Milan Gamesweek 2017: 148’000 volte Italia

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Milan Gamesweek 2017 messa a nudo

C’erano tante aspettative per questa nuova edizione della MGW. Alla fine stiamo parlando di una edizione che prometteva un salto di qualità, salto promesso dallo spostamento di sede dalla storica FieraMilanoCity (chiamato anche “Il Portello” dai milanesi più forbiti), al nuovo e gigantesco impianto di RHO-FieraMilano. E’ stato quindi logico pensare che l’edizione 2017 potesse essere effettivamente l’edizione più grande e lungimirante della più importante fiera italiana dedicata al Gaming e sapete una cosa? Lo è stata. La ricetta segreta di quest’anno? Nulla di trascendentale e nemmeno di troppo innovativo. E’ stata la “semplice” professionalità a decretarne il successo. Una professionalità che alla fine è lo specchio dell’opinione che le grandi aziende hanno del mercato italiano e che, a quanto pare, è piuttosto positiva. Parliamo quindi di stand giganteschi, di grande aziende che sono state pronte ad accogliere centinaia di migliaia di visitatori appassionati nella fremente attesa di provare in anteprima il loro futuro videogioco preferito, di coreografie al limite del mozzafiato e di tantissime e interessantissime conferenze. A tal proposito è difficile non parlare di manifestazione internazionale parlando di Milan Gamesweek, anche se vi sono alcune cose che dovrebbero essere aggiustate. In tal caso però, l’ente organizzatore dell’evento non c’entra nulla. I problemi questa volta sono infatti altri e ve li elencherò giusto a breve.

 

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UN MERITO BEN MERITATO

Quando negli articoli dedicati alla MGW 2016 abbiamo parlato del disperato bisogno di aumentare le dimensioni dell’impianto espositivo suggerendo RHO-Fieramilano come valida alternativa alla sede storica di Fieramilanocity, mai ci saremmo aspettati che da un anno all’altro Fandango Club e AESVI prendessero questa importante decisione. A quanto pare è stata una scelta  azzeccata, ma non tutto è merito dello spazio espositivo più grande. Forti delle esperienze con le passate Gamesweek, gli organizzatori hanno pensato a una gestione spaziale totalmente ottimizzata utile a migliorare l’esperienza dei gamers presenti in fiera nell’ottica di non creare i tipici ingorghi di persone tanto spiacevoli tanto sconvenienti per il godimento della fiera. I grandi padiglioni di RHO sono stati utilizzati nel miglior modo possibile, con stand dalla grandezza ben ponderata e una disposizione intelligente e migliorata. Il nuovo setup ha quindi permesso a tutti i visitatori di godere di un’esperienza decisamente migliore rispetto agli scorsi anni, anche grazie al fatto che i due padiglioni occupati da Milan Gamesweek 2017 erano percorribili senza il bisogno di cambiare piano utilizzando le scomode scale mobili invece presenti nella vecchia sede. Questo dettaglio ha permesso un afflusso di persone migliore e più agevole, cosa che ha reso la vita più facile a tutti i visitatori e a tutti gli standisti presenti in fiera.

Dal punto di vista dell’organizzazione spaziale Milan Gamesweek 2017 è promossa a pieni voti e spero che negli anni a venire possa continuare questo percorso di miglioramento. Certo: nel giorno di domenica l’afflusso di persone è stato tale che lo spazio disponibile ai visitatori si è ridotto considerevolmente, ma non ci sono stati casi di estremo sovraffollamento come accaduto, per esempio, nell’edizione 2016. Nella MGW 2017, insomma, si ha avuto la possibilità di percorrere la fiera in tutta sicurezza e senza il pericolo di rimanere schiacciati dalla folla, anche grazie alla presenza di “piazzette” vuote localizzate in punti strategici.

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I visitatori sono stati tantissimi in questa edizione, ma lo spazio ottimizzato ha permesso al pubblico di percorrere i due padiglioni senza il pericolo di venire schiacciati dalla folla

TONNELLATE DI CONTENUTI (A META’)

Arriviamo ora al tallone d’achille di questa manifestazione: i contenuti. Faccio una piccola premessa. Per chi non fa parte del mondo delle fiere, gli è difficile capire che non sono gli organizzatori dell’evento a decidere cosa debba esserci all’interno dei diversi stand, ma che sono invece le aziende che acquistano il loro spazio espositivo a farlo. Pertanto, affermare che “l’organizzazione ha deluso le aspettative perché c’erano pochi giochi da provare” non è effettivamente qualcosa di corretto da dire. Piuttosto, è più giusto affermare che sono state le Major del mercato italiano a deludere completamente le aspettative credendo, a metà, nell’evento milanese. Mi spiego meglio. Le grandi aziende di questo splendido settore hanno portato in Milan Gamesweek stand giganteschi e dalle coreografie pazzesche. Microsoft, per esempio, ha simulato una sorta di piazza di paese con tanto di automobili di gran lusso parcheggiate (tra cui la nuova Mustang); Nintendo invece ha preferito qualcosa di più classico creando uno spazio espositivo più vicino al suo stile visivo con lo storico binomio cromatico bianco e rosso, mentre Sony si è presentata con uno stand lungo tanto quanto l’intero padiglione sfoggiando una vena scenografica mozzafiato e assolutamente in pari a quanto mostrato, per imponenza e persuasione, a stand portati a fiere più rilevanti quali E3 e Gamescom. Ma allora cosa non è andato a buon fine?

