No Man’s Sky: Troppi rimborsi, Hello Games si irrita

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I lettori di Projectnerd.it sono partiti prevenuti. In realtà è partito prevenuto chiunque abbia un minimo di senso critico, quindi capace di discernere le diverse situazioni potendo decidere con più discrezione.

Noi di PjN lo avevamo detto più volte: se un videogioco indie viene così tanto pubblicizzato da diventare una idea e non un prodotto concreto, allora c’è qualcosa che non va. L’errore di Sony è stato quello di promuovere in modo molto intenso quello che No Man’s Sky effettivamente non è, creando di conseguenza una ondata di delusione così forte che persino i rivenditori sono corsi ai ripari.

Il titolo di Murray e company in realtà non è malvagio e anzi ha davvero molto da dire, ma proporlo a un prezzo molto alto giustificato da una campagna mediatica che ha funzionato nelle vendite istantanee, ma che sicuramente macchierà di nero il futuro indipendente di Sony, non sono state mosse azzeccate. Proprio per questo motivo, Steam, Sony e Amazon stanno risarcendo i giocatori delusi dalla produzione nonostante gli stessi abbiano ampiamente superato il limite di ore/giorni per chiedere un rimborso, sebbene Valve abbia dichiaratodi aver risarcito solo coloro che erano rimasti entro il limite.

Una sorta di ammissione, come dire: “lo sapevamo quello che stavamo vendendo ed eravamo preparati a uno scenario di questo tipo“.

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NMS non è esattamente quello che i giocatori si aspettavano, aspettativa alimentata da una campagna di comunicazione errata

 

A tal proposito, il supervisore del progetto per conto di Sony Shahid Kamal Ahmad, si è esposto sulla vicenda con parole forti e decise:

Se chiedi il rimborso dopo 50 ore di gioco sei un ladro. Fortunatamente la maggior parte dei giocatori sono onesti e non rubano. Senza il loro supporto l’industria dei videogiochi non esisterebbe. Shahid Kamal Ahmad

 

Le parole di Ahmad sono certamente condivisibili, ma secondo me cadono nel momento in cui vengono rapportate a come Sony ha gestito la campagna di marketing del titolo. E’ vero: Sony si è dimostrata molto abile nel promuovere il gioco, tanto che era impossibile trovare qualcuno che non ne conoscesse l’esistenza. Tuttavia, il fatto di aver creato aspettativa su aspetti del titolo che in realtà non esistono, secondo me è tanto grave quanto “chiedere il rimborso dopo 50 ore di gioco“, perché l’inganno, per quel che mi riguarda, non è mai giustificabile.

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Non mi sento di sconsigliare il gioco, poiché come produzione indipendente è comunque interessante, alla pari di altri titoli di altrettanti studios indie. Tutt’oggi ci si può informare in modo più dettagliato e comprendere che cosa No Man’s Sky può davvero offrire. Io però non gradisco mai le campagne mediatiche che enunciano incredibili qualità di un prodotto che in realtà non esistono che seppur vero questo è il lavoro del venditore, non credo che una delusione così diffusa possa portare a succosi frutti futuri.

Un vero peccato.

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.