Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, non nelle sue giornate migliori

Facebook: nuove regole per garantire più privacy? Facebook avviserà a partire da lunedì 9 aprile tutti gli utenti i cui dati sono stati 'violati' nell'affaire Cambridge Analytica.

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Nelle ultime settimane il quartier generale di Facebook è sotto l’occhio di un ciclone mediatico. L’impero di Zuckerberg deve fare mea culpa e correre il prima possibile ai ripari nel tentativo disperato di non perdere del tutto la fiducia dei suoi utilizzatori.
Ecco quindi che la società ha deciso di applicare una nuova serie di modifiche ( anche abbastanza rilevanti ) relative alla protezione dei dati degli utenti, aumentando le restrizioni alle app di terze parti, le quali vedranno ridursi i margini d’acceso alle informazioni personali presenti sul nostro account di Facebook.

Quello relativo alle applicazioni sviluppate da team di terze parti rappresenta un pericolo maggiore di quanto inizialmente stimato per la privacy dell’utente, anche un utilizzatore “attento” potrebbe infatti veder finire indirettamente nei loro database informatici i propri dati . Queste app infatti non si limitano alle informazioni dell’utilizzatore che ha installato questa applicazione, ma raccolgono dati anche sui suoi amici, i quali potrebbero non aver nemmeno mai sentito parlare di quel particolare servizio.

Questa è la spiegazione principale di come la società britannica Cambridge Analytica abbia potuto raccogliere dati di oltre 87 milioni di account Facebook, nonostante fossero “solo” 300.000 gli utenti che hanno utilizzato l’app incriminata per eseguire un’apparentemente innocuo test di personalità.

Le ricerche relative alla società di Zuckerberg hanno poi portato ad un ulteriore accusa relativa all’app proprietaria di Facebook, Messenger, accusata di raccogliere dati su chiamate e SMS degli utenti sui device Android, ovviamente l’operazione attualmente work in progress lavorerà anche su questa problematica.

Le Prime Vittime Illustri

I primi a pagare le conseguenze di questi cambiamenti sembrerebbero essere stati gli sviluppatori della nota app per incontri Tinder. Gli utenti dell’applicazione hanno infatti lamentato difficoltà ad accedere al servizio usando il Facebook Login. Un messaggio di errori che richiedeva all’utente di dare più permessi a Facebook o di creare un nuovo utente, un impedimento spesso invalicabile per l’utilizzatore medio. I tecnici di Tinder hanno poi confermato il problema e dichiarato di essere già a lavoro con i colleghi di Facebook per una soluzione

Rimane da capire quanto queste accuse abbiano minato la fiducia dell’utilizzatore finale nella società di Menlo Park, alla quale ora verrà sicuramente richiesto un intervento tempestivo per evitare ulteriori scandali come quello di Cambridge Analytica.

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD