Watch Dogs 2 RECENSIONE: il gioco che ama Edward Snowden

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Ubisoft si avvicina a Snowden con Watch Dogs 2

L’uscita di Assassin’s Creed: Unity sortì l’effetto di una vera bomba atomica per Ubisoft. Il titolo fu infatti totalmente demolito dalla comunità online che legittimamente ha segnalato al mondo intero la presenza di bug che seppur esilaranti, non permettevano la normale fruizione del gioco. Questo accadde perché al titolo mancavano oltre 10 GB di codice ed è per via di quei 10 GB che Ubisoft decadde definitivamente nell’oblio delle software house umiliate. Tutto questo dopo che Watch_Dogs nei primi anni di quell’anno aveva già fatto perdere fiducia nella sfotware parigina tant’è che quel 2014 verrà ricordato dai nostri mangia brioches preferiti come uno dei peggiori, se non il peggiore, di sempre.

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Qualcosa andò molto male con il primo Watch Dogs. Quel qualcosa era..DOWNGRADE!

Alla fine quando non mantieni le promesse per più volte in qualche modo vai a sfidare un pubblico che, guarda a caso, è anche quello che ti fa guadagnare un sacco. Ma la realtà dei fatti era davvero un’altra. Se Watch_Dogs fu comunque un titolo mediocre, lo stesso non si può dire di Unity: risolti i bug (che comunque io non ho trovato), si poteva scorgere un titolo dalla grafica spaccamascella e dalla direzione artistica unica, nonché una storyline matura impostata in un periodo storico eccezionale.

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Siamo realisti: nel 2014 soltanto Ubisoft ebbe il coraggio di sfruttare al massimo un hardware ancora giovane e poco conosciuto

Sta di fatto che tutti i giochi di Ubisoft successivi a Watch Dogs non sono mai stati brutti e cattivi giochi, anzi: The Division è un titolo che gira molto bene nelle sue modalità online, Far Cry: Primal si è dimostrato interessante e The Crew è migliorato nel tempo. Le vendite però sono diminuite sempre di più, motivo per cui Ubisoft ha deciso di cambiare strategia e di impegnarsi un po’ di più con le sue produzioni.

La prima creazione di questa “nuova” filosofia è appunto Watch Dogs 2, titolo che inizialmente avevo pregiudicato in malo modo, ma che in realtà già offriva qualcosa di bello sin dai suoi primi video apparsi nel corso delle scorse conferenze.

Pertanto ecco cosa penso di questo strano..videogioco.

 

NON HO VENDUTO TANTO, MA NON MI IMPORTA

A me piace scrivere le recensioni quando sono sicuro di scrivere quello che penso davvero di un determinato titolo, questo lo sapete. Sapete inoltre che sono molto informato nei riguardi del mondo videoludico, pertanto sono a conoscenza del fatto che Watch Dogs 2 sta vendendo pochissimo. Le poche vendite sono però comuni tra i prodotti più belli e sofisticati perché di questo si tratta: Watch Dogs 2 è bello, gioioso e vivo. Non nego che mi son divertito moltissimo nel giocarlo e di esser rimasto subito folgorato da una atmosfera pop dai toni davvero accesi e contemporanei. Watch Dogs 2 ricostruisce alla perfezione quella che è la moderna società iperconnessa dei giorni contemporanei. Ubisoft in tal senso ci è riuscita alla grande tant’è che il giocatore può utilizzare lo smartphone del personaggio utilizzando App anche a pagamento, applicazioni tra le altre cose del tutto simili a quelle reali che ci fanno sentire “a casa”.

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Come spesso accade in questa tipologia di videogioco, tutto è una rappresentazione satirica di quello che già accade. Quindi Google diventa Noodle, la NASA viene chiamata Galilei e non mancano le caricature di Instagram, Facebook, Apple e soprattutto degli enti governativi che oggi giorno spiano le comunicazioni dell’intero pianeta. Sta di fatto che tutto è incredibilmente credibile, solido e dannatamente affascinante perché tutto sembra coesistere in un modo così naturale da sembrare una perfetta rappresentazione del mondo che noi oggi viviamo e ogni giorno interpretiamo.

HACKERAMI QUESTO

Esattamente come nel primo Watch Dogs, anche in questo secondo capitolo personificheremo i panni di un Hacker, questa volta molto più giovane e soprattutto loquace. Non si tratta più di una sorta di Bruce Wayne dell’informatica, bensì di un ragazzo che si ritrova con un gruppo di altri ragazzi di età simile a formar combriccola per dominare lo scenario hacker di San Francisco, la città che fa da sfondo all’intera vicenda. Marcus, così si chiama il protagonista, è un Hacker che ne sa davvero a pacchi e lo dimostra in ogni momento grazie a uno smartphone capace di fare di tutto e un po’ di più e al suo inseparabile portatile, per l’occasione custodito in una comoda tracolla intercambiabile.

