Guardiani della Galassia Vol.2 e altri rapporti familiari disfunzionali – La recensione

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Se qualcuno entra nel vostro bar, si siede in un angolo e inizia a parlare con qualcuno, dicendo che ha visto Guardiani della Galassia Vol.2 e non gli è piaciuto, bhè… diffidate di quell’uomo. Probabilmente sta mentendo. Non l’ha visto.

Guardiani è uno di quei film che piacerebbe anche mia sorella, ricco com’è di svolte di ogni genere, capace di coniugare con successo le costanti epiche del fantasy, come la dicotomia bene-male con la love story, l’avventura, l’azione, la commedia. Rispetto al primo film diminuisce la solidità narrativa ma aumentano le invenzioni visive e l’approfondimento psicologico dei personaggi. Elementi che trasfigurati portano ai passaggi migliori del film: le fulminee e virtuosistiche scene d’azione, i ricchissimi colori caleidoscopici, le gag comiche. Elementi che fungono da cornice per il tema centrale: la famiglia. Famiglie biologicamente disfatte, con retroscena dolorosi e inquietanti. E che, se già nel mondo Marvel sono un elemento centrale, qui vengono portate all’estremo grazie ai personaggi di Ego (un indimenticabile Kurt Russel) e Nebula.

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Ecco i protagonisti che si presentano in tutto il loro splendore

Non fraintendete. Guardiani 2 fa ridere. E tanto. Ma non manca di potenza e dolore. E se il cinema Disney-Marvel sarà capace di donare qualcosa di veramente originale ai film del futuro sarà grazie al riscoperto fan-director James Gunn e ai suoi Guardiani, sia dal punto di vista concettuale che visivo.

Sarebbe sbagliato dire di più. Basti sapere che il film di Gunn è ricco di tutto quello che state cercando e va visto, per essere apprezzato nella sua grandiosità immaginifica, rigorosamente sul grande schermo.

Una menzione d’onore per i secondari ma divertentissimi Drax (Dave Bautista), e Baby Groot (voce originale: Vin Diesel), che si riconfermano, dopo il primo film, le più inutili ma migliori presenze tra i Guardiani della Galassia.