bloodshot reborn vol 4

Bloodshot Reborn Vol 4 – Bloodshot Island – Recensione

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Bloodshot Reborn Vol 4 è l’ultimo capitolo della strepitosa serie Valiant firmata da Lemire!

QUI trovate la recensione del precedente volume!

Bloodshot Reborn Vol 4 è un brossurato di 128 pagine a colori, formato 17x26cm, al prezzo di 8,90€. Per maggiori informazioni consultate il sito di Star Comics.

STORIA

bloodshot reborn vol 4

Bloodshot si risveglia e si ritrova su un’isola tropicale popolata di altri Bloodshot, tutti impegnati a combattere un nemico invincibile…

Jeff Lemire tira le fila della sua lunga cavalcata sul personaggio più oscuro della Valiant che si potrebbe riassumere in: Capitan America sotto steroidi che diventa il Punitore essendo un’arma del governo senza una volontà libera, ma col potere rigenerante di Wolverine.

E a me la Marvel fa schifo (anche la DC sia chiaro)! Ma non è una semplice scopiazzatura, anche se io ve la presenterò come sintesi di diverse influenze.

Il soggetto è semplice: la Grande Fuga incontra Maze Runner.

La Grande Fuga perché si riuniscono in un unico grande “paniere tutte le uova marce” come dicevano nel film. Da Maze Runner invece l’idea che queste persone non si capisce perché sono finiti là e perché vi siano mostri e allarmi che regolano la loro vita e più si addentrano nell’isola più si rendono conto della grande menzogna che li imprigiona.

Alla fine Maze Runner è Truman Show + La Grande Fuga, quindi…

Sceneggiatura come sempre impeccabile e un amore per la narrazione per immagini davvero impeccabile.

Una conclusione eccellente per una delle migliori serie mai realizzate in quel di Valiant che si lega direttamente alla prossima serie nome in codice: Bloodshot U.S.A.

Inutile sottolineare come la coppia Bloodshot + Bloodshot cane è la prossima serie che Valiant deve realizzare assolutamente! E che io leggerei con grande piacere.

DISEGNI

bloodshot reborn vol 4

Mico Suayan, di scuola Raymond/Foster si concentra nel creare anatomie perfette ed ambienti credibili. Tanti più dialoghi ci sono tanto più le tavole sono semplici e asciutte, con una composizione di vignette classica e quadrata. Impostazione opposta invece per i momenti di azione, dove la frammentazione del foglio in tante vignette squadrate e “fuori asse” amplifica il dinamismo delle scene. L’inchiostrazione affianca il segno e soprattutto i segni del tratteggio che definiscono gli elementi nella pagina.

Tomas Giorello segue anche lui la lezione di Raymond/Foster e quindi è in linea con quanto detto per il suo collega Suayan, ma a differenza di questo Giorello anziché inchiostrare sfuma e crea un effetto velluto che dona un senso di solidità e robustezza maggiore al suo disegno già possente. Non a caso ha disegnato per anni Conan per Dark Horse!

I colori sono opera di David Baron, davvero fenomenali e perfettamente in linea con l’atmosfera fredda, asettica e “controllata” come ogni esperimento su esseri umani necessita.

Riccardo Maggi

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