Recensione For Honor

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Erano anni che Ubisoft ci faceva ingolosire con i suoi filmati di For Honor, il suo gioco di guerra medievale multiplayer annunciato ben oltre due anni fa. Per dirvene una, il nostro Agos l’aveva provato in fiera nel 2015 e finalmente è uscito!

Francamente quando ho visto ambientazione e tipologia di gioco, la mia reazione è stata tipo:

Ma stai scherzando?? Mioooo!!!

Ho avuto la fortuna di giocare sia la Closed Beta che la Open Beta (ove i server francamente hanno faticato) e quindi ho visto in prima persona le varie migliorie apportate al titolo poi incluse nel prodotto finale finalmente presente nei negozi di tutto il mondo. Tra le altre cose far uscire un titolo come For Honor per San Valentino vuol dire attentare alla soppravvivenza di milioni di coppie di fidanzatini.

Honor

Insieme ad amici fidati ci siamo buttati in mezzo alle orde di giocatori, che come noi attendevano For Honor da anni.

In questo articolo volutamente non parlerò della campagna, per cercare di fare meno spoiler possibili e non venire linciato in pubblica piazza. Mi soffermerò maggiormente su quello che definirei il life motive del gioco: il multiplayer online.
Infatti l’online è strutturato in modo tale da vivere di luce propria e durare indipendentemente dalla campagna, con modifiche dei territori e sessioni di guerre che si succederanno durante le settimane e i mesi.

Nel multiplayer online dopo aver scelto la nostra fazione, tra samurai, vichinghi e cavalieri, dovremo combattere per portare benefici durante la Guerra di Fazioni.

Il Multiplayer si divide in:

Duello 1vs1
Scontro 2vs2
Eliminazione 4vs4 (deathmatch a squadre senza rientro)
Schermaglia 4vs4 (deathmatch a squadre)
Dominio 4vs4 + i soldati (bot)

Tutte le modalità sono presenti in versione Players Vs Players o Players Vs Intelligenza Artificiale.

Honor

Ma partiamo dall’inizio. Ogni Fazione ha i propri territori base e quelli diciamo in “comune”, o meglio quelli che possono essere occupati tramite invasione. Noi tramite le nostre partite multiplayer potremo agire disponendo risorse di guerra per conquistare nuovi territori o difendere quelli in possesso.

Ogni Fazione ha 4 Eroi e noi all’inizio della partita potremo scegliere uno di questi. Attenzione però: una volta scelto l’eroe non potremo più cambiarlo fino a fine partita, quindi in caso di errore ci si attacca al tram.

La scelta delle fazioni si limita solamente per lo schieramento delle risorse, dato che in game faremo squadra anche con giocatori di altre fazioni, potendo usare gli eroi indifferentemente dallo schieramento scelto. Vedetela come una sorta di grande partita di calcio a se’ stante: la guerra delle fazioni non è che uno scontro virtuale il cui compito del giocatore è sostenere la propria squadra

Esempio: A inizio gioco abbiamo scelto di stare coi samurai (e chi non lo farebbe dopotutto?). Decidiamo di fare una semplice partita multiplayer. Nonostante la scelta iniziale, si avrà la possibilità di selezionare il soldato preferito anche di altri schieramenti, a patto di averli sbloccati con la valuta di gioco. Pertanto sarà impossibile affermare assurdità quali:

Ah ma gli eroi dell’altra fazione son più forti

La Guerra di fazioni è un evento globale, continuo e multipiattaforma che incarna l’eterna guerra fra le tre fazioni di For Honor. Ogni partita multigiocatore contribuisce a determinare la classifica della Guerra di fazioni. Al termine di ogni partita riceveremo un certo numero di “risorse di guerra” in base alle nostre prestazioni in game da distribuire queste risorse in 3 modi diversi:

1. Tutte su un unico territorio conteso
2. Dividerle equamente su tutti i territori contesi.
3. Farle disporle automaticamente, scegliendo di non disporle manualmente.
Tutte le risorse di guerra ottenute nelle partite multigiocatore, incluse quelle contro l’IA, contano ai fini dell’evento Guerra di fazioni.

Honor

Il grande evento è tra le altre cose diviso in sessioni e stagioni che avranno ripercussioni sul mondo di gioco. Per esempio, nel caso uno schieramento conquisti un territorio affiliato a una mappa multiplayer, si potranno scorgere differenze estetiche quali personalizzazioni a tema dello schieramento conquistatore e altre piccole chicche tutte da scoprire. Tale scelta di design si rivela davvero azzeccata e apprezzata: osservare le conseguenze delle azioni del proprio schieramento è in qualche modo gratificante.

Tuttavia, nonostante For Honor mi abbia entusiasmato sin da da subito (in realtà già i trailer e i gameplay divulgati da Ubisoft mi avevano convinto), non posso che essere dubbioso riguardo ad alcune cosucce.

Le modalità di gioco alternative a “Dominio” le ho trovate francamente scialbe e quasi inutili. Il duello 1vs1 piacerà ai fanatici del PVP, ma in un gioco in cui si parla di tre grandi popolazioni in guerra, vedere uno scontro 1 contro 1 mi sembra qualcosa di molto riduttivo e poco contestualizzato e lo stesso si può dire della modalità Scontro 2vs2, che tra le altre cose ho trovato ancor più noiosa.La modalità più competitiva, l’Eliminazione, pone l’idea del deathmach 4vs4 ponendo la morte definitiva del proprio eroe in caso di sconfitta nel round. E’ più avvincente rispetto alle battaglie più limitate, ma anche più frustrante. Quasi sulla stessa falsa riga la modalità Schermaglia che può sembrare a tratti un Deathmach a squadre tradizionale.

Ciò che però ha dell’incredibile è che ho avuto più problemi ad uccidere Eroi mossi dalla CPU piuttosto che gli Eroi comandati da altri giocatori umani. Confrontandomi con altri colleghi ho scoperto che effettivamente l’IA di Ubisoft risulta essere estremamente competitiva motivo per cui Ubisoft merita il mio applauso per aver creato delle ottime Intelligenze Artificiali (e così venne scoperto il modo per bypassare gli algoritmi del computer mandando a quel paese la mia osservazione.).

Honor

Giunti qui direte: “e che diavolo: Zenon a inizio testo diceva che gli piaceva For Honor e finora ne ha parlato solo male”. Bravi: sottolineiamo il “fino a ora”.

Infatti, la modalità che mi ha fatto davvero entusiasmato e convincere che questo gioco merita attenzioni è “Dominio” (giocato in squadra con amici è fantastico), la quale riflette quello che è lo spirito di For Honor: la guerra! Guerra pura, guerra caotica creata grazie allo sferragliamento di Soldati Bot che spawnando in continuazione vanno a creare un felling bellico di grande qualità. Le regole sono quasi quelle classiche del dominio: due squadre, attaccanti e difensori, devono conquistare tre porzioni di mappa cercando di tenerle sotto controllo per più tempo possibile nei circa dieci minuti di gioco concessi. Il divertimento in questo caso è garantito da un sapiente Game Design, che pone gli Spawn degli eroi come due delle tre porzioni di mappa da conquistare con un terzo spot solitamente posto in una sezione centrale della mappa, giusto per complicare un poco le cose. Non solo: conquistare i territori A e C fornisce bonus istantanei alla squadra, i quali si tramutano in punti esperienza e recupero di HP.

Honor

Di fatti, Uccidere Eroi o soldati in serie nonché conquistare territori consente di sbloccare potenziamenti e abilità (sia attive che passive), che possono essere molto utili durante la feroce battaglia. A conti fatti le abilità risultano essere alla base della vittoria di ogni partita. Al raggiungimento dei 1000 punti la squadra perdente sarà definita “in rotta” ed avrà il respawn bloccato: la squadra in vantaggio potrà vincere la partita solo quando avrà annientato tutti gli eroi avversari.

