2001: Odissea nello Spazio

2001: Odissea nello Spazio, il restauro di Christopher Nolan Dopo la presentazione in conferenza del restauro di 2001: Odissea nello Spazio, ProjectNerd ha partecipato alla proiezione dell'opera digitalizzata.

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Nei giorni scorsi ProjectNerd ha seguito alcuni degli eventi principali del Festival di Cannes, in particolar modo alla master class con Christopher Nolan lo scorso sabato, dove ha ufficialmente presentato e commentato il lavoro svolto sulla digitalizzazione del montato originale di 2001: Odissea nello Spazio, di Stanley Kubrick. Durante l’incontro il regista inglese ha poi analizzato alcuni aspetti fondamentali della propria tecnica registica, coinvolgendo i partecipanti alla conferenza con dettagli rivelatori degni di essere ricordati. La serata seguente, ProjectNerd ha assistito alla proiezione ufficiale del restauro, a cui erano presenti, fra gli altri, Denis Villeneuve, la figlia di Stanley Kubrick, Katharina, Keir Dullea – che in 2001: Odissea nello Spazio interpreta il personaggio di Dave, protagonista del viaggio – e lo storico produttore collaboratore del regista americano, Jan Harlan.

Le premesse dell’evento erano altissime. Nolan stesso ha invitato tutti coloro che avrebbero partecipato a sedersi, rilassarsi e godersi l’esperienza, perché sarebbe stata memorabile. A detta nostra, che eravamo in sala, lo è stato, dal primo all’ultimo frame, dalla prima all’ultima increspatura delle onde sonore provenienti dall’impianto audio della Sala Debussy. Quello che Nolan ha fatto col restauro di 2001: Odissea nello Spazio è unico nel suo genere. Non si è trattato di un semplice miglioramento audiovisivo di una versione già digitalizzata, bensì il recupero del rullo analogico originale, trasposto con estrema cura e precisione in una versione digitale in 70mm che presenta le migliori qualità tecniche oggigiorno disponibili. Insomma, come già visto in Dunkirk, qualcosa tipico di Nolan.

La locandina che il Festival di Cannes ha dedicato ai cinquant'anni di 2001: Odissea nello Spazio
La locandina che il Festival di Cannes ha dedicato ai cinquant’anni di 2001: Odissea nello Spazio

Premettendo che di per sé un’esperienza del genere è fortemente trascinante, perché indipendentemente dal posto, dai partecipanti, dalla qualità della proiezione, vedere al cinema 2001: Odissea nello Spazio significa entrare in contatto con l’anima del film, predisposto per natura ad essere visto su grande schermo, questa proiezione in particolare ha restituito ai presenti qualcosa di profondamente artistico e allo stesso tempo cinematografico. Nulla è stato fatto per evitare che i graffi sulla pellicola venissero rimossi, anzi, questo segno identificativo dell’incedere del tempo ha donato un gusto quasi archeologico. Infatti, quel che mancherebbe ad una qualsiasi versione digitale del film, sarebbe la rievocazione perfetta e precisa del significato storico dei cinquant’anni compiuti da 2001: Odissea nello Spazio.

Il cineasta britannico ha mantenuto il gusto per la qualità tecnica tipica della sua regia, unendola ad un’intento artistico pieno di amore, per restituire ai posteri il contenuto di un rullo analogico che è a tutti gli effetti un reperto storico. L’esperienza che Nolan ha restituito ai presenti non è stata solamente kubrickiana: ha comunicato ai sensibili all’arte cinematografica la presenza di un’opera d’arte nel vero senso della parola. Parallela a questa solennità, complice la grandezza dello schermo, il secondo dettaglio che salta immediatamente all’occhio è la presenza costante in ogni stacco di montaggio di qualcosa che non avevamo mai notato prima. Vuoi appunto per la grandezza dell’immagine, vuoi per la sua qualità.

Quando il film finisce le intensità visiva e sonora raggiunte dal restauro proiettano il fruitore esattamente nel momento narrativo a cui si sta assistendo, rendendo la comprensione di 2001: Odissea nello Spazio alla portata di – quasi – tutti. Un merito che spetta di diritto a Nolan è l’aver riportato allo stato di perfezione un’opera d’arte al punto di renderla più fruibile, senza svalutare l’intento di Kubrick, ma riuscendo a renderlo accessibile ad una più ampia porzione di pubblico, giovando allo scopo dell’arte. Esserci riuscito lavorando esclusivamente sulla qualità della definizione audiovisiva è un traguardo che forse solo Christopher Nolan poteva raggiungere, grazie alle sue capacità registiche così precise nella struttura narrativa, ma altrettanto visionarie.

Se dovessimo valorizzare con un parametro di questo restauro di 2001: Odissea nello Spazio, avrebbe sicuramente il massimo quantificabile. Ad un occhio attento però, potrebbe esserci un dettaglio in particolare che forse salta all’occhio come potenzialmente discordante. Lo scopo di un restauro, artisticamente parlando, dovrebbe essere conservativo, cosa che questo in particolare risulta essere. Nella storia dell’arte infatti alcuni restauri sono stati di tipo interpretativo, ma sono stati bollati come sbagliati. Facendo attenzione, potrebbe risultare quasi evidente il ritocco che Nolan ha fatto alla fotografia originale di 2001: Odissea nello Spazio. Le tinte infatti non sembrano essere state riportate alla loro miglior condizione originale, ma bensì dotate di una tipica atmosfera nolaniana, tanto da voler sembrare definitivamente il fratello di Interstellar, ma forse è solo un’impressione apparente.

Quel che è certo, è che chiunque abbia partecipato alla proiezione, direbbe una sola cosa: tornerei di nuovo alla Sala Debussy e riguarderei di nuovo questa versione di 2001: Odissea nello Spazio, più e più volte, finché mi venisse concesso, perché al di là del mero intento conservativo di un’opera d’arte, Nolan è riuscito in qualcosa di più grande: ci ha fatto toccare Kubrick.

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Francesco Paolo Lepore

Francesco Paolo Lepore

Redattore presso PJN e CinemaTown, laureato in Nuove Tecnologie dell'Arte, studente di Social Media Marketing. Il cinema è una costante della sua vita. Ha scritto e diretto diversi progetti per le università e il territorio. Amante dei mass media, ne studia minuziosamente i meccanismi utili alla comunicazione emozionale. Scrive da sempre, osserva da sempre, ricorda tutto da sempre.