Telegram: il servizio di messaggistica ai ferri corti con la Russia L'azienda continua a resistere alle pressioni delle autorità russe, che chiedono con insistenza l'accesso ai dati degli utenti

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Roskomnadzor,l’autorità russa per le telecomunicazioni avrebbe richiesto il blocco dei servizi di Telegram in tutto il paese, al seguito del reiterato rifiuto da parte dell’azienda di fornire accesso libero al governo per l’utilizzo dei dati degli utenti.

Una legge antiterrorismo, emanata nel 2016, consente al governo russo di poter richiedere ai servizi di messaggistica le chiavi di cifratura necessarie per intercettare e decifrare le comunicazioni gestite con tramite i loro servizi. 

Non è la prima volta che Telegram finisce sotto l’occhio dei riflettori in Russia, l’azienda era già stata oggetto di sanzioni per via del suo precedente rifiuto di fornire l’accesso ai dati dell’utenza tramite le chiavi di cifratura, come richiesto dal FSB ( Servizio di Sicurezza Federale dello stato) e per questo aveva dovuto pagare una multa di circa 10.000€ (800.000 rubli). Aveva quindi intrapreso la via che portava all’appello alla Corte Suprema, ma il mese scorso la sentenza ha ribadito che la società proprietaria del servizio è in torto.

Se l’attuale richiesta fatta da Roskomnadzor sarà accolta positivamente, porterà al blocco dei servizi di Telegram in tutta la nazione, l’app attualmente conta più di 200 milioni di utenti in tutto il mondo entrando nella top 10 dei programmi di messaggistica più usati.

Peter Durov, fondatore e Amministratore delegato dell’azienda Telegram, rimane fermo nella sua posizione, sostenendo che le minacce attuate non serviranno a far cedere alle richieste Russe, e si dichiara pronto a “lottare per la libertà e la privacy“.

Ogni giorno di più ci accorgiamo dell’importanza che questi nuovi mezzi di condivisione e informazione siano importanti per la nostra libertà di informazione, ma non solo, dopo l’inizio dello scandalo che ha colpito Facebook la massa degli utenti ha preso conoscenza del valore delle informazioni che fornisce più o meno volontariamente in rete e questo porterà ad una maggiore cura per la propria privacy nel web.

Un argomento spinoso che andrebbe affrontato lontano dall’attenzione politico\mediatica del periodo, se l’eccesso di controllo da parte di terze parti è un pericolo che mina la nostra libertà, il rovescio della medaglia: l’anonimato nella rete, è uno spettro da evitare con la stessa attenzione. 

Un equilibrio sottile destinato a riassestarsi nel prossimo periodo, voi cosa ne pensate ? 

Fonte: Reuters

 

Marcello Portolan

Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD