Asia Argento in passerella, recentemente accusata col #metoo

Asia Argento massacrata da Catherine Breillat, “è una traditrice e il #MeToo fa schifo”. L’italiana si difende La cineasta francese Catherine Breillat esce allo scoperto ed esprime la sua opinione sul #MeToo e sulle parole di Asia Argento, che si difende su Twitter.

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Catherine Breillat si dichiara contro il #MeToo e massacra Asia Argento

Come molti altri luminari del cinema francese e come ha fatto recentemente anche Terry Gilliam, Catherine Breillat ha ammesso la sua visione negativa del #MeToo. La regista ha discusso riguardo Harvey Weinstein, il cui declino è una perdita per il cinema europeo, ad Asia Argento, definita mercenaria e traditrice, sul #MeToo, palesemente non a favore delle parità di genere e su Jessica Chastain, che secondo Breillat non avrebbe mai dovuto criticare Ultimo Tango a Parigi.

Nonostante tutto, penso che gli europei abbiano perso molto con la perdita di Harvey Weinstein. Dobbiamo ricordare che ci sono produttori francesi che non abbiamo denunciato e che non menzionerò, anche se ne conosco tre querelabili che sono estremamente rispettati. Molto prima che iniziasse il movimento #MeToo, ero rimasta turbata da Jessica Chastain, se si ascoltano le sue critiche ad Ultimo Tango a Parigi, sembra voler dire che quel film non avrebbe mai dovuto essere realizzato. Se la stai a sentire, sembra quasi che Maria Schneider sia stata seviziata da Brando e Bertolucci. Ma io su quel set c’ero e non è successo nulla del genere.

 

Al colpo ad Asia Argento si arriva per fasi, passando prima per le critiche all’equivalente francese del #MeToo, #BalanceTonPorc, in italiano “denuncia il tuo maiale”. “Sono assolutamente contro #BalanceTonPorc. È troppo facile accusare le persone tramite hashtag in modo anonimo, c’è un sistema giudiziario per questo e la Francia ha un precedente terribile di questo tipo, quando i collaborazionisti inneggiavano al ‘denuncia il tuo ebreo’. Sappiamo che l’hashtag #BalanceTonPorc è stato inventato per vendetta.”.

Le donne non devono avere paura di parlare, ma comunque, non puoi ricorrere al #MeToo se si tratta di violenza verbael. Naturalmente, se hai 14 anni, la violenza verbale può essere la stessa dell’aggressività fisica, ma quando hai 25 o 30 anni e vai nella stanza di un uomo, lo fai conoscendo il gioco. Le donne non dovrebbero spacciarsi per innocenti e immaccolate, indipendentemente dalla loro età. Piuttosto, dobbiamo educare le ragazze in modo che siano meglio preparate per difendersi e non sentirsi macchiate solo perché qualcuno dice qualcosa di troppo allusivo.

Breillat ha una visione del femminismo altrettanto complessa: “Sono una femminista, ma non nei miei film. Il femminismo, come abbiamo visto recentemente, complice Asia Argento, rischia di finire nella difesa di un rispetto non necessario. Ovviamente lo stupro e il tentativo di perpetrarlo sono crimini e vanno condannati, non dirò mai il contrario”.

Catherine Breillat, regista francese accusatrice di Asia Argento e del #MeToo
Catherine Breillat, regista francese accusatrice di Asia Argento e del #MeToo

Alla fine, Breillat rivolge la sua attenzione ad Asia Argento, che ha recitato nel film L’Ultima Padrona, della regista francese.

Ad essere sinceri, non le credo. La conosco, ed era molto, molto giovane. Se c’è qualcuno a cui non credo, è Asia Argento. Come persona, Asia Argento è piuttosto servile. Non le ho mai chiesto di baciarmi i piedi, ma è esattamente quel tipo di persona e se c’è qualcuno in grado di difendersi, che non è sessualmente timido, che lo fa molto e ha un grande desiderio bisessuale, è lei. Quindi non le credo.

Alla domanda su quali potrebbero essere le motivazioni che hanno quindi spinto Asia Argento a mentire, secondo Breillat, la regista è decisamente franca.

Per Asia Argento la situazione con Weinstein era una specie di semi-prostituzione a suo favore. Harvey Weinstein non è l’uomo peggiore che ci sia e non è nemmeno il più stupido. Asia Argento potrebbe essere stata delusa dal fatto che non fosse diventata una grande attrice di Hollywood che forse credeva di poter essere, ma c’erano molte altre cose a discriminarla, come la droga. L’amarezza deve averla indotta a denunciarlo perché non ha ottenuto quel che voleva e deve essersi sentita umiliata, ma onestamente, non mi piace Asia Argento, credo che sia una mercenaria sessuale ed una traditrice.

Essendo un’artista, la regista non crede di dover essere politicamente corretta e non ritiene di doversi timorare per le proprie parole.

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.