Charlie Chaplin

Charlie Chaplin: un artista la cui vita è un film che dura da 129 anni Nato a Londra il 16 aprile 1889, Charlie Chaplin avrebbe compiuto oggi 129 anni. La sua arte è un film che dura sin da allora.

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Charlie Chaplin avrebbe compiuto oggi 129 anni

Qualche me se fa PJN ha celebrato un compleanno molto speciale. Il Vagabondo, personaggio che consacrò il genio di Charlie Chaplin nella storia del cinema, compiva infatti i suoi 104 anni. Oggi a compiere gli anni sarebbe stato proprio Chaplin, nato il 16 aprile 1889, presumibilmente a Londra. Le speculazioni sul luogo della sua nascita sono molteplici. È infatti passato alla storia come un londinese di nascita, ma le storie su una sua presumibile venuta al mondo in una carrozza, parte di una carovana di gitani, in una foresta del Sud dell’Inghilterra, non mancano. Sin dalla nascita quindi, Charlie Chaplin lo si ricorda per una caratteristica che non lo ha mai abbandonato, fin dopo la morte, l’originalità.

Venne al mondo col nome di Charles Spencer, figlio minore di Hannah Hill, già madre del maggiore Sydney e di Charles Chaplin Sr., che diede al figliastro il proprio cognome. Il nucleo familiare di Charlie Chaplin, fino ai primissimi anni di vita, era composto da dei genitori la cui carriera artistica di cantanti di varietà smise di essere promettente piuttosto presto. Infedeltà coniugali e problemi di alcolismo spezzarono la famiglia e i fratelli Chaplin si trovarono in uno stato di disagio sociale crescente.

La madre Hannah, cantante dalla buona voce, iniziò in breve tempo a manifestare alcuni segni di malattia mentale e la sfortuna volle falle perdere improvvisamente la capacità canora addirittura in scena. Il film di Richard Attenborough, Chaplin, con Robert Downey Jr nei panni dell’attore, racconta questo momento dell’infanzia di Charlie Chaplin come una delle sue prime uscite artistiche. Pare infatti che abbia sostituito la madre sul palco, andando a braccio con l’orchestra e salvando la serata, ma non la carriera di Hannah, che finì per fare la cucitrice di guanti a cottimo.

Charlie Chaplin, secondo da sinistra, all'età di dieci anni, negli Eight Lancashire Lads
Charlie Chaplin, secondo da sinistra, all’età di dieci anni, negli Eight Lancashire Lads

I due figli rimbalzarono da un genitore all’altro a causa dei diversi affidi, ma per lo più l’infanzia dei due fu caratterizzata dalla reclusione negli istituti per l’infanzia dei sobborghi londinesi di quell’epoca. Lì dentro, dove Charlie patì una profonda solitudine, il futuro attore ebbe modo di maturare un senso di distacco dal resto dei suoi simili che ne caratterizzò il temperamento, sia professionale che emotivo. Charles Sr morì nel 1901 per conseguenze legate alla cirrosi epatica e Hannah finì definitivamente rinchiusa in istituti psichiatrici, dove i figli la andavano a trovare sperando nei vaghi momenti di lucidità di una madre dolcissima, ma profondamente turbata. La vita di Charlie Chaplin iniziò a prendere una piega via via definitiva.

Frequentando compagnie teatrali ed entrando a far parte di svariati gruppi itineranti, Charlie Chaplin si concesse sin dall’infanzia e durante la prima adolescenza alla recitazione, vivendo con la costante sensazione di non essere ancora giunto al suo punto di soddisfazione. Fremeva di idee, ma anche di sentimenti. Conobbe Hetty Kelly, una cantante ballerina del varietà allora quattordicenne, con la quale ebbe alcuni appuntamenti, rimasti nella memoria di Chaplin come qualcosa di profondamente romantico, tanto da influenzarne le eroine romantiche dei suoi futuri film muti, ma che nella pratica furono un brusco rifiuto ad un’effusione del giovane Charlie, che ne rimase profondamente ferito, dolore che raggiunse un picco quando ormai celebre, tornò in Inghilterra e volle rivederla, ma Hetty era morta di Spagnola.

Charlie Chaplin, negli anni della gavetta, perse i contatti con la famiglia. Abbandonò materialmente la madre, nonostante sia lui che Sydney ne pagassero le spese di sopravvivenza. Il distacco da quella sofferenza, dal germe della follia che gli scorreva nel sangue e di cui per tutta la vita ebbe il terrore, gli permisero di dedicarsi a sé stesso, ma si fece anche rimproverare dal fratello, che in più lettere gli ricordò che non dovevano perdersi. Cosa che non accadde grazie al successo del secondogenito, che una volta famoso, prese Sydney come proprio rappresentante, mettendo su un impero cinematografico a trazione familiare. Fu solo negli Anni ’20 che Charlie Chaplin decise di prelevare la madre dal manicomio e portarla finalmente in California, per vivere vicino ai figli in una nuova armonia familiare, fino alla sua morte avvenuta nel 1928, anno dagli eventi terrificanti per l’attore.

Charlie Chaplin nel suo ritratto giovanile più famoso
Charlie Chaplin nel suo ritratto giovanile più famoso

Charlie Chaplin approdò in America con un tour teatrale nella compagnia di Fred Karno, col quale lavorava da molto tempo nel Regno Unito assieme a Sydney. Il numero che lo rese celebre a teatro era quello dell’ubriaco, che portò anche nelle sale americane, dove un agente di Mack Sennett, titolare dei Keystone Studios, lo segnalò al produttore, che lo volle immediatamente ad Hollywood ad uno stipendio “base” di circa 150$ la settimana. Una cifra mai vista da Chaplin, che fino a quel momento viveva comunque di stenti e condividendo ogni momento della sua vita col resto della compagnia teatrale.

Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.