IT – Recensione di un Vero Orrore su pellicola!

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IT recensione del film horror più atteso dell’anno!

IT è un film di Andrés Muschietti, uscito in America l’8 Settembre mentre la sua proiezione in Italia è attesa per il 19 Ottobre.

Premessa: Mi sono preso una vacanza nella moderna Babele (New York), con un paio di fidati compagni di scazzottate per celebrare la fine dei nostri rispettivi percorsi di laurea. E quando ho visto uno spot di IT su un televisore gigante a Times Square, non ho resistito e mi sono fiondato nel primo cinema al primo orario disponibile e adesso eccomi qua a scrivere la recensione di uno dei capolavori assoluti di Stephen King.

Parlando di IT non posso che rimandarvi alla nostra classifica sui migliori libri horror mai scritti QUI.

STORIA

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Nel 1989 una serie di omicidi e sparizioni di giovani ragazzi sconvolge la piccola realtà di Derry, nel Maine. Nonostante le indagini della polizia, una banda di giovani amici “I Perdenti” decidono di fare luce su questo mistero, ma ben presto si ritroveranno nel peggiore dei loro incubi e dovranno affrontare i propri demoni personali impersonati da uno strano essere: IT.

Stephen King ha scritto una pletora di libri, uno più bello e intrigante dell’altro ma IT, uscito nel lontano 1986 è il suo capolavoro.

Dopo una mini-serie di culto uscita a ridosso degli anni ’90, la sceneggiatura di IT è rimasta nell’oblio di Hollywood per molto tempo sino ad ora.

Perché?

Oltre ad essere un balenottero di 1000 e più pagine il libro di King è un racconto corale di un gruppo di individui che affrontano le loro più ataviche e oscure paure. Da quando erano ragazzini, nel romanzo tra il 1957-1958 all’età adulta nel 1984-1985. Il film invece ha spostato tutto 30 anni dopo così i nostri protagonisti vivono la loro fanciullezza negli anni ’80 e affronteranno IT negli anni 2010/20 nel seguito.

Già la genialata di Muschietti è stata dividere il film in 2 parti così da poter descrivere  adeguatamente questa magnifica epica dell’orrore.

Stephen King però non è mai stato un autore superficiale e quindi l’orrore è uno strumento per sondare l’animo umano, e proprio con questo IT si ritrovano i temi cari allo scrittore americano: la memoria, i traumi infantili, le amicizie della giovinezza pure e contraddittorie, la violenza che si nasconde sotto il tappeto delle case linde e pulite della provincia americana e il passaggio dalla giovinezza all’età adulta e il significato di “affronta le tue paure”.

Come vedete la carne al fuoco è tanta, troppa per un solo film, ma Muschietti è riuscito nell’impresa e ha confezionato un piccolo capolavoro che grazie anche alla sceneggiatura di Chase Palmer, Cary Fukunaga, Gary Dauberman rispecchia e affronta tutti questi temi con eleganza e coerenza.

Ovviamente la trama del film, dura poco più di 2 ore, e si sono pur dovuti prendere qualche libertà narrativa tagliando là dove era necessario per focalizzarsi sui veri protagonisti della storia: i “Perdenti”.

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I loro dialoghi sono semplicemente perfetti, costruiti ad arte per creare un’empatia assoluta con lo spettatore, costante tanto nelle scene più comiche quanto in quelle più spaventose.

Tra questi teppisti però spiccano il personaggio di Ben e di Beverly, quest’ultima poi davvero incisiva, nonostante sia la sua prima volta nel mondo della recitazione.

Il film è quindi, volgarmente, una versione più oscura e malata di Stand By Me o una versione per adulti del recente Stranger Things (dove ritroviamo uno dei protagonisti nella parte di Ritchie), o anche i Goonies contro Freddy Kruger (questo sarebbe EPICO!).

IT, il muta-forma che incarna le paure dei ragazzi ed ha l’aspetto da clown dell’orrore, quindi non è il vero protagonista della storia, ma grazie all’interpretazione fisica ed emotiva di Bill Skarsgard conquista la scena senza problemi e terrorizza tanto i più piccoli quanto i più adulti (fottuti clown!).

Ma per la maggior parte del film rimane ai margini della scena e come un McGuffin, per buona parte della vicenda serve solo a smuovere i ragazzi e convincerli a combattere il male uniti, sino alla morte, costi quel che costi.

Questo è IT, un McGuffin vestito da clown (fottutissimi clown!).

Speriamo che la seconda parte chiuda degnamente quello che ad oggi è un signor film che si difende benissimo e si lascia guardare con piacere, anche per chi non ha mai letto il romanzo (come i mei compagni di avventure che ho trascinato controvoglia al cinema uscendone soddisfatti nonostante abbiano perso la dignità con urletti tutt’altro che virili, da schiaffare in faccia al momento più opportuno).

TECNICA

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Se quindi a livello di soggetto (trama) e sceneggiatura (dialoghi e costruzione delle scene), ci siamo il terrore VERO doveva necessariamente passare per le immagini.

Nonostante l’horror sia un genere che dalla sua nascita ad oggi è rimasto costante per quantità  (western, polizieschi, noir, fantasy e fantascienza sono generi che vanno e vengono, ma di horror ce ne stanno a pacchi ogni anno), negli ultimi decenni è decisamente calato per qualità, a causa di stupide scelte di produzione e mancanza di autori, nonché manodpera.

Negli ultimi 10 anni i film horror si sono auto-censurati eliminando la violenza e presentando un montaggio becero dove si puntava più sullo “spavento musicale” (silenzio-il protagonista cammina-poi rumore assordante con apparizione del mostro-la tizia urla mentre il pubblico salta sulla sedia più per reazione che altro), che vera tensione come ci hanno insegnato Carpenter, Landis, Romero, Hitchcock, Bava, Argento, Fulci, Lang.

Insomma Cinema. Con la C maiuscola.

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Vietare il film ai minori di 18 è stato un vero toccasana e ha permesso a Muschietti di osare mostrandoci cosa significa davvero avere paura quando si è ragazzini. Grazie anche ad una fotografia spettacolare e ad un gioco di luci e ombre ( e dei colori, tra palloncini rossi e cerate gialle) Muschietti dimostra la sua competenza e amore per il Cinema come composizione di QUADRI in movimento.

Parlando di effetti speciali (altra piaga che uccide l’horror) anche qui Muschietti li utilizza solo di supporto, non esagera mai, non te li sbatte davanti come quasi tutti i “Grandi FiLm di HOllyWOOddd!111!!” ma li sfrutta solo per creare atmosfera.

E bravo Muschietti!

Riccardo Maggi

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