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Marcus e il suo computer sono inseparabili

Grazie alle doti del protagonista possiamo conoscere uno dei lati più sorprendenti di Watch Dogs 2: l’interattività. Con il telefono possiamo interagire con qualsiasi cosa a schermo: porte, automobili, persone, persino robot, videocamere, server e chi più ne ha più ne metta. Quello che sicuramente sorprende è come il tutto sia incredibilmente interconnesso. I passanti hanno nomi e personalità diverse, possiedono dati e redditi diversi e ognuno di loro può dimostrarsi una sorpresa. In una occasione ho potuto conoscere il capo della direzione Marketing di Ubisoft: ho ascoltato la sua conversazione, rubato i dati d’accesso per entrare nella sede di Ubisoft e una volta dentro ho potuto vedere lo spezzone di un ipotetico trailer di un nuovo Assassin’s Creed. Quanto amo questi easter egg.

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Per strada si può trovare il direttore marketing di Ubisoft intento a parlare dei possibili leak sui nuovi Assassin’s Creed. Ironicamente sembra che lui stessi abbia leakato qualcosa, leggete bene..

Sta di fatto che tutto funziona in relazione di quello che accade nel mondo. Con le applicazioni presenti sullo smartphone possiamo scannerizzare una canzone per poi sentirla in un secondo momento, possiamo noleggiare un’auto o diventare noi stessi autisti per conti terzi in una sorta di caricatura del controverso “Uber”. Tutto è contestualizzato alla grande in questa San Francisco che non sta mai zitta, ma il piatto migliore sono sicuramente le personalità che compongono il DedSec, il gruppo Hacker in cui il protagonista, Marcus alias Retr0, ne fa parte.

HASTA SIEMPRE LA PROPAGANDA

Il Dedsec rievoca un poco la retorica di Anonymous. Questo affiatatissimo gruppo Hacker è composto da personalità molto varie, tutte quante riprese dagli stereotipi dei cittadini underground americani e nonostante ciò sono caratterizzati davvero molto bene. Fantastico è il fatto che all’avvio del gioco vi è una sorta di Hackerizzazione con tanto di simulazione di Boot di una distribuzione Linux, giusto per farci sentire ancor più dentro al gruppo Hacker. E sinceramente funziona. Il DedSec ha carisma, è una forza incontrollabile e soprattutto riesce a essere un veicolo di informazioni davvero concreto ed efficace. Il fatto di poter hackerare qualsiasi cosa appaia a schermo non avrebbe significato senza uno scopo, ma è proprio qui che Watch Dogs 2 da il meglio di se.

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Il dedsec è davvero una gran figata

Il Dedsec è infatti un portatore di messaggi, non al popolo virtuale di San Francisco bensì agli acquirenti del gioco stesso. L’intera produzione va infatti a sfondare la quarta parete dell’intrattenimento, finendo per istruire e soprattutto informare il giocatore su quello che accade oggigiorno a livello globale. Ho trovato infatti ironico che Watch Dogs 2 sia uscito quasi in concomitanza con la distribuzione di Snowden nelle sale cinematografiche e trovo che l’ex agente della CIA accusato di alto tradimento verso gli Stati Uniti d’America sia stata una personalità chiave per lo sviluppo del titolo di Ubisoft. Dentro Watch Dogs 2 troviamo infatti informazioni davvero sovversive, con lo scopo di informare il giocatore su quanto accade attualmente nella vita reale e lo fa in modo splendido. Lo fa intrattenendo, lo fa divertendo. Sappiamo tutti che il gioco è il miglior modo per apprendere nuovi concetti e probabilmente Ubisoft: San Francisco ha voluto creare un’opera sovversiva utilizzando la satira e la ludicità di un videogioco per divulgare un messaggio forte e chiaro: siamo tutti sorvegliati destinati a diventare servi di un governo che non ha giurisdizione.

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In Warch Dogs 2 si parla di SmartToy capaci di spiare i nostri bambini. Guarda caso proprio qualche giorno fa è stata avviata una indagine nei confronti dei produttori di queste trappole della privacy

Watch dogs 2 rivela tutto alla luce del sole ciò che in realtà è già venuto allo scoperto, ma che per forza di cose è stato oscurato. Il fatto che i Social Network pilotino l’opinione pubblica, che i telefoni trasmettono costantemente informazioni alla NSA, che i giocattoli con microfoni e videocamere spiano i nostri bambini e che le Smart House non sono altro che grandi centri di raccolta dati ove anche la propria privacy casalinga è violata dovrebbe far capire come la tecnologia americana che ci circonda è in realtà un’arma a doppio taglio. A tal proposito equiparo Watch Dogs 2 a opere quali I Promessi Sposi, non per contenuti bensì per volontà, quella di informare il grande pubblico di un pericolo imminente e praticamente affermato: il controllo da parte di terzi della nostra persona.

