Il trailer gameplay di WRC 7 mi ha emozionato: è il salto di qualità della serie?

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Qualche ora fa ho ricevuto un messaggio sull’app Messenger di Facebook da parte di un gentile lettore di Projectnerd.it. Il messaggio mi invitava a dare uno sguardo al nuovo Trailer gameplay di WRC 7, annunciato nello scorso maggio. Devo dire la verità: la serie WRC, da quando è stata affidata nelle mani di Milenstone, non mi ha mai fatto impazzire. Tuttavia le cose sono cambiate da quando Big Ben Interactive, che non ho mai capito se fosse una società francese o britannica, ha affidato l’intera serie a una software house poco conosciuta: KT Games.

Acronimo di Kylotonn Games, Kt è una società francese fondata nel 2002 e che fino allo sviluppo di WRC 5 ha prodotto videogiochi piuttosto “imbarazzanti”, sebbene di discreta qualità. In realtà il termine “imbarazzante” è un po’ di cattivo gusto: alla fine nemmeno Bungie aveva sviluppato buoni giochi prima della creazione di Halo. In ogni caso, proprio poche ore fa Big Ben Interactive ha pubblicato il primo trailer gameplay di WRC 7. Non vi anticiperò nulla, guardatelo e basta:

 

 

Emozione. Emozione pura. Il video sembra celebrare sè stesso, come se Kt Games fosse estremamente orgogliosa del lavoro svolto e sinceramente lo sarei anche io se fossi riuscito nell’impresa di creare qualcosa del genere. A parte che non capisco se alcune sezioni sono state riprese dalla realtà “vera” o se tutto il trailer è girato in-game (il che fa capire quanto caspita sia stato minuzioso il lavoro a livello di dettaglio grafico), ma davvero: questo trailer è pura poesia.

E’ vero: osservando bene frame per frame l’intero video si può scorgere un livello tecnico in linea con le grandi produzioni del 2017, ma proprio per questo che ritengo già fantastico questo WRC 7. Stiamo parlando di un gioco sviluppato da una società che fino all’altro ieri sviluppava giochi come “My Body Coach: Fitness & Dance” e “Speedball 2” (a quanto pare c’è un primo), e che ora è in gara per lo scettro di miglior “Rally Game del decennio” grazie a un videogioco che sembra esser stato partorito dalla miglior Codemasters di turno.

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Wow

Comunque, oltre al livello tecnico, quello che sorprende ancor di più è l’oggetto del trailer. No: non parlo della C3 (che comunque è un’auto che a me piace un sacco), bensì dello stage che sta percorrendo: Guanajuato Mexico’s El Chocolate, un inferno di terra e ghiaia lungo 18.46 Km e interamente percorribile nel corso della propria carriera in-game.

La scelta di inserire all’interno del gioco il celebre stage fa capire quanto WRC 7 farà sul serio o almeno questa è la mia impressione. Ho potuto giocare ai titoli del passato: non erano male, ma mancavano di pathos, di carattere. Quello che voglio dire è che un appassionato di Rally non osserva tanto i modelli poligonali di veicoli e ambienti, bensì e soprattutto come tali poligoni reagiscono alle sollecitazioni dell’ambiente. Dirt 4, per esempio, non propone un livello tecnico spaccamascella, tuttavia auto e ambiente sembrano una cosa sola, facendo percepire al giocatore quella forte sensazione di “Man vs Nature“.

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Nel video che avete potuto vedere poco prima riscontro le stesse emozioni. Il Rally è un’arte a sè, ove l’uomo sfida sè stesso e le sue paure per combattere rispettosamente contro una natura sovrastante e invincibile. Una lotta impari, destinata a terminare nel peggiore dei modi per l’essere umano il quale, comunque, anno dopo anni si ripresenta con auto sempre più performanti in corsa per l’ardito sogno di uscirne indenni e vincitori dallo scontro contro la natura.

Devo dire la verità: questo trailer di WRC 7 mi ha sorpreso e son sicuro che farà da imprinting per il mio futuro acquisto. Non so se voi avete provato le mie stesse emozioni, ma tutto sembra essere nel posto giusto in quel trailer, polverone posteriore all’auto compreso.

Magari quest’anno una chance glie la dovremo dare tutti quanti: talvolta i francesi sanno sorprendere.

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Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.