Manifesto contro la stampa videoludica salariata Perché è sempre giusto e corretto analizzare una situazione ormai al tracollo e che ha bisogno soltanto di un po' d'amore

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Citando dal dizionario Treccani, per “Giornalista Salariàto” nella sua forma di aggettivo si intende “Chi è pagato o comunque compensato per parlare, scrivere o agire in una determinata maniera; prezzolato: intellettuali, giornalisti salariati.” Pertanto, quando affermo di andare contro la stampa videoludica salariata, affermo la mia volontà contrastare non chi si guadagna da vivere scrivendo in siti internet o riviste di settore (quindi coloro che ricevono un compenso per creare contenuti all’interno di una rivista o un sito internet), bensì le opinioni comprate legalmente dalle multinazionali dell’industria da noi amata e che vanno a utilizzare il media giornalistico come puro strumento di marketing banalizzandolo il significato stesso di giornalismo.

Non odio i giornalisti salariati. Hanno fatto una scelta e come tutte le scelte devono essere rispettate. Tuttavia la loro scelta è incompatibile con la mia filosofia di vita e soprattutto con il mio tipo  di scrittura su Projectnerd.it Questo sito internet, per esempio, è quanto di più libero possa offrire il web moderno (una rete internet che a conti fatti oggi giorno conta più sciocchezze che contenuti di qualità). Qui esprimo ogni giorno opinioni mie personali, veri punti di vista che possono essere letti e graditi da tutti voi lettori, sapendo per certo che siate capaci di analizzare le mie idee e di criticarli con il vostro forte senso critico.

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Le recensioni salariate esistono da sempre e sempre esisteranno

Io penso che la libertà di espressione crea intelligenza, cultura e indipendenza. La storia alla fine mi da ragione. Ci sono state milioni di persone che in passato si sono battute per la libertà di pensiero e di espressione. Anche Ugo Foscolo in “Le lettere di Jacopo Ortis” denunciava in fenomeno del giornalismo salariato (a quei tempi spesato da un Napoleone che aveva conquistato mezza Italia), e alla fine anche Alessandro Manzoni, natìo delle stesse terre in cui vivo, ha sempre condannato le penne salariate dagli “amici” austriaci e francesi. Costoro, anche se non sembra, hanno creato le supposizioni di un presente più libero e meno minacciato dalle oppressioni di popoli invasori e sfruttatori e senza il contributo di chi si è battuto per la libertà difficilmente avremmo potuto conquistare quello che abbiamo oggi.

Tuttavia il titolo parla chiaro: stampa videoludica. Senza andare a parare nella geopolitica storia e internazionale, con questo mio scritto volevo mettere in guardia voi tutti gentili lettori di un fenomeno dilagante e a tratti spaventoso. Sono sempre di più i giornalisti/bloggers/youtubers che scelgono di divulgare in rete parole spesate e utili soltanto a fini commerciali che, perdìo: non è nulla di illegale, ma uccidono letteralmente l’arte videoludica, la mettono in secondo piano e la banalizzano impacchettando per bene opinioni che di buono non hanno nulla.

La stampa videoludica generalista, quella composta da siti internet dai finanziamenti anche milionari, è alla mercè del soldo. Certo: bisogna pur campare in questa maledetta vita fisica, ma penso che vi si possano trovare vie alternative di business in questo settore, dato che alla fine il tutto ci sta tornando indietro con gli interessi. Basti pensare che le recensioni salariate vanno a influenzare così tanto le vendite di un gioco (sia in positivo che in negativo nel caso qualcuno venga salariato per affossare un prodotto di una azienda concorrente), che imprese come Bethesda hanno deciso di investire tutto sugli Youtubers (salariati da Bethesda), inviando loro una copia promozionale del gioco giorni prima della spedizione a siti internet specializzati.

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Bethesda lo ha detto chiaramente: supporterà gli Youtubers piuttosto che i siti internet specializzati per evitare ritorsioni a causa di recensioni salariate

Con questo scritto però non voglio creare polemichè, nè tantomeno deprimervi. Anzi: voglio darvi speranza. Projectnerd.it non è l’unica realtà che porta avanti le idee forti e anticonvenzionali della libertà di espressione e della gioia di vivere in un settore meraviglioso. Nel caso dei videogiochi, area da me presieduta, penso che lasciare libertà di espressione a me medesimo e ai miei redattori sia il miglior modo per celebrare la  nostra passione e soprattutto far felice chi ci legge.

Io credo fermamente che una opinione vera e personale sia decisamente più forte di opinioni sponsorizzate e “confezionate” e anche se sò che i miei scritti non raggiungeranno mai le grandi diffusioni delle testate salariate, sò di per certo che verranno letti da persone facoltose e intelligenti, le stesse che vanno a comporre questo tessuto di speranza e vitalità che son sicuro darà sempre frutti squisiti e di alta qualità.

E’ vero: non siamo tantissimi, soprattutto in campo videoludico. I videogiocatori che scelgono di informarsi su siti come Projectnerd.it confrontandosi con opinioni vere e personali non sono molti, ma possiamo crescere, pertanto:

  • Credo fermamente nel confronto come mezzo speciale di diffusione
  • Credo nelle discussioni vive e piacevoli
  • Credo nelle opinioni personali frutto della propria coscienza e volontà
  • Credo che ogni lettore non sia un numero, ma un essere umano, un amico, una persona da rispettare.

Ci saranno sempre persone come noi, ci sarà sempre chi avrà l avolontà di difendere i propri ideali e le proprie passioni per come le vive e ci sarà sempre chi non si lascerà cullare dal tintinnìo delle monete. Nel caso dei giornalisti/blogger la questione si riduce a una scelta morale. E quindi mi rivolgo a te, giornalista salariato, proprio a te: come potrai mai guardare negli occhi i tuoi lettori e dire loro: “fidatevi di me, vi sto il raccontando il vero“? Con quale coscienza esigete il rispetto dei vostri lettori? Con quale volontà vi definite “appassionati” e “indagatori della realtà“?

Io so soltanto una cosa. Io non sono il solo a vivere nella mia posizione. Ci sono realtà anche molto grandi che da oltre venti anni mi accompagnano serenamente nel mio percorso culturale, che continueranno, proprio come voi che state leggendo questo testo, a promuovere cultura e amore verso il videoludo.

Lo stesso amore vivo e vibrante che alla fine ci da la forza di continuare ad andare avanti e a continuare a parlare di videogiochi nel modo più bello possibile

 

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Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.