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Ratchet e Clank PS4 – Siamo giunti al capolinea

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Ratchet e Clank sotto la lente d’ingrandimento.

Quante volte vi siete ritrovati con una bellissima saga rovinata da un capitolo pecora nera? Un cambio di protagonista, un cambio di storia, qualcosa a cui insomma, si è affezionati, ma… viene cambiato. Lo hanno chiamato “reimmaginazione”, ma io lo vedo solo un modo elegante per chiamarlo “reboot”.

Provo un amore smisurato per il duo Ratchet e Clank. Ancora oggi gioco un po’ qualcosina su PS2 o PS3, per quanti capitoli sono stati rilasciati, ognuno bellissimo a modo proprio e unico. Certo, gli ultimi sono stati “vittime” di esperimenti con cui Insomniac si divertiva a cambiare un gameplay già ottimo e rodato. Qualcuno all’interno dello studio avrà detto “abbiamo bisogno di nuove idee, stiamo sfornando lo stesso gameplay da dieci anni. Che ne dite di una coop a quattro giocatori forzata nello stesso schermo con tanto di visuale fissa ed incontrollabile?”

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Nacque Tutti per Uno (All4One in america).

L’anno dopo, qualcuno deve aver portato dell’erbapipa all’interno dell’azienda, visto come poi se ne sono usciti con “Fa***lo il detto della squadra che vince non si cambia, stravolgiamo ancora di più il gameplay che da dieci anni a sta parte ha caratterizzato il gioco, l’anno scorso abbiamo messo quattro giocatori sullo stesso schermo, stavolta tiriamo fuori un tower defense!”.

E così fu, uscì Ratchet & Clank QForce (o Full Frontal Assault in america). Personalmente l’ho apprezzato, ogni tanto un cambiamento ci vuole, anche se ogni fan di Ratchet sa bene in fondo che ci voleva qualcosa di più dopo la mezza delusione di Tutti per Uno (o All4One in america). Non che All4One sia stato brutto, ma quella telecamera fissa ha dato molte noie, ed inoltre stava cominciando ad iniziare a mancare un capitolo simile ad A Spasso nel Tempo, storia epica, passato di Ratchet appena accennato, ma soprattutto, ottima longevità. Alcuni fan già cominciavano a lamentare della mancanza del gameplay che tanto caratterizzava alla grande la serie, visuale ravvicinata alle spalle, telecamera liberamente controllabile…

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La storia poteva andare avanti…

E poi arriva Nexus. Ratchet & Clank Nexus è la conseguenza del raddoppio di nascite di fanfiction e di viaggi mentali dei fan visto come Insomniac ha scritto un finale del tutto aperto. Finalmente Nexus aveva riproposto il classico gameplay della serie, una storia interessante, ma così dannatamente corta. Ed il fatto che avesse un finale così aperto non aveva aiutato per nulla. Non farò spoiler, ma se chi sta leggendo queste righe conosce la saga e l’ha seguita, saprà bene del collegamento che poteva esserci per approfondire sempre di più il passato di Ratchet. Il gioco poteva continuare. Magari con un pretesto qualunque, le storie sono in grado di appassionare e stupire proprio perché possono essere inventate con ogni tipo di (stra)svolgimento.

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Ma Insomniac pare non aver voluto osare… ed il perché, non si sa. Magari erano semplicemente stufi di voler continuare la storia dell’unico Lombax della sua specie dopo oltre nove capitoli rilasciati – solo che in questo caso si andava a narrare qualcosa di serio ed unico, al posto del solito “ehi, è spuntato fuori un nuovo cattivo che vuole conquistare/distruggere la galassia, fermiamolo!”.

