Nuove informazioni su Death Stranding svelate da Kojima

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Vuoi per la onorabile carriera da guru all’interno dell’industria dei game designer, vuoi per le numerose e infami vicissitudini che negli ultimi tempi lo hanno legato alla propria ex casa-madre Konami, o vuoi semplicemente per la cura e la perizia adottate nella creazione di un singolo teaser trailer, Kojima è riuscito a canalizzare in modo incredibilmente efficiente l’attenzione di pubblico/media/software house verso il suo nuovo, misterioso progetto. Certo è, che un titolo come Death Stranding avrebbe potuto comunque molto difficilmente passare in sordina, visto l’ospite di eccezione Norman Reedus (star di The Walking Dead) a dare il proprio volto per il protagonista, ma ciò non toglie che il ritorno sul palco dell’E3 durante la conferenza Sony abbia raggiunto il risultato sperato: far parlare di sè. L’atteggiamento ermetico, privo di informazioni concrete da una parte, e soprattutto l’alto il livello di “what the fuck” presente nel video dall’altra, sono risultati in una perfetta sintesi della campagna pubblicitaria ideale, scatenando le teorie più contorte dei fan.

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Ben conscio di questa sete impellente di informazioni, Hideo Kojima ha sfruttato la presentazione keynote di Sony al Pre-Tokyo Game Show del 13 settembre per rivelare ulteriori dettagli sull’intera opera. Innanzitutto, quelli che nel logo del videogioco sembravano essere rivoli di inchiostro liberati dalle lettere si sono invece rivelati delle corde, ovvero i filamenti stessi a cui fa riferimento il titolo (“strand” = “filamento”). Giocando sull’analogia tra corde e il fenomeno dello spiaggiamento delle balene (appunto,  il cosiddetto “death stranding”), lo sviluppatore ha spiegato che il tema cardine attorno cui ruota l’opera riguarderà “le persone collegate dai filamenti”, lasciando molto all’intuizione e facendo l’occhiolino al feto sulla spiaggia collegato a Reedus.

Il titolo sarà ad ogni modo un gioco d’azione con ambientazione open world, e offrirà un particolare “grado di libertà”, implementando poi degli elementi online che daranno la possibilità ai giocatori di essere collegati tra loro in modo atipico rispetto a quanto offrono attualmente le modalità di teaming multiplayer.
Il gioco inoltre sarà godibile in risoluzione 4K e consentirà il supporto alla tecnologia HDR (è evidente la sponsorizzazione delle mosse commerciali di Sony), ma i dettagli si fermano qui e si spera di poterne trovare altri durante il Tokyo Game Show effettivo, a partire dal 18 Settembre.

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Ovviamente è ancora troppo presto per poter fare previsioni assennate, ma nonostante questo mi ritrovo seriamente affascinato dal piccolo micro-cosmo che si è riusciti a creare a partire da informazioni palesemente limitate, e anche per via della componente fortemente artistica a cui presumibilmente spera di giungere l’opera. Kojima stesso ripone moltissima fiducia in questo progetto e ha svelato di riconoscerlo come il suo migliore fino ad ora, complice l’elevata libertà di azione concessagli. Detto questo basta soltanto aspettare nuovi particolari, magari un periodo di uscita, tuttavia il tutto è ancora in evidente fase embrionale e temo ci toccherà tenere a bada l’hype per ancora un bel po’.

Jake Joke

Jake Joke

Eclettico e poliedrico, ama fare esperienza di ogni sezione dello scibile umano, specie quando si tratta di videogiochi, dove non disdegna alcun genere. Librofilo, appassionato di Filosofia e abituato a fare pindariche elucubrazioni che spesso non portano da nessuna parte. Sogna di sposare Ken Levine.