Watch Dogs 2 racconta la pura verità e reputo questo davvero sorprendente.

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Dietro a un semplice #Selfie si nasconde un marchingegno votato alla violazione totale della nostra privacy a favore di un controllo più capillare

UN PO’ DI SOSTANZA

Per quanto riguarda il livello tecnico il tutto si dimostra in grande forma. Ho potuto testare a lungo la versione per Personal Computer e la giudico la migliore di quelle disponibili. La stabilità del codice è pressoché buona e non ho ancora avuto modo di cimentarmi in qualche strano rito per risolvere un gravoso bug in-game. La componente multiplayer costante è una vera innovazione e mi permette di aiutare o sconfiggere hacker nemici con una transizione da Single-Player a Multyplayer totalmente impercettibile (almeno su Pc, su console inizialmente ha dato qualche problema). Ottimi i modelli poligonali dei personaggi, buoni quelli dei passanti così come le loro animazioni. Splendida la città di San Francisco: davvero ben ricreata nei suoi spettacolari scenari e mi è piaciuto molto il fatto che si possa visitare in totale libertà, con interni ben dettagliati e differenziati il che mi fa intuire come gli sviluppatori vi abbiano dedicato davvero molto tempo.

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Gli interni di case e negozi sono sorprendentemente dettagliati

Per quanto concerne il gameplay siamo davanti a un tipico Open World di stampo Ubisoft, quindi a una grande mappa totalmente esplorabile in cui conquistare punti di favore per poter fare esperienza e conquistare nuove abilità. L’esperienza in questo caso si traduce in followers, mentre le skill aggiuntive non sono altro che potenziamenti per il proprio smartphone. L’interattività degli ambienti risulta essere una variante ben gradita e soprattutto presente, anche grazie a un level design delle missioni ben ponderato, il che è davvero raro in un Open World. Ho trovato buona l’idea di poter utilizzare il denaro per acquistare armi (nel gioco stampate mediante stampante in 3D) e soprattutto vestiti per una personalizzazione massima e molto alla moda. I negozi non sono pochi e offrono una grande varietà di materiale, mentre sono rimasto un po’ deluso dal modello di guida.

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In Watch Dogs 2 ci si può vestire come si vuole

Dall’uscita di GTA V sembra che tutti gli Open World abbiano virato per un modello di guida banale e popolare, che potesse assecondare il giocatore in tutte i suoi peccati da pilota. In ogni caso tutto funziona a dovere, anche il gunplay direttamente preso da The Division e soprattutto tutto si dimostra dannatamente divertente e soprattutto verosimile: non saranno poche le circostanze in cui vi ritroverete a controllare lo smartphone in modo compulsivo dopo aver condiviso una foto esattamente come probabilmente fate nella vostra vita quotidiana. Beh..certo: nella vita reale non lo si fa maneggiando nell’altra mano un fucile a canne mozze, ma questi sono dettagli.

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Artisticamente parlando, Watch Dogs 2 è davvero molto gradevole

IN THE CONCLUSION
Watch Dogs 2 è un videogioco che funziona molto bene. Le sue sfumature Pop sono dannatamente adorabili, mentre la sua naturalezza fissa nuovi standard nel genere. Tutto è hackerabile, tutto è verosimile compresi i motori di ricerca e i Social Network. Il piatto forte è però la sua propaganda. Watch Dogs 2 è infatti un urlo, una protesta contro un mondo informatizzato che si è dimenticato che cosa voglia dire essere umani. In un mondo così veloce e così malsano, Watch Dogs 2 vuole propagandare l’idea che la tecnologia non dovrebbe essere schiava dei governi e anzi: dovrebbe servire l’umanità e migliorare l’esistenza di ogni individuo, ma a quanto pare questo non accade. Oggi giorno siamo letteralmente controllati dai nostri telefoni e dai nostri computer e forse, paradossalmente, giocare a Watch Dogs 2 potrebbe aumentare in voi la percezione di questo problema.

 

In ogni caso non mi sarei mai aspettato che Ubisoft pubblicasse una perla di cultura pop-sovversiva così elegante ed efficace come Watch Dogs 2.

 

Assolutamente consigliato.

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Non dimenticarmi, capito?
Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.