I giochi tradotti in italiano sono inutili e costano troppo

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Stanno facendo scalpore le parole Gordon Van Dyke che nelle ultime ore sta godendo di grande popolarità tra la comunità di gamer italiani. Secondo l’esponente di Paradox Interactive, grande e storico studio svedese sviluppatore di titoli quali Europa Universalis e Stellaris nonché publisher del celebre Mount & Blade, tradurre i videogiochi in italiano è dispendioso e inutile, meglio utilizzare le risorse per la traduzione in lingue più popolari come il portoghese e il russo.

 

Prima di passare alle maniere forti è bene analizzare le sue parole. Gordon, accorto di aver provocato un vespaio pieno di guerriglieri, ha cercato di dissipare i toni caldi affermando che gli italiani capiscono bene l’inglese (si vede che non è mai stato in Italia) rendendo inutile la possibile traduzione nella lingua neo-latina per antonomasia.

Nonostante quanto sottolineato da Gordon mi dia fastidio poiché per me i titoli tradotti in italiano sono più piacevoli da giocare, è anche vero che il popolo italiano parla una lingua difficile e raffinata, che necessita di ottimi interpreti il più delle volte costosissimi. Oltre a questo, si aggiunge il fatto che il mercato italiano non è florido e grande come quello brasiliano o russo, soprattutto considerando come il mercato italiano sia effettivamente fermo ai soliti luoghi comuni e meno propenso all’acquisto di prodotti di nicchia. Insomma: l’Italia non è un mercato piacevole e variegato.

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Sony Computer Entertainment fu una delle prime a investire nella lingua italiana

Per quello che mi riguarda, apprezzo moltissimo i titoli tradotti in italiano, specie se sono doppiati. Di fatti sono lontano da coloro che definiscono il doppiaggio italiano come “brutto” e “poco ispirato” e anzi spesso lo elogio e posso ben capire come i costi di sviluppo lievitino a dismisura. Dobbiamo infatti ricordare che solo verso la fine degli anni novanta, l’Italia ha ottenuto i primi videogiochi completamente tradotti in Italiano, un privilegio non offerto a tutti.

Se pensiamo ai paesi europei più piccoli, come la Repubblica Ceca, la Slovenia, la Croazia e via discorrendo, molto difficilmente potranno ottenere videogiochi completamente tradotti nelle loro variegate lingue. L’Italia vive una condizione storica simile: non ha avuto sostanzialmente colonie di spessore negli ultimi due secoli e le lingue attualmente parlate nel mondo non ci danno ragione: l’Italiano è poco parlato e tradurre in questa lingua risulta essere un grosso rischio in quanto si spenderebbe del denaro per una ristretta cerchia di persone.

Per non parlare degli italiani che preferiscono i titoli in lingua originale e non sono pochi.

La mia idea? Do ragione a Gordon e spero che la sua opinione possa cambiare. Tuttavia chiedo almeno una cosa: traducete almeno i sottotitoli (o lasciate che gruppi indipendenti di italiani ci lavorino legalmente sopra).

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.

There are 3 comments

  1. Vincentius Polis |

    O ancora meglio, lasciate che doppiatori indie possano
    doppiare i giochi legalmente.
    Così facendo il gioco ha un doppiaggio in Ita gratis e, se il lavoro è fatto bene, i doppiatori hanno della buona pubblicità.

    1. Agos

      Verissimo ed è capitato già parecchie volte. Si pensi a The Walking Dead o al caso eclatante di Life is Strange. Sviluppatori indipendenti che si mettono al lavoro per fare felici gli appassionati di un titolo (spesso molto di nicchia). Filantropia allo stato puro

  2. Amo la paradox, ma nessun gioco è tradotto in italiano. La cosa che più mi infastidisce però, è che invece molti giochi vengono tradotti in polacco, e quella è davvero una lingua inutile e poco parlata.

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