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Stand bellissimi, ma con pochi giochi: paradossale

Ebbene: nonostante gli stand enormi e bellissimi, nonostante le mirabolanti coreografie e le promettenti immagini di nuovi giochi proiettate per tutta la fiera, a conti fatti le postazioni di gioco proposte sono state insufficienti, creando frustrazione soprattutto per coloro che si aspettavano non solo un numero maggiore di postazioni, ma anche anteprime di rilievo. Sembra infatti che le grandi Major (e le grandi Terze Parti) ci abbiano creduto a metà, creando stand giganteschi senza però riempirli di ottimi giochi e ottime anteprime. Fatta eccezione per Detroit: Become Human (2 ore di coda), Super Mario Odyssey (3 ore di Coda) e Cuphead (mezz’ora di coda), non ci sono state altre anteprime di rilievo. Portare, per esempio, numerose postazioni di Forza Motorsport 7 o riempire lo stand di titoli Vr dalla dubbia qualità non è stata secondo me una scelta saggia. A tal proposito, secondo me, la vincitrice di questo scontro è stata assolutamente Nintendo che con la presentazione di Super Mario Odyssey e il supporto di Ubisoft Milan per conto di Mario & Rabbits ha rapito e soddisfatto i videogiocatori di tutte le età (nonostante le poche postazioni).
Tuttavia si: le Major hanno deluso moltissimo quest’anno e nonostante nel 2016 avevano sbancato grazie ad anteprime di qualità, mi è davvero pianto il cuore quando ho scoperto che le grandi del settore hanno puntato il tutto e per tutto con spettacoli dedicati a Youtubers piuttosto che a contenuti maturi e di qualità.

Un vero peccato che, voglio sottolineare, non è di responsabilità degli organizzatori bensì delle aziende che hanno preso parte alla manifestazione.

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Nintendo è riuscita a rapire migliaia di videogiocatori: peccato per le poche postazioni (e i tanti giochi già usciti)

GAMING A 360 GRADI

Ritornando a parlare della fiera in generale, sono rimasto sorpreso da come questa Milan Gamesweek 2017 abbia offerto una visione di gaming a 360 gradi. Innanzitutto è doveroso sottolineare che gli ospiti invitati in fiera sono stati gestiti nel migliore dei modi. Oltre al bagno di folla di Tim Schafer, che con la pazienza e l’amore per il proprio lavoro che solo i grandi possiedono ha raccontato i propri segreti  professionali, il pubblico ha potuto assistere a numerose conferenze dei più disparati temi potendo accrescere il proprio bagaglio culturale videoludico (di spicco la conferenza di Ovosonico e di Digital Bros Academy). Ottima invece l’arena: il primo tentativo di portare a un livello più alto l’e-Sport italiano è secondo me andato a buon fine e sebbene l’arena non fosse di un’imponenza tale da rimanerne annichiliti, ha comunque svolto bene il suo lavoro grazie anche a una postazione centrale di sicuro rilievo e in assoluto allo stesso livello delle arene internazionali. Poter assistere a grandiosi match tra squadre di giocatori professionisti è stata sicuramente un’emozione fortissima grazie anche a un pubblico caldo che addirittura si è sbizzarrito in canti e cori da stadio. Un’atmosfera energica così forte da esaltare anche un Guido Meda tutto elettrizzato, ospite di Gamesweek per presentare alcuni tra i più importanti match della tre giorni milanese regalando una esperienza e-Sport di spessore che sicuramente rimarrà impressa nei cuori di migliaia di videogiocatori. Ecco: gli organizzatori dovrebbero puntare molto di più sull’e-Sport perché detto francamente, l’Arena, è stata uno degli aspetti migliori di tutta la fiera.

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Tim Schafer è stato il “super ospite” di questa edizione

Bella invece la presenza di ospiti provenienti dalla cultura pop italiana: Ensi, Jake la Furia, Fred De Palma, Chef Rubio e altri hanno allietato il pubblico con spettacoli a tema mentre Youtubers e blogger di rilievo hanno accolto i propri fan senza troppo infastidire il pubblico grazie a un padiglione, il 12 per l’esattezza, praticamente dedicato a loro  (fatta eccezione per gli spettacoli organizzati dalle Major nei loro stand). E’ pur vero che il Padiglione 12, praticamente allestito per accogliere contenuti legati in modo laterale al gaming, ha brillato molto meno rispetto al padiglione 8 (invece utilizzato per l’esposizione videoludica), e nonostante molti se ne siano lamentati, è pur vero che tale grande spazio “semivuoto” ha permesso a centinaia di migliaia di giovanissimi di incontrare i loro Idoli del Web, con mia speranza che un giorno questi giovincelli possano giocare loro in prima persona i videogiochi piuttosto che guardare qualcuno che li gioca per loro.