Signori miei, quel che è venuto dopo… è forse la cosa più triste che ad una saga possa accadere. Un reboot. Un reboot dopo tutte le avventure passate, da 15 anni. Loro lo hanno chiamato “reimmaginazione”, ma poche chiacchiere, tecnicamente è un vero e proprio reboot. La storia è praticamente la stessa del primo capitolo che uscì sulla PS2, con la differenza che han voluto metterci due cattivoni in un gioco solo, oltre che a mischiare tutte le specie che sono comparse di pari passo coi capitoli. Fidatevi che, detta così sembra pure bella come idea, ma la storia ha del ridicolo. I pianeti non ci sono nemmeno tutti. Ma tutto questo perché?

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Il film.

Vedere il film di un gioco che ha fatto parte della tua infanzia sul grande schermo, è un’emozione difficile da descrivere. E’ senz’altro una bellissima emozione. Potevano anche mantenere i doppiatori del gioco eh, ma forse ho chiesto troppo come rispetto per chi ha doppiato gli stessi personaggi da anni. Sentire degli Youtuber nel cast non è stato altrettanto piacevole. Ma passiamoci sopra, non sono un esperto del cinema, né era qui che volevo arrivare. Il gioco su PS4 doveva per forza seguire il film, altrimenti non lo vendi, non fai qualcosa di omogeneo. Non era questo però quello che io volevo. Posso capire questa operazione commerciale, ma non che film e gioco debbano essere uguali. A logica, quando scrivi un film, lo devi per forza di cose adattare, specie se si tratta di qualcosa preso da un videogioco. Chi lo andrà a vedere, a chi è rivolto?

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Ad un anno di distanza, devo ancora riuscire a capire se devo ridere o piangere.

Le risposte le si trovano appunto, nel film, anche se non ho idea cosa avessero avuto in mente i distributori italiani quando si sono messi a pubblicizzarli durante i campionati di calcio, rendendo Ratchet e Clank tifosi e appassionati di calcio. Cioè, davvero?

Va be’, pure qua, passiamo oltre, anche se è abbastanza discutibile.

Dicevo, essendo che il film a logica deve adattarsi al pubblico del grande schermo, deve avere una storia che stia in piedi da sé. Solo che l’idea quale è stata, fare la storia uguale per film e videogioco, che con quella originale ci azzecca poco e nulla. Il gioco è una palese operazione commerciale per vendere il film, visto come le cuscene sono prese di peso dal film. Graficamente il gioco è lodevole di come sia simile alle scene del film, ma la transizione si capisce bene. Ad ogni modo, è già un male che la storia sia diversa, quindi ormai non resta che lamentarci del reboot. Gli sviluppi tra i personaggi sono senza senso, Ratchet e Clank sembrano conoscersi da secoli nonostante si parlino da poco più di una settimana – magari è una impressione mia? La storia che Ratchet ammira i Ranger Galattici non sta in piedi, lui e Qwark diventano amici per la pelle quando nell’originale voleva ammazzarlo già a fine del primo capitolo per come gli stava tanto simpatico.

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In A Spasso nel Tempo la navicella nello spazio non fungeva più da schermata di caricamento, bensì era un “selettore di livelli” da cui iniziare le missioni, liberamente esplorabile.

L’unica furbata è stata che tutto questo nel reboot su PS4 viene raccontato dal punto di vista di Qwark, per cui salvo sorprese, la storia originale è rimasta intatta, anche se c’è da chiedersi se e quando continueranno da dove hanno lasciato con Nexus. Una cosa è sicura, non voglio un seguito del reboot. Né tanto meno voglio un altro gioco di Ratchet e Clank dalla longevità ridicola come quella di Nexus.

Riprenditi, Insomniac – nonostante tutto questo rimani la mia casa di videogame preferita su console!

Manuele Musso

Manuele Musso

Scrittore improvvisato tra romanzi, sceneggiature e testi brevi. Ama i videogiochi, sarebbe capace di scrivere qualsiasi cosa su questi. Tende a guardare di più all'interfaccia di un videogioco piuttosto che al gameplay in sé, senza contare che pensa solo a quanto è smussato un poligono.