Anche Gears of War riceverà il proprio film!

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Altro giro, altro adattamento cinematografico. Sembra che le conversioni da pad a pellicola non vogliano proprio finire di essere annunciate, in un’era in cui i videogiochi sono più accessibili che mai dal grande pubblico e le prospettive di guadagno portate da questo media risultano incredibilmente allettanti. La Universal pare averlo capito bene e, dopo almeno dieci anni di infinite discussioni al riguardo, finalmente anche la saga di Gears of War riceverà una controparte filmica.

Mentre l’ultimo, attesissimo capitolo della saga si appresta ad essere accolto dal pubblico (Gears of War 4 arriverà in Italia, ricordiamolo, l’11 Ottobre) Microsoft ha organizzato un live stream ufficiale per celebrare il lancio, all’interno del quale è stato confermato l’inizio dei lavori del lungometraggio. Il progetto sarà finanziato dalla Universal (ci si aspetta un investimento importante, a questo punto), e tra i produttori figurano volti noti quali Scott Stuber (Ted; Battleship; Safehouse) o Dylan Clark (L’alba del pianeta delle scimmie).
Pochissimi i dettagli: nè il Regista e nè lo Sceneggiatore sono noti, dovremo aspettare molto per conoscere una data di lancio, e Rod Fergusson  (a capo dello studio di GoW 4) ci fa sapere che non è stato ancora deciso in quale parte dell’universo della serie sarà ambientato il film.

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Ancora prima di pensare al film, dovremo testare la qualità di GoW 4. Le aspettative sono molte.

Le infinite guerre tra umani e Locuste del background narrativo di GoW sono il terreno perfetto su cui coltivare una trama di tutto rispetto, artisticamente indipendente e abbastanza ispirata. D’altronde le vicende di Marcus Fenix e soci, per quanto toccanti, sono solo la punta dell’iceberg di ciò che tale setting sarebbe in grado di offrire, dunque non mi stupirei se i creatori della pellicola decidessero di prendere carta bianca e dare vita ad un nuovo filone, slegato dagli intrighi principali o da quelli dei giochi secondari, comunque canonici.

Rod Fergusson stesso sembra pensarla allo stesso modo:
I film devono essere film. Sono media differenti che oltretutto, a volte, hanno un pubblico diverso. Penso che in passato molte di queste operazioni abbiano fallito proprio perché hanno cercato di dare forma a dei film per i giocatori. Se hai una IP con una narrazione di base e un “folklore” ben articolate da cui trarre delle storie va bene, ma se cerchi solo d’inseguire i videogiocatori sei destinato all’insuccesso.

Non posso dire altro che di trovarmi perfettamente d’accordo. Nonostante un’IP sia trasportata da un media all’altro nel tentativo di attrarre il pubblico videogiocante prima di ogni cosa, una pellicola è pur sempre un lavoro a parte e necessita di una buona autonomia artistica e dignità personale. Per forza di cose è necessario ragionare in termini e linguaggi diversi: rielaborare temi, contenuti, personaggi e storie ma facendolo con uno stile tutto nuovo, più adatto alla proiezione sul grande schermo.
Come giocatore sono soltanto felice che i videogiochi stiano gradualmente venendo accettati in ogni ambito dell’intrattenimento mainstream (d’altronde parliamo sempre di più contenuti per noi), ma se pago un biglietto per usufruire di un’opera diversa mi aspetto che questa sia perlomeno conforme ai canoni standard di quel campo, o che magari possa addirittura superarli. Difficile, considerando i (molti) esempi passati, ma al momento tale utopia è quanto più vicina che mai.

 

Jake Joke

Jake Joke

Eclettico e poliedrico, ama fare esperienza di ogni sezione dello scibile umano, specie quando si tratta di videogiochi, dove non disdegna alcun genere. Librofilo, appassionato di Filosofia e abituato a fare pindariche elucubrazioni che spesso non portano da nessuna parte. Sogna di sposare Ken Levine.