South Park – Il cartone che non guarda nessuno

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I’m goin’ down to South Park, gonna have myself a time.

Stan. Kyle. Eric. Kenny.
Quattro bimbi americani del Colorado, residenti della cittadina di montagna di South Park.
Vivono spensierati i loro 7-8 anni andando a scuola, convivendo con le loro prime cotte e superando le avversità di ogni giorno.

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E nel loro caso le avversità sono alieni che sondano analmente le persone, rapiscono e mutilano le vacche delle fattorie. Tacchini clonati che inneggiano una guerra contro il mondo umano. Un mostro che ha un sedano al posto della mano e il personaggio di Ridge Forrester (da Beautiful) come gamba.
E poi zombie creati dalla salsa Worcester, Satana che vuole sfidare ad una gara di boxe Gesù Cristo in persona. La cantanta/attrice Barbra Streisand che vuole dominare il mondo. E tante tante altre cose.

Questo è South Park, perlomeno nella prima rivoluzionaria stagione.
Creato da Matt Stone e Trey Parker nel lontanissimo 1997, la serie creata in Stop Motion Cutout Animation è poi diventata negli anni una sofisticata serie in computer graphic che omaggia se’ stessa.
La Stop Motion Cutout Animation consisteva nell’inserire le figure di carta dei personaggi su uno sfondo disegnato fotografando direttamente le varie fasi del cartone animato, vocale per vocale, animazione per animazione.
Un lavoraccio che costringeva Trey e Matt a sfornare ridicoli corti animati da 15 minuti per giorni interi di lavoro.
La tecnica venne rapidamente sostituita dal computer tanto che oggi la serie di South Park è la più rapida serie di animazione prodotta. Questo gli permette di “ironizzare” su fatti e personaggi che risaltano nella settimana precedente la messa in onda.

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I’m goin’ down to South Park, gonna leave my woes behind.

Il mondo dal 1997 non è più lo stesso.
Con la sua dose meravigliosamente eccessiva di volgarità e demenzialità, la serie di South Park ha segnato un limite difficile da superare e su cui molte serie tv successive devono fare i conti.
Creare un personaggio che è letteralmente un pezzo di merda espulso il giorno della vigilia di Natale e che porta la felicità a tutti come Babbo Natale non è da tutti.
E non è nemmeno da tutti ironizzare con pungente ironia su ogni sorta di politica, moda, religione e personaggio.
Cosa ne pensano gli autori di South Park su Paris Hilton? (Episodio 12 della 8° stagione “Il video-set della stupida sgualdrina viziata”) e sui Griffin, rivale negli ascolti? (Episodio 3-4 della 10° stagione “Cartoon Wars”).
Ogni riferimento a fatti e personaggi realmente esistenti è puramente voluto e l’ostilità nei confronti del cartone americano sono ovviamente dietro ogni episodio.
Intere associazioni si sono schierate contro la messa in onda del cartoon, gruppi religiosi e partiti politici finendo poi con l’attirare il problema del terrorismo radicale ed intollerante.

Straziante l’episodio legato a Cartoon Wars, una delle saghe del cartoon nel quale appare per la prima volta (in realtà no, ma non ditelo ai terroristi islamici) il profeta Maometto che non viene deriso ma solamente rappresentato, grave peccato per il credo musulmano.
In seguito alla sua prima apparizione, il gruppo terroristico di matrice islamica Revolution Muslim ha minacciato gli autori di finire come il vignettista olandese Theo Van Gogh, assassinato per aver pubblicato vignette satiriche sul profeta dell’Islam.
Comedy Central e le varie emittenti sparse nel mondo presero a “cuore” la questione censurando alcune parti, di tutta risposta Trey Parker e Matt Stone inserirono immagini e figure “sacre” della cultura occidentale tra cui Gesù e la bandiera americana, ridicolizzandole volutamente.

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La questione censura attraversa nuovamente South Park nell’episodio 200 e 201 in cui tutti gli attori insultati nel cartoon nelle stagioni passate si coalizzano e sequestrano il personaggio di Maometto per diventare anche loro “intoccabili” dalla serie.
Comedy Central censurò praticamente OGNI scena in cui compariva Maometto, censurò i dialoghi e mise un lungo beep coprente nel messaggio finale pronunciato dallo stesso profeta.
Una cosa che a vedersi sembra divertente per come è stata resa ma sapere la storia dietro…fa sempre un effetto diverso!

