La saggezza delle pietre, un viaggio nella natura incontaminata e selvaggia – Recensione Perché l'ultima fatica di Thomas Gilbert è una lettura davvero straordinaria

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 La saggezza delle pietreLa sceneggiatura: una trama pressoché impossibile da descrivere
La saggezza delle pietre inizia in un modo apparentemente semplice: una coppia di innamorati, Thibaut e una donna di cui non è mai rivelato il nome, sta trascorrendo alcuni giorni lontana dal caos cittadino di Parigi, immergendosi nella natura incontaminata. Durante l’escursione, tuttavia, un fulmine colpisce e uccide Thibaut, costringendo la protagonista a restare da sola nei meandri di una rigogliosa foresta. Da questo momento in avanti, tutte le certezze che il lettore ha costruito sulla trama si sbriciolano alla velocità della luce e gli eventi prendono, tavola dopo tavola, una piega del tutto inaspettata. Descrivere a parole il contenuto di quest’opera è un’impresa ardua: ogni qualvolta si crede di aver afferrato il filo delle vicende, di essere vicini alla soluzione più calzante, ecco che Thomas Gilbert spariglia le carte in tavola, imprimendo alla narrazione e allo stile grafico un nuovo corso, lasciando al lettore molti dubbi.
La sceneggiatura di questo romanzo grafico è in continuo cambiamento; così, se in un primo momento si può pensare che La saggezza delle pietre sia solo una storia incentrata sul dicotomico rapporto uomo-natura, un attimo dopo si è subito smentiti; e, infatti, si potrebbe credere che la trama voglia raccontare una sorta di ritorno alle origini, con la protagonista che si spoglia del suo essere animale politico per diventare parte di un tutto primordiale molto più complesso, ma non solo, perché Gilbert cala nella sua sceneggiatura anche il complesso rapporto che intercorre tra esseri umani, basti guardare alle vicende della coppia protagonista, narrate con il contagocce e nei momenti più inaspettati. C’è però molto di più, perché il lavoro di Gilbert potrebbe benissimo essere considerato una storia dall’intima anima ecologista, con l’uomo che distrugge tutte le bellezze del creato e quest’ultimo che cerca di non esserne sopraffatto; tuttavia, potrebbe persino collocarsi tra quei racconti che parlano di realizzazione personale, di ricerca dell’io. Ed è in questa complessa miscellanea che risiede la maestosa grandiosità de La saggezza delle pietre: l’autore non si sbilancia mai, non fa trasparire il suo giudizio sulle vicende impresse su tavola, siamo noi lettori a dover cercare una chiave di lettura. Lo sforzo deve essere nostro, non di Gilbert. Questi si limita a fornirci le coordinate, il resto spetta al lettore, vera parte attiva della vicenda, cui tocca trarre le conclusioni di fronte allo straordinario finale del volume, che racchiude in sé un bellissimo messaggio di speranza e che peraltro si presta a diverse elaborazioni: io ci ho visto la speranza, ma chissà che voi non possiate trovarci il contrario. La magia dell’opera di Gilbert sta tutta qui, nel trasformare il lettore in interprete della vicenda, nello stimolarlo alla riflessione sui contenuti.
Quanto ai personaggi, la natura è di certo grande protagonista assieme a questa evanescente figura femminile, caratterizzata da Gilbert con attenzione e maestria. C’è dell’incredibile se si pensa che l’autore non le fornisce nemmeno una precisa identità. Dal suo carattere anonimo, dalle poche battute scambiate con Thibaut, il lettore capisce che ella è una donna fragile, terrorizzata dall’idea di stare da sola, fortemente insicura. Intriganti anche gli altri soggetti che partecipano a questo grande affresco di vita, e che lascio al lettore il piacere di scoprire.
I dialoghi, seppur scarni, sono in alcuni casi davvero magistrali – penso alla riflessione sulle stelle, davvero intensa ed evocativa -, in altre situazioni forse un po’ troppo criptici. Ma anche questo fa parte del magnifico gioco orchestrato da Gilbert, dunque può essere perdonato.

I disegni: un tratto in continuo divenire
Inizialmente il tratto utilizzato per questa graphic novel non mi ha convinto più di tanto, ma è solo proseguendo che ne si apprezza il vero valore. Mano a mano che la nostra protagonista si evolve alla ricerca di se stessa, fondendosi con la natura, il tratto diventa sempre più nervoso e concitato, abbandonando l’iniziale morbidezza e chiarezza espressiva delle prime tavole. I disegni di Gilbert si evolvono con la storia, si fondono per dar vita a un unico grande e inquietante affresco naturale.
Spicca poi l’assenza di colori, salvo alcune eccezioni, che sottolinea ulteriormente la ruvidità delle matite. In alcune tavole ho rilevato però un po’ troppa confusione, trovando difficile decifrare cosa si volesse davvero rappresentare. Piccole sbavature di un’opera nel suo complesso sorprendente e che per questo motivo non hanno grande rilevo nella valutazione finale.

Commenti finali
La saggezza delle pietre è una vera sorpresa, un romanzo grafico che si evolve in base a chi lo legge: misterioso e mai banale. Prima di scrivere la recensione ho provato a rileggerlo e mi sono saltati agli occhi dettagli che nella mia precedente lettura avevo trascurato; questo mi ha convinto ancora di più della sorprendente bontà e qualità di questo volume. Un viaggio straordinario, molto evocativo, che usa la potenza delle immagini per descrivere una storia che si plasma seguendo la sensibilità di chi la legge. Una vera magia, in grado di stupire il lettore in ogni sua sfaccettatura.

PRO
1) Una vicenda che si plasma sulla sensibilità di chi la legge
2) I disegni si evolvono assieme alla storia
3) Pieno di sfumature che lo rendono estremamente rileggibile

CONTRO
1) Alcuni dialoghi sono forse un po’ troppo criptici
2) In talune tavole il particolare stile grafico rende difficile capire cosa sia rappresentato
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Un nickname per nulla casuale: due amici, due studenti di giurisprudenza, due appassionati di fumetti; nel tempo libero, gestori della pagina Facebook And comics for all.