Assassin’s Creed Origins anteprima Gamescom 2017

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Ubisoft si è addirittura presa due anni di pausa per poter sviluppare al meglio il suo nuovo capitolo di Assassin’s Creed e si vede. Origins è sicuramente il capitolo più lungimirante della serie, non tanto perché tenta di cambiare le carte in tavola, ma perché ha il dovere di convincere il pubblico a credere ancora una volta in Ubisoft. Il ruolo di Origins nell’operativo parigino è quindi fondamentale e Guillemot & Co. non possono assolutamente permettersi di sbagliare. Insomma: in questo preciso istante i giocatori non considerano Ubisoft come una entità videoludica positiva e il motivo risiede nelle politiche economiche attuate nei recenti anni passati.

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Il futuro di Ubisoft dipende in gran parte da Assassin’s Creed Origins

La più importante società francese ha vissuto dei veri e propri anni di perdizione nel tentativo di fatturare più denaro possibile con produzioni che di positivo avevano  soltanto la disinstallazione. Ok: forse così è esagerato, ma parliamo comunque di grandi serie videoludiche snaturate in nome del profitto. Certo: Ubisoft è un’azienda e come tale ha il dovere di guadagnare su qualsiasi suo processo produttivo. Tuttavia avrebbe dovuto ascoltare i giocatori piuttosto che intraprendere scelte molto discutibili tra le altre cose contro il volere dei suoi stessi consumatori. Parlando di Assassin’s Creed in generale, la serie ha fatto un grande tonfo dopo la pubblicazione di Unity, videogioco alquanto problematico che scatenò la furia dei giocatori contro gli sviluppatori francesi. Una furia comprensibile in realtà, frutto di oltre 10 GB di codice di gioco mancanti al lancio del gioco e responsabili di una miriade di bug che scatenarono la rabbia del pubblico. Un gran peccato, perché in realtà Unity è sicuramente uno degli Ac più riusciti a livello narrativo e intellettuale e osservarlo perire sotto i colpi della critica mi ha fatto un gran dispiacere. Certo: Syndicate non ha affatto migliorato le cose. Nonostante il titolo fosse ambientato in un’epoca relativamente recente, è andato troppo oltre quello che Assassin’s Creed è sempre stato proponendo al giocatore un gameplay che paradossalmente si avvicinava a un Just Cause qualunque piuttosto che ai primi Assassin’s Creed usciti sul mercato. Un gameplay snaturato, troppo lontano dal concept originale e che tra le altre cose funziona poco perché alla fine Syndicate annoia. C’era quindi bisogno di un vigoroso cambio di rotta, di un ritorno alle origini e Ac Origins ha proprio questi intenti: alla fine è scritto anche nel titolo, giusto?

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DEMO GAMESCOM

Nel corso della Gamescom 2017 ho potuto provare Ac Origins sia su Xbox One che su Xbox One X, la nuova potentissima console di Microsoft. Ve lo dico subito: Origins non è un ritorno alle origini come potreste aspettarvi perché è completamente diverso da qualsiasi altro Assassin’s Creed uscito sul mercato. Certamente il gameplay lo si può definire come un grande tentativo di riportare la serie sui suoi binari iniziali, ma i francesi sono famosi per non ritornare quasi mai sui loro passi. La sensazione è stata quella di giocare a una sorta di Assassin’s Creed 2 migliorato sotto ogni aspetto. Non so come mai la serie dedicata a Ezio Auditore mi sia venuta così prepotentemente in mente mentre giocavo la build portata alla Gamescom: sarà il fatto che Ac Origins è un gioco enorme, sarà che Origins propone lo stesso effetto “a sorpresa” per cui ti fa esclamare “No, si può fare anche questo in questo gioco!?” proprio come in Ac 2, o sarà il fatto che le possibilità di gioco sembrano essere infinite proprio come nel secondo capitolo ufficiale della serie. Insomma: Ac Origins è proprio quel tipo di gioco che ti fa sentire all’interno di un mondo vivo e pulsante e pieno di possibilità.

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L’Egitto di Origins è vivo e pulsante

Questo è reso possibile da un ventaglio decisamente ampio di situazioni diverse tutte da sbrigare nei modi più disparati. Nella demo provata alla Gamescom, tra le altre cose testata su un prototipo di Xbox del tutto uguale a quello già intravisto in rete qualche settimana fa, ho potuto esplorare una sezione di decisamente grande che comunque componeva una piccola porzione di una delle tante grandi regioni presenti nel gioco. La mappa è infatti gigantesca, ma quello che sorprende di più è sicuramente la cura del dettaglio della medesima. Più che un gioco Ubisoft, sembra essere una produzione di CD Projekt Red. Qualsiasi angolo della mappa di gioco è infatti curato sin nei minimi dettagli, il che fa pensare al fatto che Ubisoft abbia spremuto tutte le sue risorse nel tentativo di creare un mondo di gioco il più dettagliato possibile che offrisse al giocatore la miglior esperienza di Assassin’s Creed di sempre. Per un gioco Open World la caratterizzazione dell’ambientazione è fondamentale perché solitamente, negli open world ben fatti, il vero protagonista delle vicende non sono i personaggi controllati dal giocatore, bensì il mondo stesso di gioco. Si pensi appunto a Horizon: Zero Dawn o a The Witcher 3, ecco: Ac Origins compete in modo degno con questi due grandissimi giochi, con una mappa decisamente più grande.

