Aztec Challenge – una fuga senza fine per Commodore 64

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Quando si avviava un gioco per Commodore 64, le aspettative rispetto ai moderni videogame a cui siamo oggi abituati erano molto diverse. A cominciare dal caricamento del gioco, una fase solitamente molto lunga e dall’esito incerto. Aztec Challenge non costituisce, in questo, una eccezione alla regola. Così come non stupisce l’assenza di una fine. Alla fatica (e che fatica!) per aver superato l’ultimo livello non corrisponde nulla, se non una nuova versione del gioco. Ancora più difficile. Questo, comunque non ha impedito ad Aztec Challenge di imporsi e di essere ricordato come tra i giochi più significativi per Commodore 64.

Aztec Challenge per Commodore 64
Aztec Challenge per Commodore 64

Origini, trama e livelli

Per quanto sia per molti versi innovativo, Aztec Challenge è il remake di un altro videogioco, omonimo, uscito per Atari 800 nel 1982. Il titolo originale appare tuttavia molto meno ambizioso e vario. Tutto ciò che il protagonista deve fare è saltare per evitare una serie di ostacoli in livelli piuttosto simili tra loro.

Nella versione per Commodore impersoniamo un personaggio presumibilmente simile. Si tratta di un cittadino azteco che, a seguito della morte dell’imperatore, concorre per ereditarne il regno. Per questo è chiamato a superare una serie di prove mortali.

Si parte con una corsa tridimensionale e senza sosta verso il tempio, durante la quale schivare giavellotti scagliati da una serie apparentemente interminabile di lancieri.

Il primo livello di Aztec Challenge
Il primo livello di Aztec Challenge

Superata questa fase, piegandoci o saltando, giungiamo al tempio. Per entrarvi dobbiamo percorrere le scalinate, durante le quali massi rotolanti attenteranno alla nostra sopravvivenza.

Arrivati alla sommità delle scale abbiamo accesso al tempio, tuttavia l’accoglienza non sembra delle migliori. Dobbiamo infatti evitare diverse trappole tra cui lame, massi e fossi.

All'interno del tempio
All’interno del tempio

Potremo, per la prima volta, fermarci in qualche occasione: certamente non per prendere fiato, ma per evitare di essere schiacciati.

Entriamo quindi in un tunnel dove dovremo fare i conti con creature pericolose quali serpenti, ragni e scorpioni. Oltre il tunnel raggiungiamo l’ultima stanza del gioco. Qui dovremo raggiungere l’uscita spostandoci sulle mattonelle giuste: occorrerà una certa dose di fortuna.

Superata anche questa, affrontiamo il temibile e famigerato attraversamento di un fiume popolato da piranha. Livello impossibile per chi aveva una visuale in bianco e nero, comunque difficilissima per i restanti. Nell’ultimo stage attraversiamo un ponte sospeso tra due vette: dovremo saltare in corrispondenza delle tavole mancanti ed evitare di cadere giù.

Se anche qui siamo stati bravi, non avremo tempo di festeggiare ma ci ritroveremo davanti alla schermata iniziale del gioco.

Magia azteca

Nonostante l’essenzialità del gameplay e un livello di difficoltà molto prossimo a generare frustrazione, Aztec Challenge è tra quei giochi che definiremmo carismatici.

La colonna sonora, coinvolgente, enigmatica e per nulla banale gioca un ruolo di primo piano. Altri importanti ingredienti sono sicuramente la varietà dei livelli e la velocità del gioco che lascia letteralmente senza fiato.

Concludendo, il gioco sviluppato da Paul Norman, a parte il titolo ha ben poco da condividere con il suo predecessore. Proprio per questo è destinato a essere ricordato come una pietra miliare per la generazione dei “commodoriani”. Soprattutto il primo, epico livello, è destinato ad avere un posto unico nel loro cuore.