agents of mayhem recensione

Agents of Mayhem recensione Agents of Mayhem recensione di un titolo che è stato criticato negativamente da molti. Se lo merita?

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Utenza criticona

Quanti giochi hero based, basati su eroi, abbiamo visto dopo l’uscita di Overwatch? Parecchi. Certo, c’erano già i Moba, difatti non è un caso che Overwatch prima di diventare popolare, venisse paragonato ai Moba, quando quest’ultimo di Moba non ha nulla. Si potrebbe dire che sì, è uno sparatutto ad arena visto come la maggior parte degli scontri avviene in luoghi chiusi o che fanno avvicinare di molto i concorrenti, tra una azione e l’altra, con una velocità tremenda essendo in 6 contro 6. Tra questi giochi hero based era spuntato anche Agents of Mayhem, uscito molto in sordina, da alcune testate bocciato e da altre premiato. Gli utenti si sono divisi altrettanto. Cosa c’è quindi che mette così in disaccordo le opinioni?

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Iniziamo col dire che Agents of Mayhem appartiene allo stesso universo di Saints Row, e sarebbe anche giusto dire che è un legittimo seguito spirituale del Gat Out of Hell nonostante le lamentele di chi volesse un nuovo Saints Row. Agents of Mayhem è ambientato in una Seoul futuristica al massimo, luci e neon la fanno da padrone su edifici dove la verticalità vige sul terreno di gioco. Una città veramente ben decorata, edifici a spirale con rifiniture al Neon che di sera rende piacevole la passeggiata…  i salti o i combattimenti. Volition ha fatto in modo che questi edifici vengano scalati, rendendo AOM un vero e proprio platform in terza persona, oltre che ad uno sparatutto. Difatti non è un caso che ci sono fino a tre salti, il primo, il secondo a mezz’aria ed un altro ancora che fa andare ancora più in alto. Scalare i palazzi è quindi una cavolata e a volte c’è da ingegnarsi per riuscire  a trovare il percorso giusto. E non preoccupatevi se cadete da un grattacielo, non si subiscono danni da caduta!

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Seoul è veramente bella, specie di notte!

La città è liberamente esplorabile sebbene in un raggio relativamente ristretto; in questo raggio si accettano le missioni dall’Ark – il quartier generale degli Agents, e si fa casino, in tutti i sensi. L’organizzazione dei Mayhem si contende la città contro L.E.G.I.O.N., un gruppo comandato dai Morning Star (chi ha giocato Saints Row si sentirà già a casa). Per cosa sta la sigla? League of Evil Gentlemen Intent on Obliterating Nations, che in italiano si traduce in Lega di Malvagi Gentiluomini Intenzionati ad Obliterare Nazioni. Più cafoni di così si puo’? No, ed Agents of Mayhem è un esempio di come l’ignoranza a volte nel videogioco serva per passare un paio di scanzonate ore a suon di battute e doppi sensi – perlopiù americani, ma oh, ci si accontenta. Difatti, se masticate un po’ di inglese, non vi annoierete mai a sentire i personaggi parlare, che siano i cattivi o i buoni. Poi okay, se non masticate l’inglese è la stessa, ci sono i sottotitoli e bene o male fanno da intermediario.

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Una “piscina” pubblica dove non si nuota, è solo ambient design.

Gameplay incasinato ed ordinato allo stesso tempo.

Parlando di gioco basato su eroi, in Agents of Mayhem ci sono 12 personaggi tutti da sbloccare in sequenza, col proseguo della storia. I primi Agenti con cui si inizia il gioco sono Hollywood che copre una distanza a lungo raggio, Hardtack il nigga di turno con un barbone al mento e la smania di far esplodere cose e Fortune col suo piccolo drone Glory. Ognuno ha abilità ignorantissime, con cui far esplodere roba ed uccidere nemici a fiumi, tra queste le Abilità Mayhem. Equivalente di una Ultra o Super Caricata, l’Abilità Mayehm si ricarica ogni tot di tempo che si infligge danni. Varia da personaggio a personaggio, in base alle loro personalità e al loro equipaggiamento. E qui si sente, pomposa, l’ignoranza che alberga nel titolo di Volition, che da sempre ha caratterizzato i propri videogame, a partire da Saints Row.

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Ancora più ignoranti sono i personaggi, tra cui Hollywood, un VIP con un passato da attore con un immenso egocentrismo e un carattere dal grilletto facile, cosa mai farà con la sua Abilità Mayhem?
Comincia con un primo piano su di lui, mentre si mette un paio di occhiali dopo aver fatto l’occhiolino, con tanto di esplosioni attorno a lui. Non è un caso se si chiama Hollywood. Se dovessi descrivere cosa farebbero le abilità Mayhem per ogni personaggio passerebbe una mezz’ora di lettura, ed è più divertente giocarlo, dico bene? Sappiate solo che comunque ogni Abilità Mayhem puo’ essere modificata dal punto di vista delle statistiche, grazie a tre modificatori nei quali immettere un modificatore che si sblocca aumentando di livello. Ogni Agente ha un livello con cui crescere, un proprio equipaggiamento da gestire – 3 Gadget – e quattro modificatori per le abilità. Per farvi un esempio, posso equipaggiare Hollywood con un modificatore che gli consenta di allungare l’Abilità Mayhem di un 10% ad uccisione, oppure dargli la possibilità di una ricarica istantanea al fucile, ma con un caricatore più ridotto del normale. Ci sono le debolezze dei nemici, di conseguenza un Agente farà più danni verso un nemico rispetto ad un altro Agente e portarsi quello giusto durante la missione comporta un vantaggio strategico non da poco.

Missioni, missioni, missioni…

Ogni missione puo’ essere affrontata con un livello di difficoltà che è possibile cambiare prima di esser selezionata. I livelli di difficoltà sono tantissimi, si parte dal più facile fino ad arrivare all’inferno e l’impossibile. Le missioni sono più o meno quasi le stesse: uccidi millemila Legion, hackera qualche pannello (mediante un minigioco che è identico per ogni pannello), prosegui dal punto A al punto B e fai ancora strage di altri Legion. Bello, ma leggermente ripetitivo e dico leggermente, perché solo le battute dei personaggi riescono ad impedire che gli sbadigli escano dalla bocca uno dopo l’altro. Ad ogni inizio missione, oltre a cambiare gli Agenti da portarsi dietro, sarà possibile personalizzarli cambiandone i vestiti. Anche qui non mancheranno piccole sorprese ed easter egg.

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Questo è solo uno dei parecchi costumi che citano qualcosa… o qualcuno!

E’ possibile portarsi dietro anche diversi gadget, palle da bowling da lanciare contro i nemici, disponibili in quantità limitate nell’inventario come solitamente succede in uno sparatutto per le granate. In alternativa c’è la possibilità di portarsi dietro una funzione che consente di generare una piccola esplosione che danneggia i nemici al cambio di Agente. La cosa particolare di Agents of Mayhem è  che gli Agenti in missione non ci vanno “contemporaneamente” in gruppo, dove ognuno spara allo stesso tempo, assolutamente no. Gli Agenti, che si possono portare in missione per un massimo di tre, si usano alternandoli l’uno con l’altro. La cosa buona è che non porta impedimenti, poiché se un Agente finisce o sta per finire la barra di energia, lo si puo’ cambiare con uno degli altri due Agenti. In questa maniera, chi è ferito puo’ curarsi “dietro le quinte” e chi è a piena energia puo’ inondare i nemici di ignoranza.  Se le cose vanno male e quindi un Agente va a terra finendo la barra d’energia, puo’ essere rianimato solo all’Ark o mediante dei Gigli viola sparsi per la mappa.

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L’Ark degli Agents.

Si possono indossare molti altri gadget, è necessario però costruirli da Gremlin, una ragazzina sull’Ark che si occupa di… costruir gadget, per l’appunto. Ci sono altri personaggi da cui potremo andare all’occorrenza, in caso di bisogno, sull’Ark. Da Quartermile ad esempio, potremo personalizzare i veicoli che guidiamo su strada. Anche se c’è da dire che i veicoli poteva costruirli un po’ meglio, voglio dire, non so se sia un meccanico o se si occupi solo di verniciature sulle livree, ma il modello di guida in Agents of Mayhem è da mettersi le mani sui capelli. Passi il fatto che il gioco sia un mondo aperto, possiamo fare il cavolo che ci pare,  percorrere grandi distanze ci puo’ stare, ma non se si tratta di dovermi torturare nella guida. Mettendo da parte il fatto che praticamente tutte le auto posseggono lo stesso identico feedback, quel feedback che restituiscono è quello di un carro armato. Le svolte sono dure ed inguidabili, l’auto non si ribalterà mai per via di una fisica che tiene quelle quattro ruote dannatamente incollate alla strada, che di per sé pare di gomma visto lo strato di texture nero lucido di alcune strade.

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Buono il sonoro anche se mi sarei aspettato qualcosa di più dalla stazione radio che offre musichette in sottofondo mediocri se confrontate ai vecchi Saints Row. Effetti speciali per esplosioni nella norma, doppiaggio americano stratosferico con voci per ogni personaggio caratteristiche e fenomenali. Graficamente Agents of Mayhem è una gioia per gli occhi grazie all’ottimo effetto fumetto dovuto a tutti i bordi di nero spesso e le altrettante ottime animazioni, durante la corsa o i salti, dei personaggi. Peccato per l’ottimizzazione che non è niente di che, si riesce a tenere i 60 fps fissi in Full HD solamente tenendo le opzioni grafiche su Medio-basso con una GTX960 da 2GB. A volte il gioco ha anche singhiozzi inspiegabili, con cali fissi a 25-30 fps pur mantenendo la stessa configurazione che permette di stare sui 60.

  • Storia
  • Gameplay
  • Grafica
  • Sonoro
3.4

In conclusione...

Agents of Mayhem diverte, ma tra il divertimento e la noia c’è una linea sottilissima che, oltrepassarla o no, dipende da cosa vi aspettate dal gioco. Io ad esempio, l’ho giocato praticamente solo per i personaggi, ognuno più esilarante dell’altro, ma se ci si dovesse concentrare sulle missioni, la noia è dietro l’angolo vista la ripetitività di queste nonostante il gameplay dinamico e veloce. Performance su PC non eccezionali, motivo per cui se possedete una console consiglio di giocarlo lì per qualcosa di più stabile.

Manuele Musso

Scrittore improvvisato tra romanzi, sceneggiature e testi brevi. Ama i videogiochi, sarebbe capace di scrivere qualsiasi cosa su questi. Tende a guardare di più all'interfaccia di un videogioco piuttosto che al gameplay in sé, senza contare che pensa solo a quanto è smussato un poligono.