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Heading on up to South Park gonna see if I can’t unwind

PERCHE’ LA SERIE NON PIACE?

Ovviamente non è vero.
South Park va forte anzi FORTISSIMO.
Ma è una serie complicata da gestire, specie da chi non ha un briciolo di senso di humor.
Gli italiani, nelle ultime occasioni, hanno avuto modo di dimostrare come loro possono ironizzare su tutto, meno che su loro stessi.
South Park opera esattamente su questo, ironizzare su tutto SOPRATTUTTO su loro stessi.
Il loro stile pacchiano lontano anni luce dalle tecnologie ad alti effetti di altre produzioni (anche se i costi sono quasi alla pari) permette al pubblico di affondare le sue radici ESATTAMENTE sulla storia e sui contenuti e non sullo stile fatiscente in cui viene proposta.

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Animazioni ridicole fanno da “ossatura” per una lunghissima saga fatta di ironie e punzecchiature, a volte eccessive sugli usi e costumi degli americani e non solo.

Una ridicola storia di quattro bambini permette ai creatori di arrivare direttamente al centro del problema: la mancanza di humor nelle persone e la totale mancanza di rispetto che si ha per diverse categorie, argomentazioni, persone (altro che South Park irrispettoso, guardatevi “Lo str***o più grande dell’universo” per capire di cosa parlo).

So come on down to South Park and meet some friends of mine!

Nelle (quasi) venti stagioni del cartoon (quasi) più longevo della tv c’è come detto di tutto ma non mancano richiami e citazioni puramente NERD, tanto amate dai creatori ma anche da tutti noi.

L’apice di queste “nerdate” lo abbiamo con le saghe “non ufficiali” del serial e più precisamente Imagination-Land, La saga del Procione e Il Bastone Della Verità.

Imagination-Land è da molti considerato il secondo lungometraggio di South Park (ha la durata complessiva di tre episodi uniti da una trama unica) e rappresenta l’immaginaria terra…dell’immaginazione popolata da TUTTI (proprio tutti) i personaggi creati dalla fantasia umana in lotta con le misteriose e aggressive creature della Terra dell’incubo. La terra in questione finisce con il venir aggredita da terroristi islamici che aprono le porte degli incubi e causano una guerra che porta anche il mondo “reale” sull’orlo della distruzione. Se non fosse per Stan, Kyle, Eric e Kenny.

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La Saga Del Procione è la meravigliosa rivisitazione dei supereroi Marvel e DC, qui abbiamo “il tenero e graffiante Procione” creato da Cartman e la moltitudine di supereroi minori creati dagli altri ragazzini della serie tra cui spicca senz’altro Mysterion e BaccaMenta Crunch. A questa accozzaglia di follie partorite dalle menti dei giovani bimbi c’è anche un caos creato dalla BP Oil e l’avvento di Chtulhu!

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Il Bastone Della Verità affonda le sue radici nel fantasy moderno creato e rimaneggiato da George R. R. Martin con il suo Games Of Thrones: i ragazzini impersonano paladini e maghi delle casate di Westeros ambendo alla conquista della cittadina e successivamente, ambendo alle preziosi console Next-Gen in arrivo sui mercati: PS4 e Xbox One.
Il duello si consuma nel Black Friday americano, un’usanza tutta americana che abbiamo saputo riproporre anche noi da bravi italioti, sia nel modo sia nelle deprecabili conseguenze.

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Una serie enorme e vasta con citazioni, critiche esplicite e riferimenti grotteschi ad ogni secondo di puntata. Qualcosa che vale la pena essere guardata almeno una volta da tutti, anche se le voci degli attori sono interpretate…malamente ed a causa del suo contenuto osceno non dovrebbe essere visto da nessuno!

PS. Mediaset in occasione della sua “scarsa” messa in onda del cartoon (per circa le prime 4 stagioni) aggiunse una postilla dichiarando che i BEEP inseriti nel cartoon non erano loro azioni bensì parte integrante del linguaggio degli autori. FALSO. I BEEP erano presenti, ma gli adattamenti dei dialoghi no! Quindi Fatevi un Clistere! Anzi…SCREW YOU GUYS!

The_Leunam

The_Leunam

Infermiere di giorno (e di notte, e nelle feste, e nei weekend) e giustiziere blogger di notte. Si diletta nella scrittura di libri e fumetti con spruzzate di sceneggiatura.