Tutto questo può sembrare il solito dominio, ma le possibilità di recupero anche partendo in svantaggio di 500/600 punti sono tante. La modalità risulta essere estremamente imprevedibile e ogni partita può riserbare sorprese anche nei casi di vittoria certa. A tal proposito trovo molto interessante l’idea di Ubisoft e già mi immagino orde di giocatori pronti a delineare le migliori tattiche difensive e offensive per tagliare le linee avversarie.

Giocato insieme agli amici è capace di far salire l’adrenalina a mille, potendo coordinarsi per gestire al meglio gli attacchi e combinare combo micidiali impossibili da contrastare.  Gli errori si pagano caro anche in caso di cooperazione: in For Honor gli alleati non sono immuni ai nostri fendenti, quindi potete immaginarvi quanti insulti posso potenzialmente partire dalle labbra dei vostri compagni. A proposito: vi sconsiglio di giocare contro i vostri stessi amici: la probabilità di rovinare una grande amicizia non è affatto remota (soprattutto se si sceglie di giocare con l’infame classe eroe “Assassino“).

Per quanto riguarda il lato tecnico, il gioco è capace di andare liscio come l’olio sia su Xbox One che su Playstation 4. Su Ps4 PRO, piattaforma che ho utilizzato per giocarci, il titolo risulta estremamente fluido e dannatamente bello da vedere, soprattutto grazie ai 4K upscalati promossi dalla console potenziata di Sony. In generale For Honor si dimostra essere un bel mostriciattolo di potenza grafica, possibile grazie alle mappe relativamente piccole e ai modelli in-game comunque più limitati di un Assassin’s Creed preso a caso. Scenograficamente parlando For Honor è davvero uno splendore, mentre i diversi eroi così come le diverse mappe proposte sono ben caratterizzate e dettagliate alla follia.

Non mi sono soffermato sul descrivere dettagliatamente il sistema di battaglia perché probabilmente già tutti sapete che in For Honor il giocatore ha la possibilità di indirizzare i propri fendenti in una modalità del tutto manuale. Devo dire che all’inizio l’ho trovato un po’ complicato, ma mi son abituato piuttosto in fretta anche grazie all’immediatezza delle modalità proposte.  Credo comunque che su Pc (con mouse e tastiera) possa rendere meglio per quanto riguarda i controlli di gioco, sebbene con il pad può risultare un po’ più preciso indirizzare i propri colpi.

Honor

In conclusione: For Honor è un gioco che rapisce sin dal video iniziale, carismatico e contestualizzato nella sua impossibile follia. E’ un gioco dannatamente divertente capace di assorbire tutto il vostro tempo libero e di monopolizzarlo grazie a una modalità semplice nel concept, ma incredibilmente profonda nell’approccio. Dominio è quindi il classico esempio “Easy to learn, hard to master“, capace di sorprendere e incastrare tutti i pezzi del puzzle di For Honor in una unica e ben riuscita modalità, paradossalmente rendendo inutili le altre proposte del gioco. La campagna si dimostra essere una sorta di introduzione al mondo online di gioco, ma scordatevi di acquistare For Honor se non avete la vostra console/Pc connesso a internet: la nuova IP di Ubisoft è rigorosamente da giocare tutta in Multiplayer.

 


 

For Honor
  • Grafica
  • Gameplay
  • Direzione artistica
  • Longevità
  • Fattore "solo online"
4.2

In breve

For Honor è un prodotto di indubbia qualità. E’ un gioco che diverte nella sua modalità principale, ma che non può sussistere senza una connessione a internet. La campagna principale esiste, ma non è il fulcro del gioco. Tuttavia le premesse sono ottime e se Ubisoft lavorerà duro come fatto per Rainbow Six: Siege, il futuro di For Honor non può che essere roseo

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4 (4 votes)

Ignazio Piras

Da che ha ricordi... ricorda di essere un NERD