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Kpop in Italia: a che punto siamo con il resto del mondo?

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La differenza c’è ed è tanta


Sempre più spesso si finisce a parlare di Kpop, a seguirlo, a confrontarsi e ovviamente, sempre più spesso si organizzano eventi a tema.
La vera domanda è: noi italiani a che punto siamo rispetto al resto del mondo?

Recentemente noi di PJN siamo stati ospiti di Kinetic Vibe e Kpop Italia alla Kpop Night post Cartoomics datata 5 marzo. L’evento si è svolto a Milano.
Discrete le entrate giovanili nonostante si trattasse di una domenica sera.
C’è differenza tra un evento con musica anime/manga/Kpop/Jpop e uno con tema a senso unico?
Sì.

In ogni suo aspetto l’evento è stato per e dalla Corea del Sud.
Dalla musica (ovviamente), ai music video proiettati sui grandi schermi e perfino a drink e snack per una serata che ha dell’unico per questo genere di eventi.
Purtroppo è che l’Italia si trova fra i fanalini di coda di tutto il mondo che cercano di interfacciarsi con la Corea del Sud e i suoi aspetti.

Kinetic Vibe e Kpop Italia sono alcuni degli elementi che si prodigano per colmare queste lacune.

Non solo Kpop Night ma anche concerti in tutta Europa


Tra le loro ultime conquiste svettano i 24K, ancora in tour in Europa il 5, 7 e 9 aprile ( per tutte le info CLICCATE QUI ).
Cerchiamo di conoscere meglio questi ragazzi.

Tanto per cominciare, vogliamo conoscere meglio questo Team.
Parlateci un po’ di voi. Chi c’è dietro Kinetic Vibe e Kpop Italia, come siete entrati nel mondo di Corea e Kpop?
Lo scheletro di Kineticvibe nasce da KpopItalia nel 2011. Tre fans del genere che seguivano le band in tutta Europa hanno iniziato a creare appuntamenti e dedicare tempo ai Social per dare rilievo al fenomeno. Dopo alcuni contatti diretti con band, istituzioni e management coreani mi hanno contattato e abbiamo dato il via a questa realtà in maniera più strutturata. Kineticvibe è la famiglia europea che si è creata in questi ultimi 2 anni grazie ai social e l’impegno in altre nazioni di persone come noi.
Per ora siamo Io, Marilia , Francesco , Alessia, Monica , Kim e Walter in Italia e altre 20 persone all’estero tra cui la nostra Marketing e Social Manager Julyssa dalla Svezia, Janna dalla Finlandia, Anaisa e Ana dal Portogallo, Carla e Natalia in Spagna e così via anche in Germania, Polonia, Francia, Estonia e Olanda. Totale 25 persone più collaboratori temporanei.

Questo non è né la prima Kpop Night né il primo concerto Kpop di cui vi occupate.
Volete parlarci un po’ di queste esperienze?
Sono 5 anni di storia fitta di attività quindi sarebbe una filippica parlare di tutti questi eventi in Italia e in Europa. Possiamo dire che ci sentiamo sempre all’inizio e nulla viene lasciato al caso. Quindi è come ricominciare sempre da capo solo con più coscienza delle mete da raggiungere. Volete sapere quali? A breve annunceremo tante novità. Aprile sarà un gran mese.

Com’è nata l’idea di creare una serie di Kpop Night e di portare anche gli Idol in Italia e in Europa?
Dobbiamo dare la possibilità a tutti di ascoltare questa musica, di appassionare nuovo pubblico, di creare una rete di persone sempre più estesa per permettere alle migliori band di venire in Italia, quindi è doveroso spendere il nostro lavoro per questo obbiettivo. Il problema è che se non c’è pubblico i concerti sono vuoti e i costi altissimi per sostenere un futuro del Kpop in Italia. Il nostro progetto è di dare occasioni a raffica in tutta Italia. Non possiamo sapere cosa succederà quando tutti in tutta Italia potranno venire a vedere, commentare e comunicare qualcosa di un nostro evento. Il fenomeno non vogliamo che rimanga di nicchia.

Come pensate sia andata questa edizione della Kpop Night?
Il clima a Milano è sempre bellissimo. Tanta gente nuova ed era DOMENICA! Se solo i locali ci facessero più spazio anche il sabato sarebbe una kpop night Sold Out e allegrissima, succederà presto.

Nonostante il Kpop sia un genere che inizia ora a prendere piede nel nostro paese, trovate che ci sia una buona risposta nel pubblico? (in riferimento anche alle affluenze ai vostri eventi).
Pensate che la gente sia attirata da questo nuovo stile musicale, ovviamente estendo la domanda non solo alla Kpop Night post Cartoomics, ma alle vostre organizzazioni in generale.
Ho risposto già sopra ma in linea di massima mi sento di dire a tutti gli amanti di cercare di essere presenti agli eventi. Non si può uscire di casa solo se la band preferita arriva in Europa e magari nella città più vicina. Bisogna muoversi e supportare con la presenza tutte le attività. Solo così le manifestazioni Kpop cresceranno e tutti si accorgeranno di noi.
Comunque il Kpop sta solo cambiando generazione. Da quando è esploso il fenomeno sono già passate 4 generazioni ( il target è sempre 15-18 anni). Marilia è la mia socia e amica si considera della seconda generazione. Ora anche le band cambiano e le preferenze vanno verso i più nuovi e freschi. BTS, GOT7, MONSTAX, ASTRO sono alcune delle band di questa generazione. Poi ci sono tanti solisti e rapper che sono amati tantissimo.

Mi faccio un po’ i fatti vostri, oltre alla vostra pagina su Facebook e al vostro sito ufficiale, avete altri social o recapiti che utilizzate per i contatti organizzativi?
In modo che, se qualcuno fosse interessato a chiedervi di portare un po’ di Kpop ai loro eventi, possa contattarvi.
Per ora direi che i social bastano per riempirci la vita abbastanza. Tante collaborazioni sono nate da messaggi privati su facebook quindi oltre al sito www.kineticibe.net , se c’è qualcosa di importante noi rispondiamo sempre entro pochi minuti.

Avete qualche spoiler per noi? Qualche progetto futuro di cui vi state già occupando?
Siamo stati contattati da una grande azienda di produzione di concerti e a breve speriamo di portare a termine un discorso continuativo con loro.

Grazie a Cesare, di Kinetic Vibe, che ha gentilmente risposto a questa raffica di domande.

Quindi, non ci resta che sperare che tante altre persone così volenterose di “aiutare” la diffusione di questo genere si facciano avanti così da regalare a tutti noi tanti momenti unici e bellissimi.
Ce n’è davvero bisogno.

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Francesca Bandini

Francesca Bandini

Totalmente avvolta nella sua bolla fatta di letteratura (principalmente fantasy, urban fantasy e distopico), ballo, recitazione, post produzione, cinematografia e fotografia. Cosplayer dal 2008. Dedita al violino come il celebre Sherlock Holmes, innamorata della chitarra come Jimi Hendrix (senza darle fuoco). Entra nel mondo del K-Pop senza passare dal via e fra i suoi gruppi preferiti del genere svettano Super Junior e AOA. Tanti anni prima sposa il genere J-Rock, dove i GazettE resteranno sempre sovrani nella sua playlist.