Sono Cambiato Io Oppure I Videogiochi -Paint It Black

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C’è stato un tempo nel quale riuscivo ad apprezzare i giochi ad alto budget con grossa facilità, ne usciva uno lo divoravo e non vedevo l’ora di poterne giocare un eventuale seguito in sviluppo

Ma ahimè, era solo una fiamma che si stava affievolendo lentamente fino a spegnersi.

Mano a mano che il processo andava inevitabilmente avanti, mi rendevo conto che in fondo buona parte di quei giochi non erano stati in grado di sfruttare bene il budget disponibiledurante la creazione, con quei fondi non si puntava più alla creatività, le case di sviluppo puntavano solo a fare un freddo programma che sarebbe stato apprezzato dai molti, fregandosene sviluppare una buona idea avuta dopo numerose nott
i insonni e meningi spremute.

Ken-Levine.

Mi rendo conto sempre con più convinzione che buona parte dei giochi AAA giocati non mi hanno lasciato nulla, sono solo riusciti a divertirmi quella manciata di ore senza però rimanermi in testa per anni, come molti titoli che ho giocato a cui spesso involontariamente mi capita spesso di pensare.

Prima ero in apparenza divertito, ora sono distante e non faccio altro che notare grossi difetti in tutto ciò che mi passa sotto mano

Saranno cambiati i videogiochi o sarò cambiato io su questo non posso dire nulla.

So solo che mi ritrovo sempre maggiormente a finire i tripla A con fatica e con il senno di poi rendermi conto che non mi hanno soddisfatto. Sorprendendomi pure della cosa al punto da vedermi come un estraneo in cerca di risposte.

Qualcuno che tenta di convincere se stesso che quel gioco gli è piaciuto, che valeva la pena di perderci quelle ore, che lo ha portato a termine per il gusto di farlo e non perché voleva dare senso ai soldi spesi.

Valerio, cosa stai cercando in un videogioco?.

Possibile che le sparatorie adrenaliniche ti abbiano stufato, possibile che riesci a trovare l’ago nel pagliaio in qualunque cosa, possibile che quasi tutto ciò che hai comprato sei finito per abbandonarlo.

Possibile, che senza nemmeno renderti conto stai riempiendo la tua libreria Steam di avventure grafiche sperimentali e giochi pesantemente story driven

Cosa sto cercando da un videogioco?.

Sono cambiato oppure i giochi sono uno la copia dell’altro.

A volte mi piace pensare per arrivare ad una risposta e costantemente ho questo piccolo tarlo in testa:

I videogiochi non vengono più creati partendo da un idea ma vengono costruiti per calzare ai molti, vengono costruiti per piacere alla gente, per soddisfare logiche di mercato sempre più punitive e rigide accompagnati da campagne pubblicitarie massicce.

Ho apprezzato infinitamente di più un Portal 2, che qualunque gioco Ubisoft degli ultimi sei anni, ho apprezzato infinitamente di più un The Witcher 2 che i tanto blasonati RPG Bioware.

Ho trovato geniali ed inarrivabili titoli come The Stanley Parable.

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Cosa c’è che non quadra?.

Stiamo distruggendo l’industria senza rendercene conto.

Pretendiamo che le grandi saghe non abbiano mai fine, ci ostiniamo a comprare titoli a cadenza biennale che non ci soddisfano per poi essere nuovamente pronti ad aprire il portafoglio due anni dopo e risbatterci la testa.

Ci sorbiamo un marketing che in scala supera settori come quello automobilistico o tecnologico.

L’industria è cambiata e gli indipendenti non sono la risposta perchè anche loro sono sempre più pesantemente pubblicizzati da questa o l’altra azienda che combattono tra loro per accaparrarsene l’esclusività.

Fosse solo quello che non mi soddisfa…

Ci troviamo giochi ingiocabili al lancio ma non ci lamentiamo patch al D1 che pesano 10 GB ma non ci lamentiamo, e prima di poter avviare il gioco dobbiamo accettare ventiquattro contratti diversi scritti in legalese.

Cerco un finale per questo articolo non trovandone uno, sono davvero cambiato oppure sempre più spesso c’è un senso di deja vou ogni volta che inserisci un disco?

valecant

valecant

404 Ottimismo Not Found.

There are 3 comments

  1. Vincenzo Giannuzzo |

    Sto avendo anche io questi dilemmi,poi gioco a titoli come hyper light drift o furi e capisco perché gioco. Ma finché ci sono gli indie c’è un bagliore di speranza

    1. Agos

      Io penso che gli indipendenti concretizzino tutte quelle idee che noi avremmo sempre voluto vedere. Tuttavia, molte volte, il prodotto finale riesce effettivamente a incarnare l’idea tanto sognata, ma in modo molto basilare e a volte con un codice molto instabile e pesante. Questo, alla lunga, porta davvero all’esasperazione

      1. Vincenzo Giannuzzo |

        ci dovrebbe essere un certo equilibrio di uscite, ma è sotto l occhio di tutti che i tripla a sono diminuiti di qualità

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