Il corte del MeToo

MeToo: iniziano le rivendicazioni, “non siamo un cliché, chi se ne frega del vestito nero!” e la cosa puzza di autosvalutazione La fondatrice del MeToo pesta i piedi e dice che non importa se le star si vestono di nero agli Oscar, perché il movimento non è un espediente.

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Tarana Burke difende il suo prezioso MeToo dalle tendenze di costume

La fondatrice del movimento MeToo Tarana Burke ha detto che non le importa se le star di Hollywood si vestiranno di nero agli Oscar di domenica, perché la campagna a difesa dei diritti delle donne non è un cliché. Non ci si aspetta quindi che gli ospiti degli Academy Awards emulino le scelte di costume viste durante i Golden Globes e sul red carpet dei BAFTA, dove tutti, volenti o nolenti, hanno indossato il nero per sostenere i neonati Time’s Up e MeToo.

Burke, attivista per i diritti civili degli Stati Uniti, aveva accompagnato la nominata Michelle Williams durante la cerimonia dei Globes di gennaio e ha sottolineato a gran voce che lo scopo del movimento è di aiutare e sostenere i sopravvissuti agli abusi sessuali e alle molestie, in tutti gli ambiti professionali. Parlando all’Essence Black Women in occasione del pranzo hollywoodiano in vista dei 90° Academy Awards di domenica, Burke ha voluto mettere alcune cose in chiaro.

Abbiamo molto da fare. Quello che è successo ai Golden Globes è stata un’azione unica per un problema che riguarda persone di tutto il mondo, ma sia chiaro che il MeToo non è un espediente, abbiamo un vero lavoro da fare, assicurarci che i sopravvissuti ai soprusi sessuali e professionali abbiano ciò di cui hanno bisogno per sentirsi meglio. Quindi, per chi si aspetta che anche agli Oscar il MeToo sarà presente alla solita maniera, resterà deluso. Non siamo un cliché, non me ne importa dei vestiti neri!

– Tarana Burke alla BBC

 

La fondatrice del MeToo Tarana Burke saluta sorridente ingioiellata e impellicciata
La fondatrice del MeToo Tarana Burke

Sull’impatto che il MeToo ha avuto sulla scia delle accuse fatte contro Harvey Weinstein, ha aggiunto di essere ancora scossa e di sentirsi addirittura umiliata da tutta questa attenzione. “Non ho utilizzato me stessa in virtù del voler essere celebre, ma lo sono diventata nella misura concessami da questa piattaforma, che mi consente di parlare a nome delle vittime di abusi e quindi di difenderle. Di questo sono riconoscente, che sia chiaro, l’attenzione riservatami dal Caso Weinstein sminuisce il valore di ciò per cui combatto!”

Tarana Burke è stata la prima ad usare la frase MeToo nel 2006, per aumentare la consapevolezza della diffusione degli abusi sessuali e degli assalti di questo tipo nella società contemporanea. Nel frattempo, i leader del Time’s Up hanno detto che non ci sarà alcuna protesta coordinata sul red carpet, ma che il loro movimento avrà modo di dire la sua durante la cerimonia.

Per conoscere tutte le vicende che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo del MeToo, visitate il nostro dossier.

Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.