Star Trek Discovery

Star Trek Discovery – La recensione dei primi due episodi da un non-fan della serie [NO-SPOILER]

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Il mondo fandom fantascientifico ha sempre ospitato una faida tra i trekkies (fan di Star Trek) e i fan di Star Wars. L’autore di questo articolo si è da sempre schierato con il mondo di Lucas, sia perché gli sono mancate le occasioni di approfondire le infinite serie e trasposizioni cinematografiche di Star Trek, sia perché ha sempre reputato che la passione per una saga fantascientifica fosse già troppa roba da gestire.

Alla ricerca di una nuova serie ad uscita settimanale su Netflix, la mia attenzione si è rivolta quindi alla neonata Star Trek Discovery, e dopo aver messo a tacere i pregiudizi, ho iniziato a guardare i primi due episodi.

I PRIMI DUE EPISODI

Avendo fatto tabula rasa, clicco su play e parte la sigla iniziale. Graficamente ben curata, accattivante, con una palette colori inaspettata quanto riuscita.

Non mi aspettavo questo giallino, mi sarei aspettato un blu più vicino alle profondità spaziali. Sono pronto a continuare e la serie inizia sul serio.

Primo impatto: una qualità della CGI parecchio vicina ai blockbuster. Per questa serie il budget è di quelli alti. Le soluzioni offerte sono belle a vedersi, il prodotto è ben vestito.

Come saranno i personaggi? Non so davvero se aspettarmi un nuovo Spock o un nuovo Kirk. Invece niente di tutto questo.

Il protagonista è una donna e non un capitano, ma un ufficiale chiamato Michael Burnham, interpretata dal Sonequa Martin-Green (The Walking Dead). Nel corso degli episodi si scopre che la giovane è stata allevata e istruita dai vulcaniani, in particolare da Sarek che – in base alle mie informazioni – sarebbe il padre di Spock.

Michael Burnham
Michael Burnham

Insieme al tenente scientifico Saru e al capitano, l’equipaggio si imbatte in una navicella Klingon e qui cade un’altra nota positiva. La Federazione non ha più contatto con i guerrafondai Klingon, razza guerriera per eccellenza.

La serie ci offre in pochi minuti la filosofia guerresca dei Klingon oltre che un bellissimo lavoro di restyling delle fattezze dei cattivoni di Star Trek. In particolare dalla serie si evince che l’umanità è praticamente in pace, tutti i problemi sono stati superati, razzismo e sessismo sono vecchi ricordi, si coltiva la curiosità scientifica, la tecnologia è ad un livello altissimo. Questo fa spiccare la differenza con i Klingon che, pura avanzati tecnologicamente, presentano una società basata sull’onore per la vittoria, l’appartenenza alla casata, in una logica tribale.

Il condottiero Klingon T'Kuvma
Il condottiero Klingon T’Kuvma

L’incontro non assume proprio i toni pacifici, ma le nostre regole sullo spoiler non ci permettono di andare oltre.

CONCLUSIONI

Questa recensione si rivolge soprattutto ai fan dell’ultimo minuto e non a quelli storici. Se da un lato dunque è scritta da chi non ha dei buoni fondamentali di Star Trek, lo scopo di quell’articolo è fornire una buona motivazione per iniziare ad interessarsi a quest’opera di fiction attraverso il suo ultimo ritrovato. Sicuramente il neofita troverà in Star Trek Discovery un prodotto di qualità.