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L’Arena ha permesso a tutti gli appassionati di godere di un’esperienza e-Sport potenziata e di spessore

148’000 VOLTE ITALIA

Questo paragrafo l’ho voluto intitolare esattamente come l’articolo per un semplice motivo. In questa edizione 2017 della fiera a tema videoludico più importante d’Italia ha visto brillare il nostro paese come mai accaduto prima d’ora. Sono state oltre cinquanta le produzioni indie italiane portate in fiera, una più interessante e bella dell’altra. A tal proposito è giusto sottolineare l’impegno di AESVI in tal senso poiché è merito dell’Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani se quest’anno MGW ha potuto accogliere così tanti progetti italici. Il fatto è che quest’anno i giochi “indie” italiani tanto “indie” non lo sembravano. E’ inutile dirlo: “Italians do it Better” dicono oltreoceano e hanno dannatamente ragione. Gli oltre 50 studios italiani hanno mostrato letteralmente i muscoli con progetti pazzeschi e assolutamente originali ribadendo come un paese paradossalmente votato al passato (e quindi all’arte), come il nostro possa effettivamente sfruttare questa sua particolare eredità per creare opere videoludiche incredibili. E se in passato fu l’arte cinematografica a rappresentare la cultura italiana nel modo più strepitoso possibile, ora questo scettro è passato in mano agli sviluppatori italiani. Sembra che gli sviluppatori Indie stiano capendo come creare un “videogioco all’Italiana”, prodotti videoludici di grande qualità con un forte spirito culturale italiano. I giochi italiani, un po’ come le nostre automobili, possiedono un’anima perché forse creati con una passione che oltralpe non esiste più. Una passione forte che, unita da un bagaglio di esperienza sempre più grande e nozioni business tanto utili quanto importanti in questo “mondo capitalista”, sta portando a grandi risultati internazionali. In tal senso il plauso ad AESVI e ai nostri sviluppatori è davvero dovuto e sappiate che qui nelle pagine di Projectnerd stanno arrivando tantissime interviste a loro dedicate.

Come però sottolineato da alcuni visitatori e addetti stampa, sarebbe più bello se nei prossimi anni fosse MGW a disporre delle postazioni Pc per accogliere i nuovi sviluppatori italiani. Sappiamo che tale obiettivo è difficile da perseguire (ogni sviluppatore solitamente si ritiene più sicuro utilizzando l’hardware con cui ha sviluppato il proprio gioco per evitare spiacevoli inconvenienti di incompatibilità hardware/software), ma potrebbe efficacemente diminuire le differenze di budget delle varie produzioni/software house. Per come la vedo io, sarebbe molto più bello se tutti gli “Indieloper” avessero pari possibilità di mettersi in mostra.

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la “Zona Indie” è stata letteralmente presa d’assalto da decine di migliaia di visitatori: una grande vittoria per AESVI e l’Italia intera

IN THE CONCLUSION

Milan Gamesweek 2017 è stata in assoluto una delle più grandi e strane Gamesweek di sempre. La fiera si è ingrandita, l’organizzazione è maturata e finalmente si è potuto godere di una incredibile panoramica e-Sport dedicata al gaming nazionale. Stupefacenti gli oltre cinquanta studios indie supportati da AESVI, delusione totale invece per le grandi Major. A costoro dico questo: Fandango Club ed AESVI stanno progettando una manifestazione ancor più grande e importante per il 2018 ed è quindi arrivato il momento di crederci davvero in questa Italia videoludica. Alla fine i dati parlano chiaro: gli italiani sono videogiocatori e il mercato è più sano che mai. Servirebbe certo un po’ più di patriottismo da parte di noi consumatori nel supportare e acquistare prodotti autoctoni, ma certo non mi dispiacerebbe se Sony, Microsoft, Nintendo e tutte le terze parti più importanti tornassero a fare sul serio nella fiera videoludica più importante d’Italia (magari lasciando a casa qualche influencer di troppo).

Noi di Projectnerd.it abbiamo inoltre vissuto un’esperienza incredibile nelle vesti di standisti all’interno della manifestazione. A breve un nostro articolo sulla nostra personalissima.
Per quanto riguarda MGW, non vediamo l’ora di capire come verrà organizzata l’edizione 2018: secondo alcuni sarà organizzata addirittura su ben tre padiglioni (magari due pieni di anteprime videoludiche e uno pieno di palchi per influencer e ospiti d’eccezione). E chissà che magari Phil Spencer, Shuehi Yoshida e Miyamoto non ci facciano una bella conferenza: sarebbe un sogno!

 

Marco Masotina

Marco Masotina

Tosto come un Krogan, gli piace essere graffiante e provocante per scoprire cosa il lettore pensa dei suoi strani pensieri da filosofo videoludico. Adora i lupi, gli eventi atmosferici estremi, il romanticismo e Napoleone.