Grindr: l’app al centro di uno scandalo legato alla privacy La nota app per appuntamenti è finita sotto lo sguardo degli esperti per via di alcuni dati sensibili condivisi con terze parti

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Non solo Facebook, i problemi con la gestione dei dati sensibili colpiscono ancora.

Questa volta la bufera colpisce Grindr, che è stata accusata di condividere informazioni dei propri utenti a realtà come Apptimize e Localytics, che si occupano di ottimizzazione software.

Alcuni esperti di sicurezza informatica e associazioni di attivisti AIDS si sono scagliati contro questa pratica, perchè, secondo il loro pensiero viola la fiducia degli utenti, e potrebbe identificare alcuni membri della community e il loro “stato HIV

Inizialmente la società dietro l’app di incontri fra utenti omosessuali ha provato a difendere il loro operato,un tentativo durato poco tempo visto che il team ha velocemente ritrattato le proprie parole annunciando che avrebbe smesso di condividere informazioni con terze parti.

Grindr ha confermato successivamente che non condividerà nessun dato relativo alla salute dei suoi utenti, comprese le informazioni relative alle malattie come l’AIDS, con le società esterne, pur sottolineando come in questa situazione la società sia stata poi “ingiustamente isolata” .
Secondo Bryce Case,responsabile della sicurezza di Grindr, i dati consegnati a terzi sarebbero stati  “crittografati in maniera sicura e usati principalmente per rimuovere bug e ottimizzare le feature di tracciamento della posizione dell’app“.

L’app Grindr ha esordito nel 2009, e attualmente conta un numero di utenti totale vicino ai  4 milioni di scritti. Durante lo scorso anno il colosso del gaming cinese Beijing Kunlun ha completato l’acquisto della società, della quale era in precedenza proprietaria al 60%

Nell’app è presente una feature per ricordare agli utenti di eseguire gli esami sull’HIV regolarmente ogni 3\6 mesi. Pochi giorni prima di questo scandalo l’app era dovuta correre ai ripari per fixare un bug che avrebbe potuto esporre l’identità reale degli utenti con un exploit che sarebbe stato possibile scoprire i messaggi non letti dell’utente, gli indirizzi e-mail e persino le foto cancellate.

La compagnia tiene comunque a precisare che non ha mai venduto i dati degli utenti, sostenendo inoltre che le informazioni condivise sono quelle disponibili sul servizio al pubblico.

Quello della sicurezza dei dati sensibili si conferma un tasto dolente per molte aziende che operano con i nostri profili, chi sarà il prossimo a finire nell’occhio del ciclone ?

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD