembra pronta per soprenderci..o NO?

UNA VECCHIA GENERAZIONE NATA NUOVA

 

Il principale motivo per cui una generazione di console termina con l’inizio di una nuova serie di Hardware, risiede nella sua potenza di calcolo e nella normale obsolescenza che l’hardware di riferimento incontra nel tempo. Pensare a una nuova generazione come un incremento di potenza può essere una idea limitante, ma corrisponde effettivamente alla realtà o quanto meno corrispondeva all’idea di “Next Gen” del passato.

La sesta generazione di console (Ps2, Xbox, Dreamcast, Gamecube), fu effettivamente l’ultima generazione in senso stretto, legata all’idea di soddisfare i soli videogiocatori i quali, per definizione, chiedevano videogiochi alle rispettive aziende produttrici di hardware e software. Quello che voglio sottolineare è come il pubblico appassionato portava le grandi aziende a soddisfare gli appassionati e non i giocatori occasionali. Non è di fatti un caso che Ps2 abbia venduto oltre 140 milioni di unità con un parco titoli di oltre 2’000 videogiochi diversi, il che fa intuire una domanda altissima da parte del pubblico con un focus proporzionale sul media videoludico tradizionale.

Potreste quindi pensare che un bacino di utenza così ampio potesse in qualche modo sostenere l’intera economia per i decenni a venire, ma non fu effettivamente così.

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Il parco titoli Ps2 è davvero immenso

Non fu il pubblico più tradizionale a mutare, bensì quello meno legato al mondo videoludico, quello..casual. Lo stesso pubblico che Nintendo fortunatamente riuscì a scoprire riuscendo a ripagare i suoi debiti, lo stesso pubblico che è riuscito a rendere l’industria videoludica l’industria più lucrativa del settore dell’intrattenimento, battendo l’industria cinematografica e musicale raddoppiando i loro profitti. Lo stesso pubblico che ha reso i videogiochi dei semplici prodotti economici. Il solo fatto che i videogiochi riuscirono a conquistare lo scettro di produzioni più lucrative dell’intera economia con prepotenza, cambiò letteralmente le carte in regola poiché tutto ad un tratto, le grandi multinazionali iniziarono a pensare che utilizzare i videogiochi per promuovere i propri prodotti fosse molto più interessante per raggiungere le teste di milioni di persone senza preoccuparsi molto di una campagna di marketing capillare, traducendo i grandi costi in giganteschi guadagni e quando vi sono giganteschi guadagni, ci sono di norma tantissime persone.  

 

Sony e Microsoft compresero immediatamente la situazione e sapevano che i videogiocatori non si sarebbero accontentati di un incremento di potenza per l’acquisto di una nuova console, pertanto pensarono che proporre al pubblico un vero centro di intrattenimento capace anche di riprodurre videogames fosse il miglior modo per vendere console per videogiochi anche a chi, di videogames, non ne voleva sapere niente. Il solo fatto che Playstation 3 potesse riprodurre gli avveniristici Blu-Ray con un ottimo lettore a un prezzo anche inferiore rispetto ai soli lettori blu-ray, permise effettivamente a Sony di conquistare fette di mercato consistenti, mentre la compatibilità coi servizi online di Microsoft riuscì a convincere famiglie di teledipendenti a farsi un abbonamento Xbox Live per godere della bellezza infinita di Netflix.

 

Tutto bellissimo, tutto gioioso.

Ma poi si arrivò al punto che i videogiochi persero effettivamente significato.

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La prima versione di Ps3 era stata progettata per essere compatibile con ogni supporto presente sul mercato, comprese schede SD e giochi Ps2

 

UNA PROLUNGA CAMUFFATA

 

Quando una generazione diventa vecchia e scomoda, si decide di immettere sul mercato una nuova generazione. Il fatto è che i videogiochi tra il 2011 e il 2013 ebbero una esplosione di vendite tale da non giustificare l’immissione sul mercato di nuovo hardware, anche perché a tutti gli effetti i videogiocatori si erano abituati alla presenza di Xbox 360 e Ps3, le quali nel loro ultimo ciclo di vita avevano proposto giochi che hanno semplicemente dell’incredibile: che sia Halo 4 o Gears of War 3, InFamous 2 o The Last of Us, entrambi i sistemi mostrarono muscoli che mai ci saremmo aspettati di osservare, soprattutto per hardware dall’architettura davvero antiquata. Sta di fatto che proprio tale potenza nascosta, che ricordò a tutti quanto l’ottimizzazione fosse importante, mise paradossalmente in secondo luogo il videogioco poiché il pubblico, annoiato da titoli pressapoco uguali, incominciò a sfruttare le caratteristiche multimediali dei loro centri di intrattenimento, in un business proficuo, ma che sarebbe durato per poco tempo.

La soluzione è stata l’immissione sul mercato di Ps4 e Xbox One, ma fin da subito le cose non quadravano. Entrambe le console infatti sembravano non proporre nulla di nuovo al pubblico con la conseguenza di non essere percepite come nuove dal pubblico e in molti erano quelli che non sentivano il bisogno di acquistare qualcosa di diverso da quello che già possedevano. La fascia casual dei consumatori inizialmente ignorava l’esistenza delle console Next-Gen e tutt’oggi tale grande e anzi enorme fetta di pubblico non è ancora passata a nuovo hardware, tant’è che la presenza di Ps3 e Xbox 360 è ancora tangibile sia nel mercato, sia nell’immaginario collettivo.

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Ps4 e Xbox One non sono tutt’oggi percepite come “nuove”

Il fatto è che Xbox One e Ps4 non offrono effettivamente nulla di diverso rispetto alle console di settima generazione, se non sistemi operativi più complessi, ma incapaci di rendere diversa l’esperienza dell’utente. Proprio la percezione del pubblico casual nei confronti del nuovo hardware, mi ha portato alla conclusione di pensare che Ps4 e Xbox One non siano altro che una estensione e un potenziamento delle console di settima generazione e nemmeno Wii U fa eccezione, la quale sembra potenziare l’esperienza di Wii con il suo pad/tablet che purtroppo non è riuscito a convincere i videogiocatori globali.

Pensandoci bene, nell’ottava generazione non ci sono ancora state nuove IP che ci hanno fatto esclamare: “Ok, questo si che è qualcosa di nuovo e impossibile sul vecchio“, bensì sequel di sequel di brand storici o nati sulle console di settima generazione che nulla di nuovo offrono se non un livello tecnico migliorato e poco più. Siffatti, sino al 2015 non si sono visti veri e propri giochi di nuova generazione: fatta eccezione per InFamous Second Son, non vi è stato alcun titolo capace di farmi gioire di aver acquistato una Ps4 o una One, poiché effettivamente la stessa esperienza che vivevo sul nuovo hardware, la potevo vivere su Xbox 360 e Ps3, semplicemente con grafica più “sempliciotta”. E il caso di Horizon 2 e Titanfall insegnano in questo caso.

 

A conti fatti, Ps4 e One non stanno offrendo nulla di nuovo.

 

IN THE CONCLUSION

Buona parte del fatturato di Sony proviene dalle vendite di ps4, la quale riesce a trainare l’azienda giapponese dal fallimento del mobile e da una normale e fisiologica contrazione nel reparto “elettrodomestici generici”. Playstation 3 fu a tutti gli effetti un grande azzardo poiché a detta di Sony, non riuscì a vendere abbastanza velocemente per riuscire a coprire i costi di produzione nel breve periodo, mettendo in seria difficoltà l’azienda, contrariamente a Microsoft che invece ebbe guadagni sicuri con Xbox 360.

Questo però non cambia le cose: Ps4 e Xbox One sono a tutti gli effetti Xbox 360 Scorpio e Ps3NEO, poichè non hanno mai proposto vere e proprie nuove esperienze, bensì la semplificazione delle stesse con grafiche non molto migliori. Pensando che nel 2007 su Xbox 360 uscì un gioco come Mass Effect e che oggi reputiamo “complesse” le scelte di un Fallout 4, fa comprendere quanto effettivamente questa generazione non sia affatto progredita. A tutti gli effetti le console di Ottava Generazione non sono altro che versioni ottimizzate di Ps3 e Xbox 360 con l’obiettivo di abbracciare più pubblico possibile con una offerta Social difficilmente proponibile su vecchio hardware, che comunque non riesce a dare valore aggiunto alle attuali console. Il fatto di poter condividere screenshots sui social come già fatto da un decennio con Steam non è qualcosa di..nuovo.

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Generalmente Xbox 360 poteva garantire una esperienza del tutto simile a quella della sorellona di nuova generazione, semplicemente con una grafica di livello inferiore. Al contrario una Ps2 non avrebbe mai potuto supportare i nuovi concept di gameplay presentati su Playstation 3.

Tutto questo porta a riconsiderare l’hardware infra-generazionare: Ps4 NEO e Xbox One Scorpio saranno effettivamente nuove console? Forse le due proposte si riveleranno essere le vere console di ottava generazione: alla fine dovrebbero essere capaci di permettere un gioco in Realtà Virtuale fluido e senza compromessi. D’altro canto però, l’idea di Sony di proporre la stessa esperienza di Ps4 già riproposta su Ps3 con una grafica potenziata dalla nuova GPU mi porta a pensare che difficilmente ci ritroveremo davanti a una rivoluzione, bensì all’ennesima espansione di Ps3 e Xbox 360.

 

Ammettetelo: nemmeno voi vi siete tolti dal cuore l’emozione del balzo generazionale tra Playstation 2 e Playstation 3 e chissà quante volte avete discusso con i vostri amici riguardo al fatto che Ps4 o Xbox One non vi hanno impressionato quanto Ps3 e Xbox 360 nei loro primi giorni d’uscita e sono altrettanto sicuro che nella vostra testa balenino ancora le immagini di Brothers in Arms: Hell’s Highway divulgate nel 2006 o di John Woo: Stranglehold promosse lo stesso anno e lo so che lo state pensando:

Caspita si: a quei tempi la potenza delle  nuove console mi sembrava davvero infinita

Mentre ora siamo già qui a parlare di nuovo hardware e di potenza insufficiente. Peccato.

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Le riviste porno dell’epoca proponevano immagini di Hell’s Highway: l’orgasmo era assicurato
Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.

There are 1 comments

  1. Ciao Marco, sono Christian di Facebook, o DevilChry su Youtube per intenderci. Come promesso vado a esporre la mia personale visione delle cose a partire da quanto scritto nell’articolo.

    Il primo concetto su cui non sono del tutto d’accordo riguarda i casual gamer, o giocatori occasionali. In questo caso però parliamo più che altro di interpretazione dello stereotipo.

    Tu affermi: “Quello che voglio sottolineare è come il pubblico appassionato portava le grandi aziende a soddisfare gli appassionati e non i giocatori occasionali.” e fai riferimento alla generazione di Ps2, cubo, xbox e DC.

    Ma qui c’è un refuso a mio vedere. E’ proprio su Playstation 2 che si è costruita l’industria moderna.

    Il processo di cui parli, che io definisco “La capitalizzazione del videogioco” è iniziato moltissimi anni fa, più precisamente alla fine degli anni 90 quando Psx ha sdoganato il casual gaming, ma non è stato un fenomeno esplosivo, bensì progressivo.

    Intendo dire che dato l’input iniziale è servito molto tempo perché i produttori e gli sviluppatori ne comprendessero la natura modificando le loro politiche aziendali. Non è successo dal giorno alla notte, ci sono voluti anni.

    Ma se su psx parliamo di un periodo ancora acerbo è proprio con Ps2 che la visione moderna ha iniziato a schiarirsi nell’immaginario commerciale.

    Per farla breve: Ciò che viviamo oggi è rappresentativo dell’eredità che ci hanno lasciato gli utenti Ps2 con le loro scelte commerciali. Ps2 che NON ha fatto successo su di un pubblico di appassionati, ma proprio su di un pubblico di massa, di quelli che chiamiamo giocatori occasionali o casual gamer.

    C’è a questo punto una contraddizione logica che coinvolge l’etichetta. Oggi con casual gamer identifichiamo un individuo diverso rispetto al passato, oggi è il padre di famiglia con wii sport, la casalinga con wii fit, la ragazza trendy con candy crush ecc ecc. In passato era proprio l’utente ps2 con il suo GTA San Andreas, uno dei giochi iconici del panorama casual mondiale.

    Il problema nasce dal fatto che oggi quello stesso casual gamer, pur conservando un comportamento tipico e generalizzato che lo lega all’etichetta in questione, si definisce appassionato di videogiochi e ne ha assunto l’aspetto nell’immaginario collettivo.

    Gli utenti giunti a noi con il boom dei sensori di movimento sono un’utenza nuova, del tutto nuova. Non li riesco nemmeno a definire casual, sono qualcosa di diverso. Un’utenza che per altro ha già chiuso la sua parentesi console per abbracciare altri dispositivi ancora più immediati, come smartphone, tablet o direttamente i browser games.

    Il loro impatto sul gaming è stato quasi nullo. Sono passati e se ne sono andati.

    Microsoft e sony alla fine del ciclo vitale di Ps3 e 360 hanno provato a vendere anche a questi nuovi utenti ma hanno fallito. Loro come Nintendo che ha addirittura puntato sullo stesso identico target con WiiU. Il risultato? Kinect ormai è un ricordo del passato, il Move non ha mai preso piede e WiiU è morto sul nascere. Questa utenza è stata passeggera, ha inciso li per li sullo sviluppo videoludico ma ormai è acqua passata e l’industria non si è plasmata attorno ad essi, bensì attorno ai veri casual gamer… li stessi con Ps2 e GTA san Andreas.

    I più grandi moniti commerciali arrivano proprio dalla generazione a 128 bit. I prodotti più innovativi e coraggiosi di quel contesto storico sono spesso morti causa flop commerciale. Chi si è imposto e ha delineato il futuro del media lo ha fatto abbracciando l’utenza più superficiale e tutto questo proprio su ps2.

    Esempio? Quanti ne vuoi 🙂 . Okami è costato la chiusura di Clover studios. Shenmue? Un gioco che avrebbe dovuto scalare ogni classifica di vendita mondiale e che invece sappiamo bene tutti che fine ha fatto. Parliamo poi dei racing game… c’è un esempio molto rappresentativo:

    Out run 2 versus Need for speed. Il primo è basato sul gameplay e punta a un pubblico di appassionati, il secondo ha fatto successo per il tuning grazie all’appeal sui tamarri da discoteca che volevano tamarrare la loro macchina.

    Risultato? Need for speed vive, out run 2 muore.

    Quella generazione ha segnato drasticamente l’industria in favore di quello che abbiamo oggi.

    Ps3 e 360 però sono state ancora di transizione non a caso il mutamento vero è avvenuto proprio durante il loro ciclo vitale. La causa primaria è senza dubbio la capitalizzazione del videogioco.

    Produrre un tripla A oggi costa mooolto di più rispetto al passato, a fronte però di un prezzo al dettaglio che non è mai realmente aumentato.

    A partire da questa semplice equazione vien da se la necessità di ampliare il bacino di potenziali utenti.

    Ma quali utenti?

    Quelli del Wii? Abbiamo visto essere una strategia fallimentare.

    Quindi questo target allargato devono essere i presunti appassionati, quelli che si definiscono tali ma che dell’appassionato non conservano nessuna caratteristica. Ergo i casual gamer di giusto ieri…

    All’aumentare dei rischi economici è conseguita una diminuzione del coraggio e l’ambiente di sviluppo si è modificato drasticamente, tutto in nome del risparmio e del guadagno massimizzato. Non un problema eh, un semplice concetto economico alla base di ogni mercato.

    Purtroppo qui dovrei aprire una parentesi lunghissima, quindi mi fermo. Attendo una tua risposta su questa prima parte 🙂 . In base a quella poi possiamo argomentare il proseguo dell’articolo e coinvolgere Ps4 Neo e Scorpio 🙂 .

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