La dura vita dell’allenatore di Pokèmon Un viaggio comico ed emozionale nella vita dei giocatori di Pokèmon Go

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La dura vita dell’allenatore di Pokémon

Poco più di un anno fa è uscito per i dispositivi mobili Pokémon Go e chi ha iniziato a giocarci ha visto la propria vita cambiare.

Se prima videogiocare era circoscritto alle mura domestiche, o comunque ad una condizione statica, ora Pokémon Go ha rivoluzionato questo concetto portando l’intrattenimento fuori casa, nel modo reale.

Ora, esattamente come per Ash, Misty e Brock i Pokémon sono là fuori e aspettano di essere catturati.

Chi ha da sempre giocato a Pokémon ha visto questa opportunità come un sogno che si realizza. Diventare allenatore di Pokèmon è po’ come ricevere la lettera di Hogwarts! Quindi ci si arma di buona volontà e si esce a fare lunghe camminate per fare raid e acchiapparli tutti.

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Non possiamo non menzionare la possibilità di fare nuove amicizie con gli altri giocatori che condividono con noi la stessa passione.

Quando il gioco è uscito la situazione era piuttosto comica e singolare. Si vedevano gruppi di persone andare in giro con il naso attaccato al telefono per catturare il loro Pokémon preferito.

Ora che è passato del tempo i giocatori che sono rimasti, e sono ancora moltissimi, si mimetizzano un po’ di più con il paesaggio.

La cosa che mi ha maggiormente sorpresa è stata lo scoprire che l’età media dei giocatori è abbastanza alta.

Nella mia zona ci sono addirittura due formidabili giocatori over 70 che, in quanto a livello giocatore e km percorsi a piedi hanno tranquillamente superato la gran parte dei ventenni.

È bellissimo veder giocare un gruppo così vario e affiatato giocare alla pari.

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E fin qui sembra tutto rose e fiori ma quando vi dico che l’allenatore di Pokémon è un mestiere difficile non scherzo!

Da giugno il sistema delle palestre è cambiato modificando radicalmente il modo di gestirle.

Vi è mai capitato di finire in una faida per il possesso delle palestre?

Passare alle 3:00 di notte a prendere il possesso le palestre della squadra avversaria per poi vedersele togliere alle 5:00 di mattina?

Posso dire di aver visto più corse all’oro in Pokémon Go che in duemila anni di storia!

Grazie al cielo quando si vanno a catturare Pokémon ce ne sono per tutti altrimenti altro che guerra civile!

La componente maggiore in Pokémon Go senza dubbio la competizione! Si compete per chi ha i Pokémon più forti, il livello più alto, il numero di palestre d’oro maggiori.

Ma la lotta maggiore è contro due inarrivabili avversari.

Il primo diabolico avversario è assolutamente la sfortuna! Il Pokémon preferito che scappa, Soprattutto se è molto raro è un indubbio colpo al cuore.

Inutile negare però che l’altro grande avversario dei giocatori è proprio la Niantic che ha creato il gioco! L’esperienza su Pokémon Go è un diabolico slalom tra i bug.

A fronte di un raid perso ho sentito imprecazioni che farebbero arricciare la coda a Pikachu.

Per la prima volta chi videogioca ha un contatto diretto e fisico con i propri compagni e avversari e non sempre è tutto facile.

Possono nascere grandi amicizie esattamente come grandi rivalità. Ma la cosa più bella è che nel bene o nel male si fa sempre squadra.

In pratica si ride, si gioca e si scherza e ci si strappa anche un po’ i capelli!

Un’altra skill che Pokémon Go chi ha aiutato a migliorare è la nostra forma fisica. Molti giocatori batterebbero gli atleti olimpionici sui 100 metri piani e sapete come?

Dite loro che c’è uno Snorlax int un certo luogo e vedrete corse e scatti da atleti professionisti.

E buona norma che queste corse vengono effettuate in Pigiama o in tuta a volte anche nel pieno della notte.

Vogliamo invece parlare del fatto che chi gioca a Pokémon Go conosce ogni singolo monumento, targa o Chiesa delle città della propria zona?

Ormai chi gioca a Pokémon non si orienta più per vie e piazze ma per pokestop e palestre.

Il problema viene quando qualcuno che non gioca ci chiede dov’è ubicato un luogo e noi gli rispondiamo “Guardi, è proprio di fronte al monumento ai caduti, quello però vicino alla fontana meccanica!”

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I giocatori di Pokémon Go si fregiano anche di imprese eroiche al limite della legalità!

Scavalcare muri e recinzioni non spaventano di certo un allenatore appassionato.

Ovviamente tutto viene documentato e raccontato in maniera epica, come nemmeno Omero sarebbe in grado di fare!

Mi sono state narrate le vicende degne delle prodi gesta di Achille anche solo per prendere un Mr Mime.

Prima che arrivasse Pokémon Go il weekend si passavano al cinema, al lago o nelle città d’arte. Ora si passano a far raid in giro per la provincia.

Ma sapete qual è la cosa veramente bella? È che dopo una giornata a correre da una parte all’altra ci si trova magari per una cena o un aperitivo, e da qui nascono le grandi amicizie.

Si passa così tanto tempo assieme ai nostri compagni e avversari da considerarli quasi una famiglia allargata.

Le famiglie reali dei giocatori di Pokèmon sono invece ormai rassegnate ai bizzarri ritmi di gioco e alle stranezze nelle quali ci esibiamo con grande nonchalance.

I più fortunati riescono a coinvolgere compagni, amici a parenti in questa avventura. Per tutti gli altri restano sguardi rassegnati e sospiri.

La vostra esperienza in Pokèmon Go com’è stata?

Io, nonostante il grande dispendio di tempo ed energie, non cambierei questo gioco con niente al mondo!

 

Stefania Fabbiano

Stefania Fabbiano

Stefania, in arte Euphie, è una fangirl. Ma di quelle buone, che ragiona sulle cose che ama e usa la razionalità per giudicare. Ama la lettura, in cinema, le serie tv e pochi anime selezionati. Fa cosplay dal 2010 e mette cuore e passione in tutto quello che fa. Su Project nerd si occuperà di articoli di approfondimento per la sezione Movies/TV.