il suono del mondo a memoria

Il suono del mondo a memoria – Intervista a Giacomo Bevilacqua

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Intervista a Giacomo Bevilacqua in occasione della presentazione del suo nuovo libro Il suono del mondo a memoria.

Durante il tour promozionale per la presentazione del suo nuovo libro, che ha fatto tappa a Bologna qualche giorno fa, Giacomo Bevilacqua si è prestato a rispondere ad alcune domande per i lettori di ProjectNerd.it, raccontandoci qualche aneddoto e svelandoci qualche retroscena del processo creativo che ha portato alla pubblicazione de Il suono del mondo a memoria, edito da BAO Publishing.

Francesco Chirico“Il suono del mondo a memoria” è una storia intima, quanto a fondo hai dovuto scavare per tirare fuori una storia del genere?
Giacomo Bevilacqua – Tanto, ho dovuto scavare abbastanza a fondo specie perchè la storia all’inizio non era questa, era completamente diversa, e mano a mano che andavo avanti scavavo e non sapevo quando avrei trovato l’acqua.

FCUna metafora che utilizzi all’interno dell’opera, e che ho trovato particolarmente bella, è quella che vuole le persone al pari di elastici scagliati a tutta velocità verso la propria meta.
Ti è mai capitato di sentirti un elastico scagliato?
GB – Esco poco di casa, quindi poche volte, e soprattutto quando esco esco col motorino, se mi scaglio col motorino rischio di fare il botto! (risate)
Sì, a New York ho avuto questa sensazione, in nessun’altra città ma a New York sì. Quando mi trovavo lì prendevo appunti su Moleskine su varie cose, questa contavo poi di poterla inserire in un fumetto un domani. Questo è uno dei miei pensieri sulla città che ho voluto dare a lui (al protagonista n.d.r.).

FCQuesta è un’opera che parla di persone e delle regole che le persone seguono, aggirano o tentano di infrangere. Quanto è importante per te seguire le regole e quanto è importante infrangerle o tentare di infrangerle?
GB – È essenziale seguirle, perchè altrimenti sarei divorato dall’ansia, quella cattiva; mentre io ho un’ansia buona che mi permette di crearmi delle regole e di seguirle in modo tale da non consegnare in ritardo, non dormire fino a mezzogiorno etc. Grazie alle regole che io mi do da solo riesco a fare una vita in cui pago il mutuo! (risate)

FC Il suono del mondo è qualcosa che tutti possono ascoltare o perfino memorizzare, tu che consiglio ti senti di dare a chi non riesce o non vuole ascoltare questo suono?
GB – Credo che… Il mondo cerca sempre di dirci qualcosa: possono essere segni, può essere il destino o quello che ti pare, se non lo ascolti vivi male.

FC Si rischia di perdere molte cose insomma.
GB – Esatto, E’ questo il discorso. Devi cercare sempre di… C’è chi segue il flusso, chi lo combatte etc.: se sei una persona che a volte si abbandona al flusso e ascolti determinate cose allora probabilmente ti troverai bene.

FC “Uno, due, tre, quattro”, è un motivo, un tempo, un ritmo, un ritornello, che ritroviamo in un momento ben specifico de Il suono del mondo a memoria. Può essere considerato anche una sorta di mantra? Una frase ripetuta per trovare il coraggio, per battere l’ansia?
GB – Mah, io in genere ritmo (tamburella con la mano n.d.r.), è una cosa che ho, quindi credo sia un disturbo ossessivo-compulsivo e basta. (risate)
È chiaramente un mantra.

FC Hai risposto implicitamente alla prossima domanda, volevo appunto chiederti se hai un mantra che ti aiuta.
GB – Beh sì, diciamo che trovo un ritmo alle cose che faccio. In genere mentre scio, è una cazzata ma per dare il tempo alle curve canto una canzone.

FC Ci sono persone o storie che ti hanno influenzato durante la creazione dei personaggi che troviamo ne Il suono del mondo a memoria?
GB – No.

FC Il romanzo, con l’eccezione di Jorge, si regge esclusivamente sui due protagonisti.
GB – Sui tre protagonisti.

FC Tre protagonisti.
GB – Quattro.

FC Quattro.
GB – Non hai capito il libro! No, scherzo, ma New York è protagonista.

FC È stata questa (improntare la narrazione su pochi personaggi) la vera sfida, durante la stesura della sceneggiatura?
GB – No, considera che all’inizio questo doveva essere una sorta di flusso di coscienza, cosa che poi è diventata un flusso di coscienza incrociato e che ha subito vari cambiamenti fino a diventare quello che è ora. Il vero protagonista del fumetto è New York, e da lei è nata qualsiasi cosa. La storia è una storia al servizio della città che ho voluto raccontare in un modo, senza balloon, senza fumetti, come se fosse un flusso di coscienza. E l’ho fatto di proposito per dare rilievo più ai protagonisti che non si vedono rispetto a quelli che invece si vedono.

FC Il suono del mondo a memoria, ma anche il colore: quest’opera dimostra che Giacomo Bevilacqua può cimentarsi con grande successo anche in opere a colori.
GB – Questo lo dici te!

FC Assolutamente sì.
GB – Allora sì.

FC Tu ti aspettavi una riuscita di così alto livello o avevi un po’ paura quando ti sei approcciato al lavoro?
GB – No, mi stavo c*****o sotto a livelli estremi. Io ogni mattina mi svegliavo e non avevo idea di quello che avrei concluso quel giorno, perchè non ho mai colorato in vita mia e non ho un metodo di lavoro.

FC Non si direbbe, sfogliando il libro.
GB – Eh, ma questo fa parte sempre dell’ansia di cui sopra! Mi sono fatto tre mesi di Gaviscon e Omeprazolo a bestia perchè ogni giorno mi mettevo sopra le tavole e non avevo idea di cosa avrei portato a casa la sera! E quindi da quest’ansia, per fortuna, è nato qualcosa che è leggibile.

FC Ben più che leggibile, pensa il sottoscritto.
GB – Il discorso è questo, ad applicare questa regola varie volte o impazzisci come me o non impazzisci come qualcun’altro. La prossima domanda è “Sei impazzito?” – “Sì!” (risate)

FC No, le domande sono finite e se vuoi puoi salutare i lettori di ProjectNerd.it.
GB – Ciao. (risate) Ciao ProjectNerd.it!

Bevi+Foschi

Francesco C.

Francesco C.

Writing about comics. Loving photography, music, movies and books. Living a lifetime. No more, no less.