Klaus, il Natale tamarro di Grant Morrison La recensione dell'ultima fatica dello sceneggiatore di Glasgow

5260 0

 

Klaus

 La sceneggiatura: una rivisitazione fuori dagli schemi, ma un po’ troppo semplice

Il Natale è ormai alle porte, le strade si riempiono di luci e colori, e tanti attendono con trepidazione la notte più magica dell’anno. Protagonista indiscusso della serata è certamente il caro vecchio Babbo Natale, che si appresta a solcare i cieli del mondo per portare doni ai pargoli buoni. Ma chi avrebbe mai pensato che, dietro a questo corpulento e anziano signore, si celasse un trascorso da valoroso guerriero tutto muscoli e virtù? Io di certo no, ma Grant Morrison sì. Lo sceneggiatore di Glasgow si cimenta in una delle più assurde rielaborazioni di origini che si ricordino a memoria d’uomo, senza però scadere nel trash e nel ridicolo. La trama non é nulla di che, e segue l’usurato canovaccio dell’eroe senza macchia e senza paura che deve sconfiggere inaudite forze del male, al fine di riportare la pace nel Regno.

I personaggi sono caratterizzati in maniera abbastanza lineare: c’è l’eroe buono, coraggioso e di sani principi, la bella regina prigioniera del malvagio Barone usurpatore del trono e via dicendo. Non vi aspettate grossi elaborazioni dal punto di vista caratteriale, lo sceneggiatore scozzese si è limitato a fornire uno scarno background alla vicenda in maniera tale da imbastire una trama coerente. Un Morrison quasi inedito, lontano anni luci dai suoi lavori più allucinati e allucinanti, ma che nonostante tutto non risparmia alcuni momenti psichedelici cui tanto siamo abituati. Nulla di così complesso o indecifrabile, ma sempre ben contestualizzato nello svolgimento della storia. Insomma, una storia quasi fin troppo semplice, che si legge rapidamente.

I disegni: Babbo Natale bello come non lo avete mai visto!
Insomma, se dal punto di vista della trama non siamo di fronte a niente di innovativo, con un Grant Morrison che si limita a svolgere il compitino, lo stesso non si può dire dei disegni del giovane Dan Mora. La prestazione del talentuoso disegnatore costaricano è encomiabile: un tratto pulito, netto, vivo e immersivo. Le ottime tavole sono peraltro accompagnate da una colorazione vivace e mai stucchevole. Klaus sarebbe ottimo anche senza le vignette, perché i disegni sono così chiari ed espressivi da parlare da soli. La cifra tamarra data da Morrison a Babbo Natale e il superbo stile grafico di Mora si mescolano con grande sintonia, creando un prodotto sopra le righe, godibile e divertente.

Commenti finali
Tirando le somme si può tranquillamente affermare che Klaus non sarà di certo ricordato tra le opere più significative di Grant Morrison, e forse nemmeno di Dan Mora cui auguro un grande successo su numerose altre storie più importanti (anche se lavorare con Morrison non è cosa da poco, intendiamoci), ma di certo non è nemmeno un fumetto da evitare come la peste. Al netto di una trama piuttosto banale, Klaus riesce ad intrattenere e a divertire. E questo è ciò che importa. Diffidate da chi pretende di suggerirvi solo opere dense, corpose e ricche di interpretazioni, perché costoro dimenticano che compito principe del fumetto è anche quello di saper intrattenere; e su questo Klaus fa pieno centro.

PRO
1) Stile grafico eccelso
2) È Babbo Natale in una versione mai vista
3) Diverte fino alla conclusione, senza risultare noioso

CONTRO
1) Trama ridotta davvero all’osso
2) Linearità caratteriale dei personaggi
3) Il costo del volume non è dei più bassi

Two-Face

Un nickname per nulla casuale: due amici, due studenti di giurisprudenza, due appassionati di fumetti; nel tempo libero, gestori della pagina Facebook And comics for all.