Il padre di Kevin Spacey era un “Nazista” parola di Randall Fowler, fratello maggiore di Spacey.

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Secondo la versione di Randall, il padre ha violentato per anni i figli; la madre dell’attore ne era consapevole.
Kevin, che sarebbe diventato un futuro premio Oscar, decise di cercare rifugio in una realtà fittizia, diversa da quella orribile in cui viveva costantemente, e decise così di intraprendere la carriera di attore.

In casa nostra c’erano le tenebre, era un assoluto orrore, che Kevin cercava di rimuovere“, racconta Fowler al tabloid londinese. Il fratello dell’attore racconta di non avere avuto figli per non trasmettere a loro il “gene da predatore sessuale” del proprio genitore. Fowler sostiene che suo fratello minore reagì diventando freddo e incapace di provare sentimenti: “Per lui il cinema è stato una fuga dalla realtà“.

Thomas Geoffrey Fowler si iscrisse all’American Nazi Party, il partito nazista americano, quando i figli erano ancora adolescenti. Da quel momento in poi iniziò a tagliarsi i baffi come Hitler. “mi frustava e mi violentava ripetutamente” ricorda il figlio maggiore, che si è detto profondamente traumatizzato da questa esperienza.

Randall afferma che la madre era a conoscenza delle violenze sessuali da lui subite ma non fece nulla per intervenire. Anni dopo, quando decise di affrontare l’argomento con lei, la madre reagì con “un silenzio di pietra”. Al contrario, Kevin ha sempre ricordato con grande affetto la madre; la sorella di Kevin, Julie, la maggiore dei tre figli, subì le violenze del padre e fuggì di casa a 18 anni.

Fowler descrive le accuse contro Kevin come “inquietanti”.

Nel post in cui Spacey si è scusato e ha parlato della propria omosessualità ha anche affermato di dover fare i conti anche con “altre cose” della sua vita: forse alludendo al difficile rapporto con il padre, che, secondo il fratello di Spacey, in famiglia veniva chiamato “The Creature” (il mostro).

La famiglia cambiò casa molte volte, passando da uno stato all’altro; ai figli non era permesso portare amici a casa affinché non vedessero le foto pornografiche di donne e uomini nudi che il padre attaccava alle pareti.

il padre morì a 68 anni. Quando la madre morì, Kevin la fece cremare sotto falso nome, per nascondere un passato che ha continuato a turbarlo: “per auto proteggersi, mio fratello ha sempre vissuto in una bolla”.

Giulia Cascella

Giulia Cascella

Giurista cinefila, classe 1990. La grande passione per il cinema mi ha accompagnata nei temibili anni adolescenziali, dove brufoli e amori platonici si sono mescolati ai protagonisti del grande schermo. Ho curato la regia di alcuni video pubblicitari e scattato diversi servizi fotografici.