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La mappa di gioco è gargantuesca!

Parlando invece del gameplay più puro, c’è una cosa che si deve assolutamente dire. A livello concettuale, Ac Origins si propone come ancor più semplice di qualsiasi altro Assassin’s Creed moderno. Combattere, correre e scalare è ora qualcosa di molto più semplice rispetto al passato poiché praticamente tutto automatizzato. Ma se scalare le basse case dell’antico egitto può essere facile quanto bere un bicchier d’acqua, per combattere i nemici vi è bisogno di una pianificazione strategica che fa rima con la sigla “RPG”. Ac Origins, un po’ come si era già intravisto nel corso dell’E3 2017, si basa su “semplici” fondamenta ruolistiche che vanno a cambiare le carte in tavola del gioco. Basti pensare che ogni nemico possiede un livello predeterminato che ne influenza forza e abilità e che ogni arma possiede determinati punti danno che, tra le altre cose, possono essere migliorati nel corso dell’avventura. Non solo: il personaggio principale può essere equipaggiato con pezzi di armatura modulari, o meglio: qualsiasi parte del corpo può essere coperta da diversi componenti d’armatura, ognuno di loro con punti ferita e “resistenza” unici. Spetta al giocatore trovare il giusto mix di componenti per creare il soldato perfetto, facendo tuttavia attenzione ai pro e ai contro che ogni pezzo dona al personaggio: non è saggio indossare armature pesanti per scalare le grandi piramidi di Giza.

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Per quanto rigurda il periodo storico, sono tanti gli indizi che suggeriscono che Ac Origins sia ambientato nel periodo post-tolemaico. Questo lo si intuisce dalla presenza di soldati dell’ Impero Romano tra le strade delle grandi città rappresentate nel gioco e soprattutto dalla presenza massiccia delle grandi opere storiche dell’Antico Egitto. Questo apre un ventaglio di possibilità narrative, poiché il gioco dovrebbe essere ambientato proprio a limitar del declino del grande impero egiziano, con tutto ciò che ne consegue. Narrativamente parlando il gioco sembra promettere faville, sia grazie a personaggi memorabili (nella demo mi è bastato davvero poco per affezionarmici a qualcuno), sia grazie a cutscene dallo spiccato senso artistico, le quali faranno la gioia di tutti coloro che si aspettano un gioco ispirato a 360 gradi. Sinceramente parlando, da questo punto di vista non ci sarà da preoccuarsi.

Per concludere volevo parlare del livello tecnico del gioco. Assassin’s Creed Origins propone un dettaglio grafico da capogiro ed è stato incredibile constatare che tutto quel ben di dio girava su di una Xbox One. Modelli poligonali, orizzonte visivo, dettagli microscopici: tutto era renderizzato a dovere e soprattutto senza caricamenti. Ottimo, anzi, stratosferico il sistema di illuminazione, mentre le animazioni sono realistiche e credibili. Se però si confrontano le versioni Xbox One e Xbox One X/Pc, si capisce quanto le due versioni siano graficamente diverse. Sulla nuova console di Microsoft Ac Origins fa davvero faville, proponendo un livello tecnico inarrivabile (che tra le altre cose anche gli utenti Pc potranno godere). A tal proposito si osservano delle grandi differenze di dettaglio e fluidità che seppur ottimi su Xbox One, non possono competere con le versioni delle piattaforme “potenziate”. Se volete approfondire la questione vi rimando alla prova fatta dal nostro @Zenon (in arrivo nelle prossime ore), il quale vi spiegherà per filo e per segno la sua esperienza con Ac Origins su Xbox One X.

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Graficamente Origins è eccelso

Che dire invece per concludere? Assassin’s Creed Origins non è un ritorno alle origini in senso letterale, ma un ritorno alle origini con un significato più “filosofico”. La sensazione di scoperta e di meraviglia è la stessa che si avvertiva nei primi due capitoli della fortunatissima serie, il che non può che essere positivo. Attualmente ci sono gli ingredienti per un capolavoro annunciato nonché per uno degli Open World più grandi e dettagliati mai creati. Attenderò con ansia l’uscita del gioco fissata per il prossimo 27 ottobre, sicuro di trovarmi davanti a uno dei videogiochi più sorprendenti del 2017.

 

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.