Double Dragon: la Leggenda sul cabinato

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Double Dragon l’inizio di una Leggenda

 

Nel corso degli anni, il mondo dei videogiochi è diventato enorme, gigantesco. E’ impossibile non trovare un genere videoludico per cui apprezzare questo fantastico mondo. Esiste anche una fetta di giocatori legata al passato che non ne vuole sapere di abbandonare quei videogiochi che hanno reso magica la loro infanzia.

In questa categoria compaiono i titoli originali di serie famosissime al giorno d’oggi come Street Fighter, The Legend of Zelda e Sonic. Ci sono anche titoli di saghe che, al contrario di questi, sono ormai morte a causa delle rispettive software house incapaci. Ma questa è un’altra storia…

Uno di questi titoli è Double Dragon, celebre Beat’em Up (picchiaduro a scorrimento) che spopolava nelle sale giochi, vendendo milioni di copie anche sulle console.

 

Un successo meritato

Double Dragon (d’ora in poi DD) è un videogioco sviluppato da Technos Japan Corporation e pubblicato da Taito. Rilasciato inizialmente in cabinato e, nonostante una pulsantiera dotata da soltanto tre  tasti, richiedeva una certa abilità per superare i vari livelli, vincere tutti i combattimenti fino a raggiungere il Boss finale con il fine di liberare la propria amata.

Il successo di questa formula nel gameplay risiede proprio nelle novità che DD apportava. In primis una maggiore mobilità rispetto ad altri titoli di questo genere. In DD, i personaggi possono muoversi in quattro direzioni (e non solo in due come avveniva in Kung Fu Master, per esempio) e grazie ai tre pulsanti si poteva sferrare pugni, calci e saltare, il che consentiva di combinare queste tre azioni rendendo la giocabilità varia. Come se ciò non bastasse, è possibile anche raccogliere varie armi per utilizzarle sui nemici, come mazze da baseball e fruste.

Vi è anche una varietà nelle location e nei nemici che comprendeva scagnozzi di vario tipo e vari Boss, una serie di livelli tutti accompagnati da una colonna sonora accattivante e in tema con il gioco.

La fila al cabinato era inevitabile, nonostante la difficoltà parecchio elevata del gioco e la possibilità di giocare in coppia. Non era cosa rara trovare addirittura due cabinati nelle sale giochi.

 

Double Dragon

 

Una trama da film anni ’80

La storia è ambientata in una New York post guerra nucleare e completamente sotto il dominio di una banda criminale chiamata Black Warriors.

Questi delinquenti non si accontentano di controllare la città, ma intendono scoprire le tecniche del Sou-Setsu-Ryu, un’arte marziale praticata dai due protagonist, Billy e Jimmy Lee.

Per obbligare i due fratelli a rivelare i segreti del proprio stile combattivo, i Black Warriors rapiscono Marian con intenzioni tutt’altro che gentili.

Insomma, tutte caratteristiche tipiche dei film in quei anni, ovvero: protagonisti superpalestrati che si credono invincibili, una ragazza in pericolo e tante, tante, tante botte!

 

Un Successo anche su console

Una gallina dalle uova d’oro. Per cui perchè non convertire il gioco anche per le console casalinghe? Le conversioni non furono delle migliori a causa delle limitate capacità hardware delle macchine, ma ad ogni modo vi era un DD anche per i giocatori casalinghi.

A memoria ricordo due versioni del gioco: quella per ATARI, di cui non custodisco affatto un bel ricordo e quella per il Nes, decisamente la più positiva nonostante evidenti differenze che non inificiavano il prodotto, tranne forse per l’impossibilità di giocare con un amico, ma ragazzi, a quei tempi le conversioni erano cose più uniche che rare e si chiudeva volentieri un occhio pur di giocare i nostri videogiochi preferiti in casa propria.

Più avanti venne sviluppato un remake per Game Boy Advance, un ottimo titolo invecchiato bene e senza i limiti delle conversioni originali grazie alle potenti capacità della console.

 

Esiste anche una versione decisamente fuori dagli schemi realizzata da Neo Geo, alias SNK, per le sale giochi e la rispettiva “costosissima” console. Questa versione era un picchiaduro classico con qualche novità, ovvero le trasformazioni e tutta la cura dei titoli Neo Geo.

 

Conclusioni

Personaggi ispirati, musichetta rock e tante botte gratuite in pieno stereotipo di quei anni erano contenuti all’interno di un videogioco che da li a breve avrebbe scritto la storia dei picchiaduro a scorrimento, ispirando tutti i videogiochi futuri dello stesso genere.

Una perla miliare irrinunciabile per i fan e imperdibile per i collezionisti.

 

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Daniel Mars

Tanti anni sui videogiochi lo hanno convinto che non esiste niente di più importante del GAMEPLAY quando si parla di Gaming. Nonostante illustri capolavori moderni come Fallout 3 o il primo Dead Space, resta ancorato al passato con giochi come Earthworm Jim, Killer Istinct e Megaman X. E' anche fissato con gli X-Men, Donnie Darko e il Monopoly.