Ken Levine: L’ansia Mi Ha Fatto Smettere Di Lavorare Su bioshock

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A volte mi piace ricordarmi quanto l’industria dei videogiochi sia diventata troppo grande e quanto questo abbia influenzato le persone della “vecchia guardia” primi su tutti i game designer.

Una volta si poteva anche dire che un videogioco era pieno della personalità del suo creatore, un risultato di film, libri da esso letti ed idee scaturite da tante, ma tante notti insonni.

La verità attualmente è decisamente diversa, lo sviluppo di un videogioco deve passare per una serie di stadi obbligatori per rispettare budget scadenze e soprattutto previsioni di vendita.

Il punto è che non si sviluppa più tra gente che si conosce da anni davanti ad una pizza, come ai tempi d’oro di ID software.

A ribadire questo concetto ci pensa Ken Levine, che in una interessantissima intervista, ha decisamente parlato come ci si aspetta da lui a ruota libera di come lo sviluppo di Bioshock Infinite abbia influenzato la sua vita ad un livello tale da fargli prendere la decisione di non lavorare mai più al franchise da lui  creato.

La breve intervista comincia proprio da qui, levine racconta di come sia andato da 2K e abbia dato le sue dimissioni per dedicarsi a giochi molto meno mastodontici con un piccolo gruppo scelto di collaboratori.

“Non volevo più sviluppare qualcosa come Bioshock, anche se ero ancora indeciso andai da Take Two per dimettermi. Volevo dedicarmi a progetti più piccoli e sperimentali. Mi chiesero di restare, e alla fine accettai credendo che la mia scelta di rimanere all’interno della compagnia avrebbe permesso ad Irrational di continuare a gestire Bioshock”

Come ben sappiamo le cose non sono proprio andate così, e il leggendario team è stato smantellato nei mesi successivi, scuotendo il mondo dei videogiochi.

Sul suo prossimo progetto rimane ancora molto vago rimandando al video della GDC oramai datato di due anni.

La parte dell’intervista successiva si è focalizzata sul primo Bioshock.

Levine ammette una serie di errori dentro al gioco, giudicando lo scontro finale “Una boss fight contro un uomo nudo” e di come il doppio finale sia stato un idea idiota, giudicata troppo in conflitto con la filosofia di come un apparente scelta libera sia soltanto frutto di una illusione. “Avrei voluto lavorarci ancora per sei mesi o un anno per renderlo perfetto, ma prima o poi bisogna fermarsi e consegnare” aggiunge.

Alla domanda se lui abbia mai giocato i suoi lavori risponde.

“Ho giocato Burial at Sea, principalmente per provare la mia Tv 4K, ma non mi piace giocare i miei giochi.Se potessi non li pubblicherei nemmeno, li finirei per poi metterli via. Pubblicare è una cosa Orribile. Quando crei, esponi la tua personalità in un modo che non puoi immaginare.”

“Tenete questo è quello che ho fatto, giudicate me ed il mio lavoro!. Questo non è affatto bello, la cosa divertente è creare qualcosa da zero con un gruppo affiatato”

Levine

Per quanto riguarda il motivo per cui ha voluto smettere di fare giochi in team grandi, Levine ha detto che il processo di creazione di BioShock Infinite ha avuto un impatto molto negativo sulla sua vita.

“Ho visto una foto di me quando lo abbiamo annunciato nel 2010. Poi ho visto una foto di me durante un intervista nel 2013, quando il gioco è stato pubblicato. Sembravo invecchiato di 10 anni,” ha detto. “Ha cambiato la mia vita in termini di salute, il mio punto di vista sul creare videogiochi, e sulle mie relazioni con le altre persone.”

Ha poi aggiunto: “lavorare e gestire 30 o 40 persone, di cui si conosce il nome  è un processo molto diverso da gestire 150 persone in due continenti , dove si cammina in uno studio pieno di persone che non si sono mai viste nelle propria vita.”.

“Sono convinto che ci siano persone uomini o donne che in una situazione simile riuscirebbero ad essere a loro agio,loro sono gli imprenditori; ma io non sono così, sono un creativo, uno scrittore per la precisione .”

“So che la cosa naturale che tutti si aspettavano era che avrei lavorato ad un nuovo Bioshock migliore dei precedenti, ma sono sicuro che avrei fallito, avrei fallito e nel frattempo sarei impazzito e il mio matrimonio ne avrebbe risentito. E così la soluzione migliore era quella di smettere “, ha detto.

Anche in questa intervista, Levine parla apertamente di come vede se stesso.

“Non sono una persona felice. Sono oppresso da un ansia costante da sempre”, ha detto. “il che è stupido, perché mi sveglio e guardo la mia bella moglie, il mio bel cane,la mia bella casa e la bella gente con cui lavoro grazie alla qualeo queste cose  e i miei fans , e mi dico, ‘Come cazzo posso essere infelice? ‘ ”

“Beh, siamo una specie stupida, sono nato con una mente depressa ed ansiosa, quindi sono pieno di pentimenti sui miei giochi, ma li uso per ricordarmi che la prossima volta potrò migliorarmi”.

 

 

 

 

 

valecant

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